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Inchiesta Dda nel settore conciario, Tesi e D’Addario: “Deidda e Pieroni facciano un passo indietro”

Per il consigliere di centrodestra di Montopoli e il coordinatore provinciale di Voce Italia e Impegno Civico "servono nuovi protocolli produttivi e per lo smaltimento dei fanghi conciari"

Inchiesta della Dda sul comparto conciario nel comprensorio del Cuoio. A dire la loro anche il consigliere comunale di centrodestra di Montopoli, Massimo Tesi e il coordinatore provinciale di Voce Italia e Impegno Civico Paolo D’Addario.

“Le vicende giudiziarie che coinvolgono personalità del mondo imprenditoriale ed istituzionale del territorio del comprensorio del cuoio, destano grande preoccupazione – dicono – Fermo restando che sarà compito della magistratura accertare le responsabilità penali della intricata vicenda, riteniamo doveroso esprimere alcune considerazioni. Innanzitutto il nostro territorio risulta oberato dalla presenza di numerose discariche dismesse, depuratori funzionanti, aziende per il trattamento di rifiuti speciali e molto altro che impattano sull’ambiente circostante in modo non trascurabile. Un quadro che desta forte preoccupazione in termini di tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Situazioni denunciate a più riprese nei decenni, per le quali nella migliore delle ipotesi, le amministrazioni a guida Pd del comprensorio, in stretta sintonia con le istituzioni regionali hanno sempre minimizzato tendendo, per cosi dire a “glissare” sulle questioni sollevate“.

“Note – affermano Tesi e D’Addario – sono le vicende di vari comitati antinquinamento costituite da cittadini residenti del comprensorio nati nei decenni scorsi per sensibilizzare le istituzioni pubbliche a vario livello sulle annose tematiche ambientali che di volta in volta si sono manifestate nel comprensorio. Iniziative vanificate anche facendo leva su possibili ricadute negative dal punto di vista occupazionale. A tal proposito prendiamo atto della posizione della Cgil di volersi costituire parte civile in un possibile futuro processo, posizione che lascia quantomeno perplessi rispetto al suo atteggiamento che definiamo di “consociativismo attivo” assunto con le associazioni imprenditoriali nei decenni, e risultato storicamente assai consolidato”.

“Rivolgiamo poi un accorato appello al sindaco di Santa Croce Giulia Deidda ed al consigliere regionale Andrea Pieroni – proseguono i due esponenti – i quali, proprio per tutelare al meglio la propria figura, sarebbe auspicabile, per rispetto dei propri elettori e delle istituzioni che rappresentano, di compiere un dignitoso passo indietro, affrontando la vicenda giudiziaria da liberi cittadini seguendo l’esempio di Eugenio Giani che, senza esitazioni, ha rimosso dal proprio incarico Ledo Gori suo capo di gabinetto e persona indagata nella vicenda. Le istituzioni che questi soggetti rappresentano non possono essere oscurate dalla ben che minima ombra. In merito al futuro economico del comprensorio ed a quello del comparto conciario ci permettiamo di affermare che è giunto il momento di voltare pagina. Il settore conciario assicura importanti fatturati e livelli occupazionali di tutto rispetto al sistema economico locale e nazionale. Rappresenta uno dei punti di forza per l’export del made in Italy. Questo patrimonio economico, la grande tradizione della lavorazione delle pelli e del cuoio, le competenze raggiunte nel settore, devono rappresentare un punto di forza per il rilancio dell’intero settore a livello internazionale. Occorre però pensare ad un nuovo modello di sviluppo che tenga insieme esigenze produttive e di mercato ma anche la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute dei cittadini”.

“Cogliendo l’occasione – concludono D’Addario e Tesi – della annunciata visita nel comprensorio del sottosegretario di stato al ministero per la transizione ecologica, onorevole Vannia Gava, intendiamo formulare un accorato appello alle autorità governative regionali, nazionali ed europee affinchè il settore non venga abbandonato a se stesso ma anzi, anche attraverso mirati contributi provenienti dal Recovery Fund sia possibile attuare lungimiranti progetti nel settore della ricerca al fine di giungere alla realizzazione di nuovi protocolli produttivi e per lo smaltimento dei fanghi conciari che assicurino qualità e competitività dei prodotti sui mercati internazionali ma anche un ambiente con elevato standard di salubrità ed elevati livelli si sicurezza per la salvaguardia della salute dei cittadini“.

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