Rampa di accesso e tenda all’esterno, le richieste della Lega per il distretto sanitario

"Nel caso in cui il Comune non possa intervenire, lasci ai cittadini la possibilità di organizzarsi"

“Considerato l’interesse pubblico che riveste un luogo come il distretto sanitario di Ponte a Egola, il Comune di San Miniato potrebbe predisporre anche a proprie spese gli adeguamenti da tanti anni attesi dai cittadini”. Lo dice la Lega San Miniato, ritenendo necessarie in particolare due cose per il distretto sanitario: una rampa di accesso da affiancare agli scalini e una tenda per aspettare all’esterno.

“Alcuni giorni fa – spiegano i rappresentanti della Lega – è arrivata la notizia che il centro medico di Ponte a Egola avrebbe continuato a svolgere la propria attività essendo subentrati ai medici in pensione nuovi professionisti (qui). Una ottima notizia per i cittadini che a migliaia avevano firmato una petizione per evitare la chiusura del centro e per tutti coloro che da si erano fortemente impegnati per appoggiare le giuste richieste della popolazione.

Considerato che l’Amministrazione tanto si è spesa – a suo dire – per raggiungere il ‘buon risultato’ del centro medico, sarebbe opportuno che facesse un ulteriore passo in favore dei cittadini adoperandosi per risolvere l’annosa questione relativa al Distretto sanitario in via Primo maggio che è privo di una adeguata rampa di accesso essendo dotato solo di antiquati scalini che rendono difficoltoso l’ingresso a disabili, persone anziane e persone con carrozzine. Tra l’altro, considerato l’attuale obbligo del distanziamento, sarebbe anche opportuna una piccola tenda esterna all’edificio per i cittadini in attesa di accedere agli uffici.

Qualora il Comune dovesse rispondere alla richiesta di una rampa di accesso – che si protrae da anni – dichiarandosi impossibilitato ad intervenire causa la proprietà privata dell’immobile, lo dica chiaramente, lasciando ai cittadini la possibilità di organizzarsi in merito. Alle migliaia di firme raccolte un anno fa per evitare la chiusura del Centro medico potrà ben far seguito una mobilitazione dei cittadini per una raccolta volontaria di fondi (saranno sufficienti alcune migliaia di euro) per dotare finalmente la struttura che occupa il Distretto sanitario delle necessarie rampe di accesso”.

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