Rifiuti, per la Lega: “Siamo al trionfo della burocrazia e alla fine del buon senso”

"Molto probabilmente la 'innovazione' darà luogo a un significativo aumento delle tariffe a carico dei cittadini"

“Fino a oggi la predisposizione del piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani e quindi la tariffazione era cosa che riguardava il gestore del servizio, ora a seguito della Legge Gentiloni, la procedura prevede il coinvolgimento di tre soggetti: il gestore del servizio, l’autorità d’ambito ottimale e quindi l’autorità nazionale di regolazione dei servizi pubblici”. Lo spiega la Lega di San Miniato che aggiunge: “Siamo al trionfo della burocrazia e alla fine del buon senso”.

“A breve – continua – entrerà a regime una nuova procedura per la determinazione delle tariffe per la raccolta e smaltimento rifiuti, in ossequio a quanto previsto dalla legge 205 del 27 dicembre 2017, varata dal Governo Gentiloni. La legge in questione ha innescato una procedura per arrivare alla definizione delle tariffe a carico dei cittadini talmente complessa e farraginosa che si fa fatica a immaginare come si possa essere arrivati solo a pensare una cosa del genere”.

Per la Lega, infatti, “Nonostante la rilevante modifica burocratica e sostanziale che il provvedimento comporta la ‘innovazione’ è stata introdotta in sordina, sia per la incredibile astrusità del nuovo sistema, sia perché molto probabilmente la ‘innovazione’ darà luogo a un significativo aumento delle tariffe a carico dei cittadini. L’art. 1 comma 527 della Legge Gentiloni infatti precisa che il nuovo meccanismo ha l’obiettivo di ‘garantire l’adeguamento infrastrutturale agli obiettivi imposti dalla normativa europea, superando così le procedure di infrazione già avviate’.

Poiché ogni adeguamento infrastrutturale richiede nuove risorse, è plausibile immaginare che queste possano essere richieste ai cittadini trasformando la ‘innovazione’ in una ghiotta occasione per un nuovo salasso a carico dei cittadini. Cosa che spiegherebbe il vero motivo di si tanta cervellotica ‘innovazione’. E’ di tutta evidenza che in materia di smaltimento dei rifiuti i nodi sono venuti al pettine e che l’Italia oggi sta scontando un cronico ritardo infrastrutturale.

Anche la Toscana nonostante i continui proclami da primi della classe ha una carenza impiantistica rilevante. Esporta annualmente fuori regione e all’estero centinaia di migliaia di tonnellate di organico, collocandosi dopo la Campania e Lazio. Le discariche in Toscana assorbono rifiuti urbani in quantità molto superiore al target europeo, i termovalorizzatori sono pochi e la quantità dei rifiuti trattati è largamente inferiore agli obiettivi Ue.

Se questa è la situazione generale in Toscana nel Comune di San Miniato, le cose non sono andate meglio, considerato che fino a non molti anni fa il problema dello smaltimento dei rifiuti veniva risolto con l’utilizzo di discariche a cielo aperto a ridosso dell’abitato, come quella rimasta attiva per ben 20 anni a Calenzano a pochi centinaia di metri dal centro storico del capoluogo e dall’ospedale Degli Infermi o come la discarica di Casa Bonello – all’epoca fortemente osteggiata dai cittadini – ubicata ai margini della frazione di Ponte a Egola, sito poi ‘tamponato’ con la costruzione di una pista di pattinaggio”.

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