Rifiuti, Rusconi: “Santa Croce aumenta la Tari. Per noi è inaccettabile alla luce del momento e del servizio”

Il consigliere spiega il voto contrario del gruppo Per un'altra Santa Croce

“Quest’anno infelice si avvia finalmente alla conclusione ma purtroppo, per i cittadini di Santa Croce sull’Arno le sorprese negative non sono finite. La calza della Befana che la giunta di Santa Croce porterà in dono ai propri cittadini conterrà infatti un sostanziale aumento della tassa sui rifiuti, la Tari”.

Un provvedimento che ha registrato in consiglio comunale il dissenso di Alessandro Lambertucci, Marco Rusconi, Benedetta Cicala e Valentina Fanella, esponenti del gruppo consiliare Per un’altra Santa Croce, che hanno votato contro al piano economico finanziario proposto a seguito delle modifiche tariffarie che entreranno in vigore con il gestore unico dei rifiuti.

Sulla vicenda, a nome del gruppo, è intervenuto il consigliere Marco Rusconi: “Premesso che il tema dei rifiuti è un argomento che dovrebbe essere trattato con molta delicatezza, affrontato al di là di meri schemi politicopartitici. La risoluzione del problema rifiuti passa dalla ricerca, dall’innovazione, dall’efficientamento dei servizi, dei sistemi di raccolta e di smaltimento. Non possiamo affrontare questo tema facendo finta di non aver visto il report di recentissima pubblicazione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che vede la Toscana solo al 12esimo posto, davanti alla Campania, nella classifica nazionale delle regioni più virtuose, con il suo misero 56,1% di raccolta differenziata, sotto la media nazionale, al di sotto di quel 65% individuato nel 2012 come obiettivo minimo e lontano anni luce dal 73,8% del Veneto e dal 70,7% della Lombardia.

Evidentemente, le scelte fatte in ambito regionale negli anni passati, che non stiamo a ripetere ma sulle quali abbiamo già avuto modo di  dissentire, si sono rivelate inefficaci e inefficienti. Il Piano Economico Finanziario inerente alla raccolta rifiuti rappresenta una delle maggiori voci di spesa in merito al bilancio del nostro comune. Come ben sappiamo infatti la Tari è quella tassa che paghiamo per coprire integralmente le spese derivanti dal costo del servizio che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Costi che da oggi in poi varieranno sulla base delle trasformazioni politiche degli ultimi mesi che hanno portato alla nascita, dopo non poche vicissitudini frutto di diatribe politiche, del gestore unico dei rifiuti del cosiddetto Ambito Territoriale Ottimale Costa e, a tal proposito, ci teniamo a ribadire che siamo sempre stati contrari alla nascita, tramite fusione a freddo, di apparati para-amministrativi (in questo caso i gestori) che spesso si presentano come palazzi di potere utilizzati dalla politica per assegnare poltrone senza che vi siano vantaggi tangibili per la cittadinanza.

Che il nostro sistema di raccolta sia oneroso lo abbiamo sempre sostenuto ma dopo aver osservato i documenti che ci sono stati consegnati ne siamo ancora più convinti. Il Pef 2020 prevede un incremento dei costi del servizio che andranno a gravare sulle entrate tariffarie. La maggioranza asserisce che l’aumento in tariffa per i cittadini sarà al massimo del 4,3% ma le cose non stanno proprio così. L’accertamento di entrata per l’anno 2019 per la Tari era di 2.421.067,11 euro mentre adesso si prevede di incassare, alla luce delle nuove modifiche, 2.677.031 euro. Riassumendo, portare le entrate tributarie dai 2,4 milioni sopra citati a quasi 2,7 milioni di euro non significa aumentare i costi per i cittadini del 4,23% come sostiene la giunta, ma significa invece aumentare i costi di oltre il 10%, un aumento a nostro avviso inaccettabile, alla luce del momento storico che stiamo vivendo e alla luce del servizio finora svolto, troppo oneroso rispetto ai benefici prodotti e, per queste motivazioni, siamo stati costretti ad esprimere il nostro voto contrario a questo ordine del giorno”.

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