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Sinistra Italiana: “Indagine rifiuti, pericolosa la commistione tra politica e poteri economici”

Gli esponenti toscani: "Non si sottovaluti la gravità della situazione"

“Esprimiamo la nostra preoccupazione per quanto sta emergendo dalle indagini in corso sullo smaltimento dei rifiuti delle concerie del Valdarno”. A dirlo sono gli esponenti di Sinistra Italiana Toscana.

“Appare in modo chiaro – sostengono – la commistione tra politica e poteri economici che abbiamo denunciato molte volte in questi anni. Un intreccio che evidenzia la subalternità agli interessi degli imprenditori della politica a guida Pd che governa la regione e le città. Nessuno sottovaluti la gravità e nessuno provi a derubricare le responsabilità ai singoli”.

“Questo sistema – sottolineano – è parte dello sbandierato ‘buongoverno’ della regione ed è considerato la normalità. Non è un buongoverno, tutt’altro. Questo sistema è uno scambio tra l’avidità del sistema economico e i beni comuni che permette di avere “imprenditori amici” disposti a finanziare il partito e le campagne elettorali di singoli o dei governatori. Leggiamo sgomenti di interventi per chiedere lo spostamento di dirigenti Arpat scrupolosi perché troppo zelanti, per prorogare ulteriormente smaltimenti ambientalmente impattanti, ma nessuna consapevolezza di cosa stava accadendo nel sistema economico toscano e delle infiltrazioni mafiose e criminali”.

“Vogliamo sapere – aggiungono – quali risultati sono stati ottenuti con gli ingenti e pluridecennali finanziamenti pubblici concessi da Regione e Governo per realizzare impianti finalizzati a coniugare lavoro ed ambiente. Vogliamo conoscere le autorizzazioni allo scarico, al trattamento di fanghi, all’emissione nelle acque e in atmosfera di quegli impianti e leggere i verbali dei controlli di Arpat, per capire cosa sia accaduto soprattutto dopo la chiusura dell’impianto di depurazione delle concerie di Fucecchio e l’aumento dei reflui arrivati a Santa Croce sull’Arno. Sinistra Italiana chiede che la regione renda subito pubbliche le analisi ed i controlli sulla filiera impiantistica insieme al quadro legislativo. Occorre rivisitare il quadro legislativo per un rilancio dei processi di produzione della concia compatibili con l’ambiente (interamente cromo free e calce free) grazie anche a criteri di certificazione ambientale più rigorosi e trasparenti”.

“La Regione – si legge ancora nella nota – in particolare deve rendere conto del funzionamento di Ecoespanso, la produzione di granulati idonei alla costruzione di basi per superfici stradali, e rendere pubblico l’elenco delle infrastrutture in cui sono stati utilizzati questi materiali così inquinanti. Attendiamo un piano di monitoraggio di queste infrastrutture a tutela dell’ambiente e delle popolazioni loro malgrado coinvolte. La responsabilità politica di queste scelte è del Pd che ha espresso il gruppo dirigente della Toscana e scelto i funzionari di stretta collaborazione politica. Non è una giustificazione se i finanziamenti li ha presi anche la Lega. Sinistra italiana teme che queste operazioni di greenwashing, ossia di semplice abbellimento delle solite politiche inquinanti, già sperimentate in Toscana siano la base su cui il governo Draghi gestirà gli investimenti ambientali del recovery fund. Il ciclo degli scarichi reflui industriali per la sua delicatezza deve essere gestito rigorosamente dal pubblico in maniera trasparente, condivisa e indipendente dalla volontà dei politici di turno. La Toscana non merita questa classe dirigente politica e imprenditoriale, cambiare strada adesso è possibile, è un dovere”.

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