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“Cacciata di casa perché omosessuale”, appello dell’assessora Nardini per l’approvazione del Ddl Zan

La vicenda di Malika, 22enne di Castelfiorentino, stimola all'accelerazione dell'ok al testo in discussione in parlamento

“È una vicenda dolorosissima, che ci impone di riflettere molto su quanto ci sia ancora da lottare per costruire una cultura diffusa di rispetto e di uguaglianza verso le persone Lgbtqia+”. A dichiararlo è l’assessora regionale alle pari opportunità Alessandra Nardini commentando la vicenda di Malika, ragazza di Castelfiorentino cacciata dalla famiglia perché omosessuale.

“Malika è una ragazza che a soli 22 anni viene giudicata, offesa e cacciata di casa semplicemente per ciò che è. Come possiamo accettare che ancora accadano queste cose? Mi rincuora, nel dramma, l’iniziativa appassionata del sindaco Falorni e lo stringersi della comunità di Castelfiorentino attorno a questa ragazza. Purtroppo, nonostante le conquiste raggiunte, accadono ancora episodi come questo, a dimostrazione di come l’omofobia sia ancora radicata e presente nella nostra società provocando esclusioni e discriminazioni addirittura dentro le famiglie, che dovrebbero essere per eccellenza contesti di accoglienza. Storie come questa confermano quanto sia importante il lavoro che stiamo portando avanti, come Regione e come amministrazioni locali, per combattere stereotipi e discriminazioni legate al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, ma ci dicono anche quanto sia ormai irrimandabile, a livello nazionale, l’approvazione del disegno di legge Zan, per sancire il diritto di ogni cittadina e di ogni cittadino a non subire discriminazioni e violenze per chi si è o per chi si ama”.

“Per questo – prosegue l’assessora – ho promosso un appello a sostegno del disegno di legge: perché dalla Toscana, terra da sempre all’avanguardia nei diritti, arrivi forte e chiaro il messaggio che nessuna forma di insulto, discriminazione, violenza, esclusione contro le nostre concittadine e i nostri concittadini Lgbtqia+ deve essere più tollerata o minimizzata. A Malika il mio abbraccio più grande”.

L’assessora Nardini ha la delega all’attuazione della legge regionale (la legge 63/2004) “norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” e coordina le pubbliche amministrazioni toscane aderenti alla rete Ready (la Rete italiana delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere).

“Il disegno di legge Zan – si legge in una nota – contiene misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità. Si tratta di un disegno di legge caratterizzato da un approccio integrato al fenomeno delle discriminazioni e delle violenze, che non si limita ad un intervento di carattere penale ma affianca ad esso strategie di prevenzione, contrasto e sostegno alle persone che le subiscono”.

All’iniziativa lanciata dalla Regione Toscana hanno aderito, oltre alla stragrande maggioranza dei Comuni e delle Province aderenti alla Ready anche altre amministrazioni toscane.

 

 

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