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“Niente accordi con chi ha causato la crisi”, le reazioni dal Partito democratico dopo la mossa di Renzi

Il sindaco Toti: “Da Italia viva solo ultimatum, Conte è l’unico nome”. Per Pieroni è "spasmodica ricerca di visibilità"

Il sapore è un po’ quello del “ve l’avevamo detto”, le parole di chi non aveva mai creduto nella linea di Matteo Renzi ma ha dovuto arrendersi alla sua “scalata” in politica, prima all’interno del Partito democratico poi dalla sua nuova formazione, Italia viva. È una magra consolazione quella che resta dopo la crisi di governo innescata dalle dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti. Dopo l’analisi dei renziani, i sostenitori della corrente opposta rivendicano di averci visto lungo.

C’era da aspettarselo – sono le parole del sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti, ben più affezionato alla corrente ‘lettiana’ –. Purtroppo, non sono sorpreso. L’atteggiamento di Renzi era tristemente prevedibile, poiché ha sempre scelto le sue mosse seguendo un tornaconto personale. Un modo di fare politica che non condivido e da cui non mi sono mai lasciato affascinare”. Sicuramente la crisi di governo ha avuto il merito di compattare le fila del Pd: tutti, quasi all’unisono, stanno criticando la scelta del vecchio leader dei Dem, anche chi si definiva “renziano” pur non avendo aderito a Italia viva. Come nel caso di Simone Giglioli, sindaco di San Miniato che negli anni ha apprezzato Renzi, ma non ha mai condiviso la sua scelta di far nascere Italia viva “perché – ha spiegato -la casa dei riformisti è il Pd” (qui la sua analisi).

Concorda con Toti Andrea Pieroni, consigliere regionale e fedelissimo di Letta: “Italia viva ha dimostrato la sua inaffidabilità – ha detto senza fare sconti – La crisi provocata da Renzi non si giustifica se non per la sua spasmodica ricerca di visibilità di cui ha bisogno per poter galleggiare politicamente. Il limite storico di Renzi è il suo protagonismo, il suo individualismo a costo di mettere in discussione l’interesse generale del paese. Stavolta però questa instabilità fa sì che l’Italia appaia un paese perennemente in bilico”.

“Credo che sia irresponsabile innescare una crisi di governo ora che il Paese ha bisogno di ripartire – ha detto Toti -, ora che c’è da gestire un recovery plan, ora che l’Italia rischia di soccombere nelle difficoltà economiche. Questo non significa affatto non poter discutere e proporre dei temi al governo. Anzi. Il ruolo del Parlamento è appunto quello del confronto sulla base delle proposte dei partiti, del contraddittorio, dell’azione e condivisione democratica degli argomenti. Ma in questo caso gli argomenti affrontati da Renzi sono stati usati in maniera strumentale. I temi in questione, se davvero fossero stati al centro degli obiettivi di Italia Viva, avrebbero dovuto essere posti in modo costruttivo, non utilizzando solo ultimatum per tornare al centro della scena”. Stando ai temi la crisi non trova una giustificazione nemmeno secondo Pieroni. “Renzi – ha detto il consigliere del Pd – si è anche vantato del fatto che nell’ultima versione del Recovery plan erano state accolte le sue proposte. Quindi motivi plausibili non ci sono. Mi sarei aspettato che lui si intestasse quelle vittorie, come avrebbe fatto un politico saggio. Il tema qui è il suo odio nei confronti di Conte, lo vede come un ostacolo per le sue ambizioni. Una crisi animata da ragioni di bottega è grave per uno che ha fatto il presidente del consiglio.

Intanto, cambiano di ora in ora gli scenari e, dice Toti “non credo proprio che andremo alle elezioni anticipate, non servono in questo momento”. Eppure, oggi il ritorno alle urne sembra uno sviluppo concreto se la maggioranza non riuscirà a trovare senatori disposti a sostenerla. “Lo ammetto – commenta Toti -: la misura delle elezioni servirebbe a pesare il reale consenso (o meno) di Renzi. In qualsiasi modo procederà la situazione, per me non si firmano alleanze con chi ha causato una crisi di governo nel bel mezzo di una pandemia. Questo è un punto fermo. E il nome di Conte è uno dei primi da tenere in considerazione. Se non l’unico”.

“Spero che si costituisca intorno a Conte una maggioranza che supplisca a Italia viva – ribadisce Pieroni -. È impossibile far finta di nulla: inconcepibile che il partito che ha aperto la crisi faccia di nuovo parte della maggioranza. Spero che si formi una maggioranza affidabile, anche se nei numeri non sarà larga, per la fine della legislatura in questa fase delicata”.

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