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“Troppe cose strane, i conti non tornano”, la Lega di San Miniato sulla pandemia in Toscana

“Attivare supporto umano per i più fragili, ogni ora può essere preziosa”. E poi: “Più controlli per far rispettare le quarantene”

“In queste ultime ore il presidente della Toscana, parlando della programmata visita del generale Figliuolo commissario nazionale all’emergenza, ha affermato che la Toscana ‘ha fatto un salto di qualità negli ultimi giorni’. Tutti i cittadini toscani se lo augurano perché di criticità in Toscana fino a ora ce ne sono state molte. Un dato recentemente apparso sui giornali lo conferma e lascia increduli. I vaccinati nella fascia 70 – 74 anni sono 14mila 311, quelli tra i 18 e 24 anni sono 23mila 693. Se si guardano i ricoveri, i settantenni sono coloro che maggiormente riempiono i posti letto in ospedale. È di tutta evidenza che qualcosa in Toscana non ha funzionato”. Così Roberto Ferraro, capogruppo della Lega in consiglio comunale a San Miniato interviene sulla gestione della pandemia da Covid 19 in Toscana.

“Molte cose strane si sono verificate – ha detto Ferraro -, dalle dosi di vaccino Pfizer dedicate al personale sanitario la cui quantità utilizzata risulterebbe di molto superiore al numero degli addetti al settore, per cui i conti non tornano, alle vaccinazioni possibili solo a centinaia di chilometri dalla residenza dei cittadini. A tali problemi va aggiunta anche un’altra criticità, quella del supporto sociale che non sempre è apparso adeguato alle necessità delle fasce fragili della popolazione. Età elevata, situazioni familiari particolari, presenza di gravi patologie, impossibilità a padroneggiare strumenti informatici, sono ricorrenti motivi di fragilità di un nucleo familiare che richiedono un supplemento di attenzione da parte delle autorità pubbliche”.

“Si ha l’impressione – specifica il consigliere di minoranza – che non venga tenuta nella debita considerazione che attività come la prenotazione dei tamponi, la lettura dei risultati e l’utilizzo in genere di strumenti informatici per certe categorie di persone rappresenta un problema che si somma a quello già pesante di dover far fronte ad una subdola malattia. Non in tutte le famiglie vi sono figli o familiari in grado di dare aiuto e questo comporta, specialmente per le famiglie con fragilità, la necessità che venga attivata una celere e costante attività di supporto – anche umano – da parte delle strutture sanitarie e sociosanitarie. In una grave situazione pandemica ogni ora può essere preziosa. Non si deve attendere che il cittadino chieda aiuto, sono le strutture pubbliche che devono prendere l’iniziativa, contattare rapidamente le famiglie che hanno evidenziato problemi sanitari e offrire i servizi necessari.

Infine, constatato il perdurare di un preoccupante andamento epidemiologico è necessario che vengano potenziati i controlli della autorità competenti affinché siano rispettati gli obblighi di quarantena domiciliare per coloro che sono risultati positivi al test Covid”.

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