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Inchiesta rifiuti, comitato CambiaMenti: “Si faccia presto chiarezza, altrimenti gli effetti saranno gravi”

Il gruppo: "Da troppo è in atto nel territorio una identificazione della politica con la parte imprenditoriale che rischia di esautorare gli enti della loro funzione di controlli"

“Le notizie sull’inchiesta relativa ad Aquarno, alle possibili collusioni con attività della ‘Ndrangheta nel territorio del nostro Comprensorio e in tutto il territorio della Regione, e delle indagini che coinvolgono la sindaca di Santa Croce sull’Arno, un consigliere regionale del Pd e il capogabinetto del presidente della giunta regionale Giani sono piombate come un terremoto sui rapporti tra politica, poteri pubblici e imprenditoria nel nostro Comprensorio. Dopo un terremoto non ci si può accontentare di risposte formali: occorre un serio ripensamento per avviare una ricostruzione”.

Così Federico Faraoni e Manola Guazzini, rispettivamente presidente Comitato CambiaMenti e capogruppo consiliare CambiaMenti, che proseguono: “Noi non vogliamo in nessun modo sostituirci al lavoro della magistratura, in cui abbiamo piena fiducia, ed emettere preventivamente sentenze di colpevolezza o di assoluzione. Auspichiamo che gli amministratori e i politici implicati, persone che conosciamo e con cui abbiamo avuto rapporti, possano dimostrare la loro estraneità quanto meno dal coinvolgimento consapevole in attività svolte in collusione con associazioni mafiose”.

“Ma anche se venissero esclusi questi e tutti gli altri risvolti penali – spiegano – emergono problemi politici enormi. Si è creata da tempo, nella nostra zona, una situazione di totale identificazione tra poteri pubblici e associazioni imprenditoriali che impedisce ai poteri pubblici di assolvere il ruolo di controllo che ad essi spetta, e anche e soprattutto il ruolo, che dovrebbe essere proprio della politica, di definire regole e indirizzi sullo sviluppo e sui suoi rapporti con l’ambiente commisurati con l’interesse generale e non con i margini di profitto. E qui – si legge – c’è un tema di riflessione che riguarda in primo luogo il Pd e il centrosinistra: è ormai dall’inizio del millennio che nel Valdarno Inferiore c’è un differenziale tra i risultati elettorali politici e quelli amministrativi. Il centrosinistra viene premiato come forza di governo locale pur in presenza di maggioranze politiche di centrodestra perché considerato più ‘affidabile’ nel rapporto con i poteri economici locali: è accettabile che ‘affidabilità venga ridotta a questo?”

“Di conseguenza – proseguono – ci sono lacune gravissime nella gestione e nel controllo dei processi di depurazione e riciclo dei rifiuti industriali: lacune che, come il caso Aquarno dimostra, possono offrire spazio agli affarismi peggiori di tutti, fino a quelli criminali. Sono mesi che, come gruppo consiliare CambiaMenti, quando cerchiamo d’avere documentazioni su alcune tematiche ambientali abbiamo l’impressione che certe questioni siamo trattate con superficialità e non si considerino come un problema ed una priorità per la salute dei cittadini. Eppure nella nostra zona si è fortemente puntato sulla qualità etica delle produzioni conciarie e calzaturiere, una qualità che è stata pensata anche come unico e potenzialmente vincente fattore di competitività del nostro comparto locale.  Tutto questo è strettamente legato alla funzionalità dei processi di depurazione. E se emergono fatti come l’utilizzo di materiali non inerti nel riempimento della SS 429 siamo di fronte, oltre che a un crimine ambientale, ad un danno d’immagine gravissimo per i nostri settori produttivi”.

C’è un problema che riguarda i sistemi di controllo – si legge nella nota – che vanno resi più efficaci, potenziati nei numeri e nei mezzi, assolutamente messi al riparo da pressioni politiche per togliere di mezzo questo o quel tecnico scomodo. Molta attenzione va data a quei lavoratori di settore che rischiano un’esposizione ai rifiuti altamente tossici, cosi come risulta necessaria anche una adeguata attenzione alle condizioni contrattuali in modo da non rendere l’operatore soggetto a pressioni di alcun tipo. Infine – proseguono – la penetrazione della ‘ndrangheta e di altre associazioni criminali in Toscana non è un fulmine a ciel sereno. Abbiamo avuto un anno fa un’inchiesta sul riciclaggio del denaro sporco che coinvolgeva anche imprenditori e settori produttivi della nostra zona; qualche mese fa la notizia dello spargimento illegale di concimi contenenti rifiuti speciali in terreni di un’area che va dalla nostra zona all’Alta Valdera. Noi stessi come Gruppo CambiaMenti, più di un anno fa, in una nostra interpellanza, abbiamo evidenziato che nello stesso Piano per la Prevenzione della Corruzione approvato dal nostro Comune, si faceva presente che il pericolo di infiltrazioni mafiose riguardava soprattutto ‘alcune tipologie di attività imprenditoriali, prima fra tutte quella dello smaltimento dei rifiuti industriali’. Ma a tutto questo si è risposto sempre e solo in modo formale”.

“E’ invece chiaro che alle cerimonie ed alle commemorazioni delle vittime della mafia devono seguire azioni concrete di messa in sicurezza dei nostri sistemi produttivi rispetto alle infiltrazioni. La gravità di quanto è successo è inaudita – concludono – e non sarebbe male se le persone coinvolte dessero, assumendo comportamenti non usuali, un segnale chiaro di consapevolezza della non ordinarietà della situazione. Ma soprattutto non si può rimandare neanche di un minuto una riflessione seria sul rapporto tra i poteri pubblici e il nostro sistema produttivo e sulla necessità di reimpostare il rapporto tra sviluppo e ambiente”.

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