Guazzini (CambiaMenti): “San Miniato si inserisca nelle nuove tendenze del turismo culturale”

Plauso per la nomina del nuovo consiglio di indirizzo della Fondazione Dilvo Lotti. Ipotesi di sinergie con altre realtà del comprensorio

Politiche culturali a San Miniato, interviene Manola Guazzini per il gruppo consiliare CambiaMenti.

“Il sindaco – dice – ha finalmente nominato il Consiglio di indirizzo della Fondazione Dilvo Lotti, individuando persone che ci sembrano all’altezza, e anche nel Dup sono contenuti impegni programmatici che in gran parte condividiamo sul lavoro da fare per dare corso all’inventario del patrimonio contenuto nella casa del pittore e per inserirla nel sistema museale del Comune di San Miniato. Crediamo che a tutto ciò non sia estraneo il fatto che il gruppo CambiaMenti aveva presentato a novembre scorso un’interpellanza, a cui ci è stata data risposta a dicembre e che sarà discussa nel prossimo Consiglio del 28 gennaio, in cui, prendendo spunto dal fatto che dopo la delibera del 26 settembre 2017 con cui il consiglio comunale ne aveva approvato lo statuto della Fondazione non si era saputo più niente, si chiedevano appunto notizie sul consiglio di indirizzo e sui modi e i tempi in cui si pensava di riuscire a valorizzare questo importante patrimonio”.

“Questa è un’ulteriore dimostrazione – dice Guazzini – di quanto la nostra opposizione abbia un carattere propositivo e di quanto il lavoro paziente e spesso non ripagato da risposte adeguate con cui sottoponiamo all’attenzione temi concreti attraverso gli strumenti dell’interpellanza e della mozione non sia una perdita di tempo ma abbia una reale utilità per l’amministrazione stessa. Noi crediamo che la pandemia non possa essere considerata come una parentesi, dopo la quale riprendere con un punto e a capo. Il turismo potrà riprendere solo sulla base di un profondo cambiamento nei flussi, nei mezzi di trasporto, nelle modalità di soggiorno, e sulla base del principio fondamentale della sostenibilità. San Miniato potrà anche essere favorita da queste nuove tendenze, che, ad esempio, promuoveranno il decentramento dei flussi e l’inversione di precedenti tendenze alla polarizzazione. Ma condizione perché questo possa avvenire è escludere qualunque forma di collegamento tra sviluppo del turismo e ulteriore consumo del territorio; valorizzare la coincidenza tra accoglienza nei confronti dei turisti e sostenibilità per i residenti; e in particolare puntare su un forte potenziamento dell’offerta culturale e museale”.

“Ci sembra fondamentale che nella concessione per la gestione dei musei civici – prosegue Guazzini – vengano inserite tra gli obiettivi il prolungamento degli orari d’apertura e la loro certezza; si dovrebbero anche realizzare accordi tra il Comune e la curia di San Miniato e con altri enti interessati per prevedere l’istituzione di un biglietto unico cumulativo della durata di tre giorni per la visita dell’insieme dei beni culturali e museali della città e dei dintorni. Si tratta anche di garantire una maggiore integrazione e una più facile comunicazione sia tra San Miniato e i centri storici minori del suo territorio comunale, anche costruendo una rete di percorsi pedonali e ciclabili di collegamento e integrando la nostra offerta con quella dei comuni limitrofi della Valdelsa e dell’Alta Valdera; e di potenziare il percorso della Francigena, integrando l’asse Fucecchio-San Miniato-Calenzano-Castelfiorentino con l’asse della Valdegola, facendo conoscere, recuperando e valorizzando anche attraverso una politica di accordi, un ricco patrimonio, soprattutto privato ed ecclesiastico, di pievi, castelli, luoghi archeologici, piccoli borghi storici. Occorre infine mettere in sinergia i diversi tipi di offerta e definire una regia e un calendario unico degli eventi, che comporta anche una loro selezione. Questa regia può essere garantita solo dal Comune”.

“Noi abbiamo anche presentato proposte dettagliate di iniziative per inserire San Miniato in una rete di eventi culturali come il settimo centenario della morte di Dante e il secondo centenario della morte di Napoleone, e per valorizzare adeguatamente una presenza culturale e civile fondamentale per il nostro territorio nel secondo Novecento, come quella di Marinella Marianelli“.

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