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Poteco, Forza Italia interroga il sindaco: “Inchiesta Dda rischia di avere ripercussioni sui progetti”

Nel testo i consiglieri Testai e Ramello chiedono lumi sulla modifica dello statuto e chiedono che Fucecchio si proponga come nuovo capofila del consorzio

Dubbi sul futuro del Poteco. I consiglieri di Forza Italia, Sabrina Ramello e Simone Testai, presentano una interrogazione in Comune.

“Come annunciato nei giorni scorsi – dicono – abbiamo protocollato in data 22 aprile la nostra interrogazione in merito al Po.Te.Co.
Già durante l’approvazione del rinnovo della convenzione del consorzio tra Comuni, fatta dal nostro Comune prima per sei mesi nel consiglio del 28 dicembre 2020, esprimemmo le nostre perplessità in merito ad un rinnovo fatto all’ultimo tuffo due giorni prima della scadenza e con un parere dei revisore dei conti che poneva seri interrogativi in merito alla forma giuridica dello stesso consorzio, tant’è che esprimeva “parere favorevole di proroga temporanea, fino al 30 giugno 2021 del Consorzio, per gli opportuni approfondimenti tecnici e al fine di consentire al Consorzio stesso, senza che il medesimo si sciolga automaticamente a partire dal primo gennaio 2021, la prosecuzione dei progetti in corso di sviluppo in relazione al polo tecnologico conciario””.

“Le nostre perplessità – proseguono i consiglieri – furono rinnovate nel consiglio del 21 gennanio 2021, quando ad appena dieci giorni lavorativi dalla prima proroga, sembravano risolti tutte le incertezze che avevano portato il sindaco e la giunta ad una proposta di proroga di sei mesi per valutare anche a seguito di apposite commissioni se tutto fosse conforme da un punto di vista normativo. Nonostante le nostre perplessità votammo favorevole sia alla prima sia alla seconda delibera, al fine di non ostacolare finanziamenti regionali finalizzati all’innovazione e lo sviluppo conciario con conseguenze positive per l’occupazione sul territorio. In tale sede però ripromettemmo alla giunta ed al sindaco che avremmo vigilato sul corretto svolgimento dei finanziamenti e sull’adeguamento normativo dello statuto del consorzio”.

“Oggi anche a seguito delle vicende giudiziarie che hanno scosso il settore conciario e politico della nostra zona – scrivono Ramello e Testai – abbiamo accelerato questa sorveglianza, perchè non vorremmo che queste vicende, legate alla non rispondenza normativa dello statuto del consorzio dei comuni, si ripercuotessero negativamente sui progetti in corso, compromettendo le finalità che ci hanno portato a dare parere favorevole nei consigli del 28 dicembre 2020 e 21 gennaio 2021″.

“Nella nostra interrogazione abbiamo chiesto – spiegano nel dettaglio – quali siano le motivazioni per le quali ad oggi non si è proceduto alla revisione dello statuto e della convenzione del Consorzio; se i Comuni aderenti intendano procedere alla revisione dello statuto e della convenzione secondo le indicazioni espresse dal collegio dei revisori; se sì quale siano le modifiche che si intende apportare e la tempistica del relativo procedimento; se i previsti finanziamenti regionali subiranno modifiche in conseguenza delle indagini riguardanti i presunti smaltimenti illeciti di rifiuti conciari. Ed inoltre visto che il comune di Santa Croce sull’Arno è comune capofila del consorzio dei Comuni e che le indagini riguardano anche il sindaco di Santa Croce sull’Arno, abbiamo chiesto anche se i comuni consorziati ed in particolare il Comune di Fucecchio, anche a seguito delle citate vicende giudiziarie non intendano proporsi come comune capofila del consorzio al fine di smorzare la tensione mediatica che certamente non giova al comparto produttivo”.

“Auspichiamo – conclude la nota – che a questa interrogazione non venga riservato lo stesso trattamento delle altre con risposte dopo mesi, in barba al regolamento che prevede risposte entro massimo 30 giorni, anche perchè ora più che mai serve chiarezza, trasparenza e propositività per il sostegno al comparto conciario”.

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