Italia viva: “Siamo all’opposizione”. CambiaMenti: “Eppure nessun voto contro la maggioranza”

Il botta e risposta anche sul centro medico di Ponte a Egola, Faraoni: "Italia viva non esisteva nemmeno"

Non si placa la polemica tra il comitato CambiaMenti e Italia Viva San Miniato, il gruppo consiliare nato dalla fuoriuscita di Matteo Squicciarini proprio dalla lista civica per cui era stato eletto consigliere. Dopo le accuse congiunte di tutti i gruppi di minoranza, la risposta di Squicciarini e del partito non è servita a placare gli animi.

Oggi Italia Viva è un gruppo consiliare all’opposizione – dicono -, che porta avanti le proprie idee in modo libero, prendendo le distanze da posizioni che più volte vedono il centro destra ‘alleato’ con una forza politica che si è presentata agli elettori come schieramento ‘né di destra, né di sinistra’ e che adesso, a più riprese, accusa noi di essere indecisi.

Con l’ennesimo comunicato stampa firmato come minoranze, riferito questa volta alla risoluzione della vicenda del Centro Medico di Ponte a Egola, la Lega, Forza Italia e CambiaMenti, senza averci minimamente coinvolto o almeno informato della volontà di esporsi sull’argomento, hanno di fatto tracciato, per primi, un solco tra loro e Italia Viva, estromettendoci da qualsiasi dinamica interna alla minoranza stessa, cosa che rende surreali gli attacchi che ci vengono rivolti di non collaborazione.

Se loro hanno difficoltà a confrontarsi con Italia Viva, non può essere certo un nostro problema: il gruppo di cui Squicciarini è rappresentante in consiglio comunale si è reso disponibile fin dal primo momento a collaborare, in virtù di un rapporto istituzionale, ma evidentemente non c’è interesse a farlo e di questo ne dobbiamo prendere atto.

Più volte abbiamo ribadito che l‘attuale posizione di Italia Viva tra le fila della minoranza è una precisa e chiara decisione politica e non la conseguenza di uno ‘stato confusionale’. Si tratta di una scelta responsabile, perché, se è vero che a livello nazionale e regionale Italia Viva è parte attiva delle maggioranze, per il nostro territorio crediamo che questo non possa essere un automatismo, ma che un sostegno all’attuale maggioranza debba essere frutto di un percorso, di un incontro di idee e vedute, di un’apertura reale rispetto a punti strategici e concreti”.

Poi, sul merito dell’attacco di Forza Italia, Lega e CambiaMenti e la richiesta di dimissioni: “Cogliamo l’occasione – hanno continuato da Italia Viva – per rassicurare Ferraro, Altini e Guazzini che nella primissima mattinata dello scorso giovedì, prima che i tre capigruppo uscissero sulla stampa, Squicciarini aveva già comunicato la propria intenzione di volersi dimettere dal ruolo di commissario nella commissione elettorale al segretario comunale e al presidente del Consiglio Gasparri, dimissioni ufficializzate ieri mattina a seguito delle quali siamo pronti a ridiscutere l’attribuzione del ruolo al tavolo delle minoranze dalle quali, piaccia o no, non possono escluderci al fine di garantire una rappresentatività attuale e condivisa”.

“Singolare – questa la risposta del Comitato firmata dal presidente Federico Faraoni – che abbia lasciato passare quasi tre mesi e che se lo sia dovuto far chiedere, invece di compiere in modo immediato e spontaneo un gesto elementare di correttezza istituzionale nel momento in cui ha deciso di proseguire la sua attività di consigliere comunale in un gruppo diverso da quello in cui era stato eletto.

Prendiamo anche atto che Italia Viva, dopo quasi tre mesi dalla costituzione del suo gruppo istituzionale dichiara di collocarsi all’opposizione, anche se ci sembra molto singolare che da quando si è costituita in consiglio questa forza che si definisce di opposizione non abbia votato contro nessun atto dell’amministrazione comunale, e, in particolare, si sia astenuta sugli equilibri di bilancio.

