Via 24 maggio, Lega: “La Cenerentola di San Miniato non ha neppure l’acqua”

"Mancano i servizi nonostante la particolare bellezza e le evidenti potenzialità turistiche"

“Ai confini del comune di San Miniato c’è una piccola vallata che porta ai comuni di Palaia e Montopoli Valdarno, che si caratterizza per la sua particolare bellezza e per le evidenti potenzialità turistiche. Anche la strada che attraversa la valle ha un nome importante all’altezza della bellezza del luogo, via 24 maggio. Ebbene, nonostante questi elementi facciano di questa porzione del comune un luogo di pregio e un interessante biglietto da visita per un possibile sviluppo turistico, questa zona da anni è la cenerentola di San Miniato”.

Lo dice la Lega di San Miniato, che sogna una sorta diversa per questa strada. “L’assenza di servizi di pubblico interesse – spiegano ancora dalla sezione locale – che caratterizza questa zona è assolutamente incredibile, considerato anche il fatto che oltre ad essere un luogo a vocazione turistica sono diecine le famiglie che vi abitano da decenni. In una epoca in cui sonde spaziali arrivano su Marte, è incredibile come vi possano essere territori come questo privi dell’acquedotto pubblico, dove l’unica telefonia possibile è solo quella con i fili e le strade sono prive di qualsivoglia illuminazione pubblica.

Negli anni tante sono state le sollecitazioni degli abitanti per rendere questa zona adeguata alle minime necessità di chi vi abita, ma per ogni richiesta c’è sempre stato un problema di fattibilità e competenza. E’ arrivato il momento che il Comune si faccia parte attiva affinché questa situazione abbia termine, intervenendo con forza e con determinazione con i soggetti gestori dei servizi essenziali mancanti e inizi esso stesso a dare il buon esempio facendo ciò che è di sua competenza.

Non è ammissibile che decine di famiglie, in una regione che si vanta di essere una eccellenza in tutto, siano prive di servizi primari come l’acquedotto dell’acqua potabile. Per anni ci hanno inondato di discorsi sull’acqua come bene comune, con annessi costosi e inutili referendum. E’ giunto il momento di passare ai fatti perché nel 2021 non è più accettabile che vi siano parti del territorio comunale prive del servizio idrico”.

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