Per Giglioli “un errore”, per Baldacci “era indispensabile”: la crisi di governo secondo gli amministratori renziani “della prima ora” foto

Mazzeo invoca l'aiuto di Mattarella: "Con la sua serietà e capacità ci conduca fuori da questa drammatica situazione"

“Pensare a una crisi durante una pandemia, durante un’emergenza sanitaria con le vaccinazioni che stanno partendo ora, con un’emergenza economica e con la gestione del Recovery fund da programmare è irresponsabile”. Non ci sono spiegazioni valide per Simone Giglioli, il sindaco di San Miniato: Renzi ha fatto un errore. E lo dice lui che dall’interno del Partito democratico era stato uno dei maggiori sostenitori dell’ala renziana, uno dei primi nel comprensorio del Cuoio. Lo dice ora che si è acceso il dibattito dopo il ritiro delle ministre Bellanova e Bonetti dal governo Conte bis.

“È un errore – ha spiegato – perché non c’è un vero e proprio casus belli per la crisi. Il programma del Recovery fund era migliorabile, ma aveva ottenuto qualcosa. Alcuni errori sono stati fatti e i grillini sono inadeguati, ma si sono anche fatti passi da gigante rispetto a prima. La scommessa di Renzi non è quella di andare alle urne ma di fare un altro governo. A livello costituzionale è possibile ma la domanda è: ritiri i ministri con una crisi pensando a un ulteriore governo per un posto in più? Il governo con i cosiddetti ‘responsabili’, ammesso che esistano, sarebbe più forte o più debole? Sicuramente l’azione del governo sarebbe peggiore, a meno che non ci sia un’operazione come quella di Cossiga con l’Udeur”.

La pensa diversamente Marco Baldacci, assessore e vicesindaco di Santa Croce sull’Arno, tra i primi iscritti a Italia viva dopo la sua formazione. L’unico punto di incontro tra Baldacci e Giglioli è “l’inadeguatezza dei 5 Stelle”, ma per il resto, secondo l’assessore “questo presidente del consiglio non è più in grado di lavorare in una situazione come questa. Noi non abbiamo tutti gli elementi per giudicare la situazione, ma l’immobilismo e le decisioni sbagliate sono evidenti. Proprio per l’emergenza in corso è indispensabile un cambio di passo”. Decisioni sbagliate che valgono una crisi di governo secondo Baldacci: dai ritardi sul Recovery fund, ai molti sussidi giudicati “inutili” senza una strategia a lungo termine, fino alla delega ai servizi segreti tenuta da Conte.

Ad ogni modo, la crisi di governo così com’è nata, insegna che la forza di un partito non sta soltanto nei numeri: anche una piccola formazione, dotata di un alto potere di veto è in grado di influenzare le sorti di un intero governo. Certo, così Italia viva rischia di rimanere isolata, sia in parlamento che fuori: alcune forze politiche hanno già escluso la formazione di una nuova maggioranza con il partito di Renzi e le percentuali in termini di consenso non sono certo alte. Ma ormai si sa, nell’era post ideologica la politica è imprevedibile. “Il rischio di rimanere isolati c’è – dice Baldacci – ma ci sono anche tante persone convinte della incapacità di questo governo di andare avanti e possono capire questa mossa. Renzi è stato presentato come quello irresponsabile, ma non è vero: è proprio il contrario. Tanto più che lo scontro è stato sui temi, non sulle poltrone. Io la reputo una scelta impopolare ma corretta, bisognava uscire dall’impasse”.

Gli scenari che si aprono adesso sono molti: dalla formazione di una nuova maggioranza lasciando Conte al suo posto, fino al suo contrario: cambiare il premier, ma non i partiti che sostengono la coalizione (Italia viva compresa a patto che cambino alcune condizioni). Ma ci sono anche altre opzioni che spaventano la Sinistra: in particolare il ritorno alle urne nel caso non si trovassero i cosiddetti “responsabili” disposti a sostenere la maggioranza. In tal caso, il nuovo schieramento che si andrebbe a creare vedrebbe con molta probabilità una maggioranza di centrodestra, che avrebbe la strada spianata anche per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Mai come quest’anno, infatti, l’attenzione è puntata sul semestre bianco: i sei mesi prima della fine della legislatura del presidente della Repubblica, durante i quali non può sciogliere le camere. Solo così, infatti, Mattarella potrebbe “blindare” questa maggioranza. Ad ogni modo, per ora, il voto sembra lo scenario più remoto.

È stata una mossa azzardata per allargare lo spazio di Italia Viva, che si trova in difficoltà – secondo Giglioli -. Ma far governare la pandemia a un Salvini, tipo Bolsonaro, Trump o Boris Johnson è troppo rischioso. Io non sono un ‘contiano’, ma è una guida sicura in questo momento. Fare una previsione di cosa succederà è difficilissimo: l’auspicio mio è che la crisi rientri, ma lascia delle scorie. Si è parlato anche di un nuovo premier con la stessa maggioranza, forse Lamorgese”.

“Uno stallo ora non può esserci – per Baldacci -. Conte deve prendere una decisione, vedremo se ha una nuova maggioranza. Il mio auspicio, indipendentemente dall’appartenenza politica, è che siano trovate persone capaci di governare in questo momento difficile. Penso che sia difficile, nessuno si era mai ritrovato in questa situazione, per questo il merito deve tornare al centro. Servono politici capaci di guardare lontano: no redditi di cittadinanza e piccoli sussidi”.

“Spero che il presidente della Repubblica ci conduca fuori da questa crisi”. È invece l’auspicio di Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale toscano. “Questo – ha aggiunto Mazzeo -, come ha richiamato il presidente Mattarella, deve essere il tempo dei costruttori, non serve dividerci, ma occorre dare risposte chiare ed efficaci alle famiglie e alle imprese italiane. Da noi i cittadini non attendono litigi, spesso incomprensibili, ma azioni per combattere e sconfiggere la pandemia e la crisi economica che covid 19 ha innescato.

Abbiamo già contato oltre 80mila morti, stiamo vedendo imprese sull’orlo della chiusura e lavoratori che rischiano di restare senza un futuro, non credo che questo sia il momento adatto per chi ha responsabilità di governo di mostrarsi irresponsabile. C’è un piano di vaccinazioni da seguire e ampliare, ci sono i progetti del Recovery fund da realizzare per non perdere oltre 220 miliardi di euro. Quindi non è più tempo della vecchia politica che si guarda l’ombelico. Chi ha responsabilità di governo a Roma alzi la testa, esca dal suo teatrino autoreferenziale e guardi a quello che gli italiani hanno bisogno ora. Ecco perché spero che la crisi aperta a Roma si risolva presto e che si possa tornare a governare il Paese che sta soffrendo. Per questo mi auguro che tutti ascoltino il presidente Sergio Mattarella perché spero che il capo dello Stato, con la sua serietà e capacità, ci conduca fuori da questa drammatica situazione”.

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