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Il Pd alla resa dei conti: i circoli della provincia chiedono a Santa Croce di fare chiarezza dopo l’indagine della procura antimafia

Molte le questioni sul tavolo nelle riunioni che si susseguono in queste ore. In ballo anche la posizione della sindaca Giulia Deidda

La questione, a questo punto, diventa di sopravvivenza.

Se a Santa Croce l’indagine Keu della Dda rischia di travolgere alcuni esponenti al vertice del mondo imprenditoriale e la sindaca Giulia Deidda ora indagata, il resto del Pd del Valdarno e della provincia di Pisa non ci sta a finire nello stesso tritacarne. Il ‘fortino’ eretto dal centrosinistra di Santa Croce pochi giorni dopo l’avviso di garanza notificata a Deidda, con due riunioni in cui tutta la maggioranza confermava piena fiducia alla prima cittadina, ora rischia di essere assediato dagli esponenti del Pd dei comuni vicini e della provincia. Un tentativo che era stato attuato con uno scarno comunicato di circostanza, dopo due serate di riunione, nella speranza forse che anche questa inchiesta del procuratore antimafia passasse e si risolvesse come altre indagini della Dda sul territorio, “in una bolla di sapone”. Negli ultimi anni la procura distrettuale antimafia infatti, per ben quattro volte è venuta “a mettere le mani” nel mondo conciario di Santa Croce e nel ciclo dei rifiuti.

Questa volta però le intercettazioni, al di là di quelle che saranno le sorti giudiziarie di Deidda e degli altri indagati e arrestati, hanno creato la sensazione che si tratti di un’indagine ben più pesante. Negli ultimi giorni, a cominciare dal fine settimana scorsa, hanno iniziato a susseguirsi le riunioni tra i democratici della provincia di Pisa per fare il punto sul problema. In queste ore poi sono in corso altri incontri che potrebbero costringere il Pd e la maggioranza di Santa Croce a tornare sui propri passi e forse ad affrontare le questioni emerse dall’inchiesta Keu. Problemi che, se non saranno risolti, potrebbero pesare su tutto il territorio del Valdarno.

I segretari dei circoli degli altri comuni e forse anche qualche sindaco, infattim sarebbero pronti a rompere il silenzio e buttare sul tavolo una serie di questioni che costringerebbero il Pd di Santa Croce ad affrontare i problemi cruciali emersi con l’indagine ovvero: da dove si riparte? Come si salva la parte sana dell’imprenditoria conciaria e come si tutela l’economia del territorio? Come si affronta il tema delle infiltrazioni mafiose in Valdarno? Come si ricalibrano i rapporti tra imprenditoria e politica locale? Come si affronta la questione dei rifiuti?

Una cosa è certa: nessuno pensa che Deidda e gli altri esponenti politici del Pd fossero a conoscenza o abbiano avuto un qualche ruolo nei rapporti tra imprenditori e malavita organizzata, semmai l’idea è più di un atteggiamento forse superficiale o non attento, proprio in virtù di quel rapporto forse troppo stretto tra imprenditori e politica che peraltro non è certo nato a Santa Croce, ma che forse è figlio delle logiche industrialiste della Sinistra italiana degli anni Ottanta e Novanta,.

Proprio su questi temi il Pd di Santa Croce al momento non sembra volersi interrogare. Alle riunioni infatti il segretario Ivetta Parentini insieme a Massimo Bertacca si sarebbero prodigati nel cercare di minimizzare la questione, spiegando per l’ennesima volta il ciclo dei rifiuti delle concerie e la validità del sistema adottato fino ad ora. Una “difesa d’ufficio” che però non ha convinto gran parte del resto del Pd della provincia di Pisa, tanto che alla fine si è cominciato a parlare dell’ipotesi dimissioni della sindaca Deidda da sindaco qualora dovesse essere rinviata a giudizio. Proprio in queste ore il confronto sta entrando nel vivo e a questo punto il Pd santacrocese e la maggioranza sono a un bivio: accettare un percorso di analisi dei problemi e ricerca delle soluzioni con il resto dei Democratici oppure restare isolati in balia degli eventi giudiziari.

Certo è che il resto degli esponenti dem del Valdarno, avvertendo la gravità della situazione, non sono disposti a rischiare di estendere gli effetti dell’inchiesta della Dda a tutto il mondo conciario e pertanto chiedono di avviare un percorso politico.

Sul fronte interno della maggioranza a Santa Croce potrebbe emergere un’altra criticità, ovvero il fatto che i due assessori di Italia Viva per difendere il sindaco si sarebbero spostati su posizioni che non sono proprie del partito provinciale e regionale, tanto che c’è anche chi ipotizza un possibile ritorno, almeno di Baldacci, nel Pd per rimanere vicino al sindaco Deidda. (g.m.)

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