“Totale disorganizzazione” e il centrodestra esce dall’aula (virtuale) del consiglio comunale

"Non possiamo esercitare il nostro ruolo". E' successo ieri a Castelfranco di Sotto

“Una scelta dolorosa ma necessaria” quella di uscire dall’aula (virtuale) del consiglio comunale durante l’ultima seduta dell’anno. Così la descrivono i consiglieri di centrodestra di Castelfranco di Sotto Monica Ghiribelli, Alba Colombini e Nicola Sgueo. Una questione di metodo che non è andata giù ai consiglieri che parlano di “un comportamento dell’amministrazione comunale che denota una assoluta disorganizzazione che, oltre a dimostrare una incapacità nella programmazione dei lavori, pregiudica anche la possibilità per noi consiglieri di esercitare adeguatamente quella funzione di controllo alla quale siamo chiamati”.

“Il 24 dicembre, infatti – hanno spiegato i tre consiglieri di opposizione -, è stato convocato il consiglio comunale per il giorno 30 e, contestualmente, si è proceduto anche a convocare per il pomeriggio del 29 dicembre la commissione bilancio per approfondire gli argomenti posti all’ordine del giorno. Sennonché, nella tarda mattinata del 29, veniva comunicato ai consiglieri che l’ordine del giorno sarebbe stato integrato con due ulteriori punti: il PEF e la proroga della Convenzione per il Consorzio tra Comuni per la realizzazione di strutture e servizi avanzati per l’impresa. La relativa documentazione, invece, ci perveniva nel pomeriggio a poche ore dalla commissione. Va da sé che con tempistiche così ristrette, non siamo stati messi in condizioni di esaminare la corposa documentazione allegata che, proprio per la sua complessità e l’importanza dei punti oggetto dell’integrazione, avrebbe richiesto uno studio assai approfondito affinché potessimo affrontare la discussione in consiglio ed esprimere il nostro voto a ragion veduta”.

Poi l’affondo: “Questa amministrazione – hanno detto – non è nuova ad aggiungere argomenti all’ordine del giorno a ridosso del consiglio comunale e, se in alcune occasioni, per spirito di collaborazione, abbiamo comunque accettato la discussione comprendendo che ciò era dovuto all’emergenza epidemiologica che aveva messo in crisi alcuni uffici, questa volta un tale ritardo non è assolutamente giustificabile ed è attribuibile solo e soltanto all‘incapacità di questa amministrazione di organizzare e pianificare la propria attività, visto e considerato che si trattava di scadenze già note da tempo.

Infatti, i comuni (come il nostro) che hanno utilizzato la deroga prevista dal Decreto Cura Italia, erano ben consapevoli che avrebbero dovuto approvare il PEF entro il 31 dicembre. Altrettanto, i nostri amministratori erano consapevoli che la Convenzione per il Consorzio tra i Comuni scadeva il 31 dicembre e che qualora non fosse stata prorogata, si sarebbe corso il rischio di non poter accedere ai contributi regionali per i servizi alle imprese. Fatto sta che, mentre tutti gli altri comuni del comprensorio (parimenti tenuti al rispetto delle medesime scadenze) senza colpo ferire hanno regolarmente convocato i rispettivi consigli comunali inserendo fin da subito PEF e rinnovo della Convenzione per il Consorzio tra Comuni nei loro ordini del giorno, i nostri amministratori erano distratti da chissà quali altre questioni e sono stati costretti a correre maldestramente ai ripari”.

“Purtroppo – hanno concluso i consiglieri – abbiamo constatato come spesso e volentieri la mancanza di qualsivoglia forma di pianificazione e organizzazione metta in crisi non solo i consiglieri di opposizione, ma anche gli uffici comunali che, oltre a dover fare i conti con le difficoltà create dalla pandemia, si trovano in continuo affanno dovendo riparare anche alle varie dimenticanze dei nostri amministratori. A fare le spese di questa disorganizzazione, però, saranno soprattutto i castelfranchesi, che non possono confidare in una amministrazione la quale, se è incapace di organizzarsi adeguatamente per un consiglio comunale, difficilmente sarà in grado di portare a buon fine i tanti progetti sbandierati e dimostra di vivere alla giornata senza avere una qualche visione organica di quello che sarà il futuro di Castelfranco di Sotto”.

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