Noi concepiamo la nostra opposizione come una funzione costruttiva e propositiva, ma anche fortemente alternativa al modo di governare il nostro Comune che ha prevalso negli ultimi due mandati amministrativi e che sta proseguendo, in piena continuità. Un’opposizione fondata su precise scelte programmatiche, che riguardano la trasparenza e la partecipazione, la centralità della tutela dell’ambiente e del territorio, precisi orientamenti sulla scuola e sulla sanità, il recupero di un ruolo centrale del Comune nei confronti di enti e società partecipate. Le opposizioni non sono tutte uguali. La nostra si fonda su questi contenuti, a partire dai quali abbiamo costruito un Comitato e una Lista civica a cui aderiscono su base programmatica persone di diversi orientamenti e che, sulla base dei contenuti, ricerca convergenze con le altre forze presenti in consiglio. Se Italia Viva ha deciso di sedere nei banchi dell’opposizione farebbe bene a esprimere la propria collocazione in modo attivo e autonomo, e non a traino degli altri gruppi politici. Partecipare all’attività dell’opposizione è cosa seria ed impegnativa, non si può fare a mezzo servizio”.

Riemergono poi i vecchi rancori non ancora smaltiti, sulle modalità di uscita dal Comitato di Squcciarini. “Squicciarini – ha continuato Faraoni – ha, fino al settembre di quest’anno, condiviso e partecipato alle nostre iniziative, senza mai esprimere distinzioni e senza mai opporsi alla collocazione del comitato in una zona apartitica, ma non certo apolitica, di impegno civico fondato su precisi contenuti alternativi. Egli è stato non solo uno dei fondatori del nostro comitato, ma fino a luglio 2019 ne è stato stato vice-presidente, nonché uno degli estensori del nostro Statuto e del nostro programma. Cambiare idea è lecito. Rendere conto delle proprie scelte a chi ci ha eletto in caso di un cambiamento di orientamenti sarebbe stato secondo noi doveroso, ma lo stile non può essere obbligatorio. Mescolare le carte in tavola sulla natura e l’attività del nostro comitato come si tenta di fare, con scarsa efficacia, da parte sua è davvero poco credibile. Non prendiamo lezioni su come si fa politica da nessuno, tanto meno da chi è andato via dal Comitato senza nemmeno una telefonata ed un confronto in sede. Ed è anche l’ultima volta che ci confrontiamo con Matteo Squicciarini sul piano della discussione politica generale. D’ora in avanti il confronto avverrà in consiglio sulle questioni di merito, se sarà capace di proporne”.

Il centro medico

Niente sconti nemmeno sul centro medico di Ponte a Egola. “Rispetto al centro medico – hanno spiegato dal partito di Matteo Renzi – manifestiamo anche noi la nostra soddisfazione per il risultato raggiunto e la nostra gratitudine verso quei medici che responsabilmente hanno dato un futuro a questo importante presidio di medicina territoriale. Vigileremo affinché la tanto attesa Casa della salute possa vedere la luce il prima possibile, magari attingendo a quei fondi europei tanto invisi ad alcuni e che speriamo, una volta sbloccati, possano ricadere anche sul nostro territorio, e intanto staremo con il fiato sul collo all’amministrazione Giglioli affinché non dimentichi mai gli impegni presi con i cittadini, per garantire supporto alla medicina territoriale e per impegnarsi a rendere l’accesso ai servizi sanitari il più agevole possibile. A tal proposito – rilanciano -, sul tavolo del sindaco Giglioli c’è un‘interrogazione sul contrasto al Digital divide, presentata da noi all’ultimo consiglio comunale, alla quale ci auguriamo di ricevere risposte confortanti, giacché crediamo che l’impegno nel superamento del divario digitale abbia un’importante connessione anche con la salute del nostro territorio, poiché incentivare la telemedicina, attraverso il rafforzamento della rete internet, potrebbe essere un serio impegno da prendere a sostegno della salute dei sanminiatesi”.

Italia viva – questa la dura risposta del Comitato – non ha mai partecipato a una singola e sola iniziativa sul centro medico visto che al tempo non solo non era presente in consiglio comunale, ma neanche esisteva. Rivendicare ora un ruolo nella vicenda appare francamente fuori luogo. È paradossale peraltro vedere come la posizione di Italia Viva sia più attiva nel criticare le opposizioni anziché la maggioranza”.

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