CambiaMenti: “Urbanistica, c’è ancora tanta strada da fare”

Guazzini attacca l'amministrazioni: "Questioni irrisolte dalla viabilità alla valorizzazione dei piccoli borghi"

“Per tutta la durata del mandato di Gabbanini l’urbanistica è stata una delega gestita direttamente dal sindaco. E Giglioli ha scelto di muoversi in continuità con questa scelta. La conseguenza è stata che per molto tempo, in un comune ricco di potenzialità e di problemi come il nostro, un settore decisivo come la progettazione e il governo del territorio si è mossa lentamente, non riuscendo a dare risposte immediate e visioni urbane a lungo termine”. E’ la critica che Manola Guazzini, del gruppo consiliare CambiaMenti.

“Eppure – prosegue – ci sono dei problemi che richiederebbero scelte forti di progettazione, e la realizzazione di interventi parziali coerenti con un quadro generale. Il primo di essi è la predisposizione di un piano per la sistemazione dell’asse della Toscoromagnola, fondato sul riconoscimento del fatto che la Statale 67 nel territorio del nostro Comune svolge attualmente la funzione di una strada urbana, che passa in mezzo a centri abitati. Occorrerebbe un progetto coerente, da realizzare con gradualità in tempi medi, che prevedesse lo spostamento dei volumi di traffico legati all’attraversamento del territorio soprattutto da parte di mezzi pesanti su un asse viario più a Nord, la ricucitura di vari spezzoni di viabilità esistenti. Questo permetterebbe di ripensare la Tosco Romagnola come un’asse di mobilità sostenibile, capace di accogliere anche un percorso ciclabile in tutta sicurezza e restituirebbe all’intera comunità un’arteria sulla quale si strutturi una vera e propria città lineare”.

Ma nn finisce qui secondo CambiaMenti: “Questione fra l’altro che interessa particolarmente l’abitato di Ponte a Egola dove in più punti lungo la Tosco Romagnola si innescano situazioni di estrema criticità irrisolte da anni. Occorre necessariamente intervenire in maniera capillare e risolvere problematiche di parcheggio, di manutenzione dei marciapiedi e strade, fino al decoro generale. La sensazione di abbandono del territori in questo periodo è una cosa che l’Amministrazione non può permettersi. Una seconda questione fondamentale è quella del ridisegno dell’assetto urbano di un centro come Ponte a Egola, che ha come tema centrale la questione del recupero delle vecchie concerie, attraverso il quale ridisegnare il futuro dell’abitato. In sede di discussione del DUP noi chiederemo che l’Amministrazione Comunale chiarisca pubblicamente, in tempi immediati attraverso quali passaggi di elaborazione tecnica e di partecipazione democratica intende proporre un’ipotesi complessiva di riassetto urbanistico; quali indirizzi intende fornire perché il recupero delle aree delle vecchie concerie acquisisca il carattere di una vera operazione di rigenerazione urbana che limiti al massimo ogni ipotesi di ulteriore consumo di territorio e abbia una cabina di regia pubblica. E chiederemo che entro tempi definiti, e comunque nel corso del 2021 gli elaborati tecnici siano completati, e sottoposti alla discussione della Consulta, delle associazioni, dei cittadini e infine del Consiglio Comunale; anche un’area come quella di Piazza Guido Rossa, dove dovrà nascere la Casa della Salute, dovrà trovare un’identità che non si riduca, come oggi avviene, a quella di un’area di parcheggio. Assume in questo quadro una rilevanza strategica la realizzazione di una passerella ciclabile e pedonale che colleghi Molino d’Egola e Ponte a Egola”.

“Abbiamo espresso parere favorevole sulla realizzazione di un collegamento viario, pedonale e ciclabile tra San Miniato e San Miniato Basso sulla base dei fondi messi a bilancio con le ultime variazioni. Pensiamo – aggiunge – che questo percorso dovrà essere completato con un percorso parallelo al viale Marconi, che consenta un collegamento ciclabile e pedonale diretto tra la Stazione di San Miniato Basso e il centro storico, per incentivare gli accessi turistici e rappresenti anche un fattore di qualificazione di San Miniato Basso. In questo quadro ci sembra fondamentale superare gli orientamenti espressi in una mozione approvata dalla maggioranza del Consiglio Comunale per la progettazione della sede definitiva del Liceo Marconi a Ponte a Egola, e riprendere invece in considerazione, previe intese con l’amministrazione provinciale e con gli altri Comuni del Comprensorio l’affidamento di un attuale studio di fattibilità sulla sede definitiva del Liceo Marconi, che parta dal recupero dell’attuale sede storica e della sua area e recuperi la dimensione di un Polo della scuola media superiore di livello comprensoriale anche in funzione dell’indispensabile consolidamento del versante settentrionale della collina di San Miniato. Sarebbe veramente assurdo ipotizzare per quell’area o uno smantellamento della struttura del vecchio liceo senza alternative adeguate o con alternative quanto meno improvvisate”.

“Non meno importante – conclude – rimane il tema dei borghi più piccoli, spesso periferici che hanno assoluto bisogno di un percorso di riqualificazione e valorizzazione; necessitano di essere ripensati in un’ottica post Covid con cicli di vita completamente diversi, sviluppando la banda larga per favorire il telelavoro e dare inizio ad un modello abitativo che faccia parte di un sistema ecologicamente compatibile. San Miniato dovrebbe assumere in Toscana il ruolo di capofila per questo tipo di sviluppo sostenibile ed essere cabina di regia per studi, convegni ed approfondimenti di tematiche urbane completamente nuove. Su tutte queste questioni ci muoveremo con proposte concrete, che abbiamo già portato a conoscenza delle forze politiche e dell’opinione pubblica, in sede di discussione del Dup”.

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