Fondazione Dilvo Lotti, le domande di CambiaMenti

Tra le cose chiuse dal coronavirus, ci sono anche i musei. Di Fondazione Dilvo Lotti e casa museo Lotti, si occuperà il consiglio comunale di San Miniato su un’interpellanza di Manola Guazzini e del gruppo CambiaMenti.

In particolare Guazzini chiede a sindaco e assessore alla cultura “Se esista e da chi sia attualmente composto il Comitato di Indirizzo e, in caso di risposta affermativa, quali siano stati i criteri seguendo i quali il sindaco ha nominato gli altri due componenti. Se siano mai state rispettate le scadenze previste dallo statuto per quanto riguarda redazione e approvazione del progetto di bilancio consuntivo per l’esercizio precedente e l’adozione del Documento programmatico previsionale per l’esercizio successivo e in caso di risposta affermativa chiede informazioni sulla consultabilità di tali documenti. Quali siano, infine, secondo le intenzioni e gli orientamenti del sindaco e dell’assessore alla cultura, i modi e i tempi previsti per dare corso all’inventario del patrimonio contenuto nell’immobile di proprietà comunale e l’inserimento della Casa del Pittore Dilvo Lotti nel sistema museale del Comune di San Miniato con le relative scelte preliminari”.

Con delibera 58 del 26 settembre 2017, ricorda Guazzini, “il consiglio comunale di San Miniato ha approvato l’atto costitutivo e lo statuto della Fondazione Casa del Pittore Dilvo Lotti e ha conferito alla medesima fondazione un capitale iniziale di 10mila euro, rinviando a successivi provvedimenti per lo stanziamento e i conseguenti impegni di spesa e nella stessa delibera si dichiara di ritenere necessario trasferire alla fondazione ‘la proprietà dell’immobile di abitazione del pittore a San Miniato, in via Maioli e delle opere e dei beni situati al suo interno’ e si delibera di ‘affidare alla costituenda fondazione il compito di inventariare le opere e i beni situati all’interno dell’immobile’, con lo scopo ‘di inserire la Casa del Pittore Dilvo Lotti nel sistema museale del Comune di San Miniato”.

Nello statuto approvato contestualmente alla delibera si prevede che la fondazione abbia “un presidente, coincidente con il sindaco di San Miniato, un consiglio di indirizzo composto dal presidente e da due membri nominati dal sindaco, che esercita anche le funzioni di presidente e che entro il 30 aprile di ogni anno tale consiglio di indirizzo debba redigere un progetto di bilancio consuntivo per l’esercizio precedente chiuso il 31 dicembre, che approvi tale bilancio entro il 31 maggio sentita la relazione del revisore dei conti e che adotti entro il 31 ottobre un Documento programmatico previsionale per l’esercizio successivo”.

“Al di là dei dubbi sulla scelta dello strumento della fondazione e su alcuni aspetti dello statuto – spiega infatti Guazzini – si esprime un giudizio estremamente favorevole sulla finalità di valorizzare questo patrimonio che è entrato nella disponibilità del Comune in seguito a vicende testamentarie, sull’obiettivo di realizzarne un preciso inventario e su quello di inserirlo nel Sistema Museale del Comune di San Miniato, che comporta, a giudizio dell’interpellante, l’approvazione di un progetto di allestimento e di un piano di promozione. Risulta viceversa che allo stato l’immobile si trovi in una situazione che necessita di adeguata manutenzione”.

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