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Gandola: “Troppi poteri ai sindaci, occorre cambiare qualche legge”

Il cosigliere metropolitano di Forza Italia centro destra per il cambiamento commenta l'indagine della dda fiorentina sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Toscana e formula tre proposte

“L’inchiesta emersa negli ultimi giorni deve imporre alla politica di operare per  rafforzare le democrazie locali ed innalzare il livello di guardia perché l’azione delle amministrazioni locali sia sempre specchiata e, in caso avverso, vi siano gli strumenti per bloccare ogni atto contrario”.  Anche il cosigliere metropolitano di Forza Italia centro destra per il cambiamento Paolo Gandola commenta l’indagine della dda fiorentina sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Toscana e al riguardo formula tre proposte per rafforzare le democrazie locali e garantire maggiore trasparenza.

“Se vogliamo davvero arginare lo strapotere dei primi cittadini e consentire all’opposizione di svolgere davvero il proprio ruolo di garante della legalità dell’azione amministrativa, occorre correggere tre diverse storture – spiega – In primo luogo non è più sostenibile che il segretario generale dell’ente comunale sia nominato con atto fiduciario del sindaco pro tempore. Quale garante della legalità dell’ente,  occorre tornare a prevedere una nomina prefettizia dei segretari generali senza che i sindaci, nell’atto di assunzione in carica, possano scegliere di propria sponte il professionista da nominare, magari più vicino anche dal punto di vista politico. La nomina fiduciaria, infatti, non consente al segretario generale di avere piena libertà di movimento ben sapendo che qualora evidenziasse difformità o irregolarità correrebbe sempre il rischio, nulla affatto peregrino, di perdere il posto e vedersi sostituito da qualche segretario meno zelante”.

“In secondo luogo – aggiunge Gandola – occorre modificare il testo unico degli enti locali prevedendo l’istituzione obbligatoria (e non facoltativa, rimessa alla maggioranza dei consiglieri) della commissione garanzia e controllo in tutte le amministrazioni comunali. Oggi in moltissimi comuni dell’area metropolitana, anche se più volte richiesta da Forza Italia e dagli altri partiti di opposizione, la commissione “garanzia e controllo” non è mai stata istituita perché  la sinistra ed il Pd hanno sempre votato contro di fatto impedendo alle opposizioni di svolgere pienamente il proprio lavoro di controllo”.

“In terzo luogo – prosegue l’esponente azzurro – è necessario ridare alle prefetture italiane compiti sovra-ordinati sul controllo della legalità all’interno degli enti. Oggi, infatti, quando le prefetture sono chiamate in causa dalle opposizioni non riescono quasi mai ad intervenire con efficacia non avendo più specifiche competenze in merito”.

“Insomma, da decenni, – commentata ancora il consigliere – con la scusa puerile di garantire la governabilità ai sindaci dei territori sono stati oltremodo ridotti il ruolo delle opposizioni, la funzione del segretario generale e le competenze della prefetture, di fatto assicurando uno strapotere amministrativo ai primi cittadini che può essere interrotto o limitato solo dall’azione giudiziaria e dall’intervento della procura”. 

“Tutto questo non è più sostenibile – conclude Gandola – occorre reintrodurre esnza ritardo nuovi pesi e contrappesi sul piano della politica affinché si possano rafforzare le democrazie locali e dare alle  opposizioni (e agli altri soggetti) gli strumenti per vigilare sul mantenimento della legalità all’interno delle amministrazioni comunali. Al riguardo è sufficiente cambiare qualche legge: se si vuole si può. Non c’è più tempo da perdere”.

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