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‘Ndrangheta, Lega: “Giani riferisca in Consiglio”

Il Carroccio incalza il presidente e lo invita a chiarire diversi aspetti sollevati dall'inchiesta della Dda

Alla luce dell’inchiesta portata avanti dalla Dda di Firenze, che ha ipotizzato le infiltrazioni della ‘ndrangheta sul territorio toscano collegate a diverso titolo alle attività di traffico di droga, smaltimento illecito di rifiuti ed altri reati ambientali, i Consiglieri regionali del gruppo Lega hanno presentato una formale richiesta di comunicazione urgente secondo quanto stabilito dall’articolo 93 del regolamento interno dell’assemblea legislativa.

“Stante l’elevato numero di esponenti indagati – spiegano gli esponenti della Lega -, anche direttamente riconducibili all’istituzione regionale, riteniamo opportuno e quanto mai doveroso per il presidente Giani, riferire in aula in merito ai fatti di cui è a conoscenza e che, direttamente o indirettamente, lo coinvolgono. Il fulcro della comunicazione risiede nella nostra richiesta al Presidente di mettere la propria onorabilità e la continuità del proprio mandato a garanzia della veridicità delle comunicazioni che renderà durante la comunicazione al Consiglio”.

“Abbiamo quindi disposto la nostra richiesta contenente 15 domande chiave strutturate su 3 macro temi: chiarezza sulle vicende che direttamente o indirettamente coinvolgono Giani e alcuni esponenti tecnico/politici a lui vicini (Ledo Gori, Edo Bernini, Andrea Pieroni, Giulia Deidda). Il tema dei danni ambientali – specifica la Lega -: il conferimento del Keu, le bonifiche ed il sostegno alle comunità locali danneggiate sia sul piano sanitario che socio-economico. Il tema del sostegno all’immagine, alla produttività e all’occupazione del settore conciario. Con particolare riferimento al primo punto, desideriamo infatti sapere quali siano stati i motivi che hanno spinto Giani a confermare lo stesso Gori capo di gabinetto e se abbia subìto pressioni relativamente a questa nomina. Vorremmo sapere se, a seguito della sospensione di Gori, a questi verrà interrotta la corresponsione del lauto trattamento economico”.

“Analogamente, in riferimento al dottor Bernini  – aggiungono dalla Lega – vorremmo sapere la motivazione che ha spinto il presidente Giani a nominarlo al vertice della direzione Ambiente della Regione Toscana e se, per questa nomina, abbia subito delle pressioni. Quale tipo di iniziative dunque intende intraprendere nei confronti dello stesso Bernini a seguito delle indagini in corso. Relativamente al sindaco Deidda, ci chiediamo se le intercettazioni della stessa (‘voi ieri siete stati generosi con la politica’) siano in qualche modo connesse al cospicuo finanziamento di 20mila euro ricevuto dal presidente durante la campagna elettorale proprio dai conciatori e se questa donazione fosse vincolata alla promessa di mantenere Ledo Gori nella sua posizione. Desideriamo sapere se il presidente abbia mai ricevuto richieste per rimuovere il dipendente Alessandro Sanna (che si occupa di Autorizzazioni ambientali in regione) e se fosse a conoscenza che richieste di questo tipo venissero avanzate da esponenti del Partito Democratico. Anche per il quarto punto, le domande che rivolgiamo al Presidente sono piuttosto specifiche e puntuali: qual è la genesi dell’emendamento Pieroni e altri? Dalle intercettazioni – proseguono dalla Lega -sembra infatti emergere una tattica condivisa per far passare l’emendamento finito al centro dell’inchiesta. A tal proposito quindi, Giani può garantire che durante la seduta n.232 del 26 maggio 2020 l’emendamento Pieroni e altri, come peraltro richiamato all’epoca dalle opposizioni durante i lavori d’aula, sia stato presentato nei modi e nei tempi previsti dal regolamento interno del Consiglio regionale? Per quanto riguarda la questione ambientale ci chiediamo quali siano i siti interessati dallo smaltimento illecito del Keu, in che modo e con quali tempistiche si voglia ripristinare tali aree garantendo la salute pubblica e quali iniziative si vogliano assumere per sostenere gli enti locali coinvolti da un punto di vista ambientale, sanitario e socio-economico. Una volta passata la bufera su questa incredibile indagine, ci chiediamo cosa ne sarà inoltre del distretto conciario toscano, vittima di un grave danno di immagine. La Regione intende intraprendere delle azioni in supporto all’occupazione, all’immagine e alla produttività dello stesso?”.

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