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Brotini (Cgil): “Non è più rimandabile un nuovo piano regionale dei rifiuti”

Nuova presa di posizione della Cgil del Comprensorio del Cuoio dopo l'inchiesta della Dda: "Senza sono altissimi i rischi sociali e ambientali"

“Non è più rimandabile un nuovo piano regionale dei rifiuti”. Questa la nuova presa di posizione della Cgil del Comprensorio del Cuoio, dopo le vicende dell’inchiesta che sta travolgendo in questi giorni la politica e vertici delle rappresentanze dei conciari nella zona.

A parlare è Maurizio Brotini, di Cgil Toscana. “Quello che abbiamo letto e sentito sulle vicende dello smaltimento dei rifiuti risultati del processo della concia, in merito alla questione della penetrazione della criminalità organizzate e della situazione ambientale, sono molto preoccupanti – dice. – Da tempo l’Arpat ci dice che la qualità ambientale in Toscana è sottoposta a rischi. Anche per questo non è più rimandabile un nuovo piano regionale dei rifiuti, basato su una nuova programmazione, impiantistica adeguata, un piano di tracciamento dei rifiuti di ogni genere e delle bonifiche necessarie. Non farlo e significa creare zone di indeterminatezza dove criminalità e pressioni economiche possono far correre rischi socialmente e ambientalmente insostenibili”.

Il nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati è infatti atteso ormai dalla scorsa legislatura, che non riuscì a farsene carico. Un iter che sta avanzando da mesi ma ancora non è giunto a conclusione. Regole per una programmazione sul tema in una regione in cui ogni anno si producono circa 12 milioni di tonnellate di rifiuti, tra urbani (2,27) e speciali (9,8), mentre da tempo sul territorio si registra una cronica carenza di impianti (molti dei quali in via di esaurimento).

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