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“Il Pd è avvolto in lotte intestine, Letta sarebbe un balzo in avanti”

Il consigliere regionale Pieroni e il sindaco Gherardini sulla possibilità del ritorno di un pisano alla segreteria

Una “inattesa accelerazione” che “prende davvero alla sprovvista”. Queste le parole con le quali Enrico Letta si è voluto prendere del tempo per decidere sul suo futuro politico, nel momento in cui inaspettatamente torna ad intrecciarsi con quello del Partito Democratico. Lui che aveva ridato la tessera per riprenderla solo con l’elezione di Zingaretti segretario. Fatto sta che l’accostamento, arrivato quasi a sorpresa, del nome dell’ex premier Enrico Letta e della carica da segretario del Pd, ha immediatamente acceso speranze e riflessioni di coloro che, da amministratori locali, da tempo ne seguivano le orme.

“Per quanto lo conosco – evidenzia il consigliere regionale e amico di Letta Andrea Pieroni –, il fatto che si sia preso del tempo e non abbia detto di no è già una notizia. Le dimissioni di Zingaretti stanno a dimostrare come il partito si sia avvolto su se stesso in lotte intestine che non producono nulla di utile. Sono dibattiti sterili che non intercettano le difficoltà e le necessità dei cittadini, che chiedono vaccini, ma anche risposte alla situazione economica del presente. Serve una rigenerazione vera e per questa Enrico Letta può rappresentare quel balzo in avanti. Una figura fuori dalla politica da 6 anni che può ripristinare il sentimento originario del partito, rilanciandolo dall’altro della sua esperienza in campo economico e ma anche a seguito della sua credibilità in ambito europeo, in un momento come questo in cui l’Europa torna centrale nell’agenda di tutti i Paesi”.

Parole condivise anche da Marco Gherardini, sindaco di Palaia, altro lettiano storico. “Al momento – dice – siamo nella maggioranza del partito. Un gruppo che è sempre stato a fianco dell’esperienza politica di Enrico Letta. Si è giustamente preso del tempo per prendere una decisione meditata. Abbiamo a cuore il partito ed Enrico lo ha sempre avuto a cuore, come ha sempre avuto a cuore il futuro del Paese. Il momento che sta attraversando il Paese è grave, serve un ritorno alla politica con la P maiuscola”.

Pensieri a ruota libera che inevitabilmente s’intersecano sui tanti dubbi sul futuro del partito. La più grande forza politica dell’area riformista, ancora una volta, sembra essere in preda a quella che in tanti in questi anni hanno definito come “balcanizzazione”. Quella stessa lotta per bande che non molto tempo fa, fra le tante vittime illustri, enumerò anche l’allora premier Enrico Letta.

In passato ci sono state fratture pesanti – continua Gherardini –. Che credo abbiano fatto male al partito e al Paese”. Fratture che, per molti osservatori, sono tutt’altro che sopite. Resta da chiedersi quando peserà questo clima interno nelle decisioni dell’ex premier.

“Arrivano in questi giorni – continua Pieroni – a tutti noi sollecitazioni da dentro e fuori partito ed Enrico Letta è una di quelle personalità che può vantare apprezzamenti anche esterni. Dopodiché non accetterebbe mai di guidare un partito condizionato dai capicorrente. Chiederà agibilità e spazi di manovra e sarebbe assurdo chiedergli di fare da semplice traghettatore, come alcuni paletti posti in queste ore dalla minoranza renziana sembrano chiedere. In un grande partito sono inevitabili visioni politiche dissimili, ma queste devono rappresentare una ricchezza, non possono trasformarsi in correnti incentrate su leader, che incentrano il proprio operato nel conquistare più posti possibili. Una balcanizzazione senza idee che abbiamo purtroppo imparato a conoscere, con un partito che un giorno delibera unitariamente e il giorno dopo assiste alle varie interviste con toni tutt’altro che unitari. Sono comunque riconoscente a Zingaretti per aver provato a tenere unito il partito”.

Un pisano, quindi, a capo del Pd? “Un toscano orgoglioso di esserlo – conclude Pieroni – ma che ha dimostrato di avere una visione di ampio respiro, europea, contemporanea. Che farà bene al Paese”.

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