Rischio infiltrazioni mafiose, le Unioni Comunali del Pd: “Tenere distinti i piani del profitto e dell’amministrazione dei territori”

Il Pd alla svolta per un Risorgimento del Valdarno inferiore: "Agli imprenditori chiediamo collaborazione per stanare opacità, connivenze e comportamenti scorretti o illegittimi”

Inchiesta Dda, parlano con una voce sola e Unioni Comunali del Partito Democratico del Valdarno Inferiore (San Miniato, Santa Croce Sull’Arno, Montopoli in Valdarno, Castelfranco di Sotto, Santa Maria a Monte).

Lo fanno dicendosi fortemente preoccupati del rischio di infiltrazione mafiosa sul territorio e chiedendo la promozione di un “Risorgimento del Valdarno inferiore” che passa da un nuovo approccio verso il trattamento dei rifiuti e un nuovo rapporto fra politica e imprenditoria. Chiesta anche la nascita di un Tavolo della legalità del Valdarno con istituzioni e associazionismo.

Nella nota i rappresentanti locali del partito “confermano il sostegno ai propri amministratori, con la speranza che possano chiarire quanto prima la loro posizione, conoscendone l’impegno e la serietà. Esprimono inoltre massima fiducia nel ruolo della magistratura e nel proprio operato, al quale spetta valutare eventuali responsabilità sui fatti contestati”.

Doppo le formule di rito si entra nel vivo: “Le Unioni Comunali – dice il delicato comunicato congiunto – hanno avviato un percorso congiunto nelle proprie assemblee affinché venga condotta un’approfondita analisi su quali possano essere le azioni politiche più efficaci da mettere in campo, poiché riteniamo fondamentale che lo sviluppo economico, che nel Valdarno Inferiore ha da sempre avuto un importante rilievo sociale, si coniughi con le esigenze di tutela dell’ambiente, del lavoro, della salute pubblica e della legalità. Crediamo in uno sviluppo di alta qualità che si caratterizzi per la sua sostenibilità ambientale, sociale ed economica nel rispetto del principio di “produrre, senza inquinare”, assunto sul quale poggia la storia del nostro territorio”.

“Preoccupati delle possibili ricadute economiche e sociali, crediamo inoltre fondamentale rivolgersi a tutto il comporto produttivo, alle associazioni di categoria, al sindacato, al terzo settore e a tutte le lavoratrici e lavoratori, rassicurandoli che faremo tutto quanto nelle nostre capacità per salvaguardare i posti di lavoro nel Valdarno Inferiore, che riteniamo al momento essere la massima priorità.

“Al comparto produttivo – dicono acnora in vertici del Pd del Valdarno  – chiediamo inoltre sostegno e piena collaborazione per un’operazione di trasparenza che sappia fare chiarezza su quanto accaduto anche indipendentemente dall’operato della magistratura e dalle indagini in corso, stanando opacità o addirittura eventuali connivenze con rigore e senza sconti, distinguendo posizioni differenti e prendendo distanza da comportamenti anche se isolati non corretti o addirittura illegittimi”.

Crediamo, oggi più che mai, che sia giunto il momento di promuovere un nuovo “Risorgimento del Valdarno Inferiore“, che rilanci con forza il modello di economia circolare fin qui raggiunto e che preveda un aggiornamento tecnologico delle infrastrutture impiantistiche, che riguardi non solo Ecoespanso ma più in generale tutti i processi produttivi, al fine di rendere veramente completo e circolare il ciclo di gestione dei rifiuti conciari. Un percorso da promuovere con tutti i soggetti della filiera, con la Regione Toscana e con gli enti di ricerca e controllo che svolgono un ruolo importante a garanzia della salute e dell’ambiente.  È necessario tenere ben distanti i piani del profitto aziendale e delle amministrazioni comunali che hanno una funzione di guida e indirizzo del territorio e, pur nel doveroso dialogo e confronto quotidiano, crediamo importante che ogni soggetto ed ente possa svolgere la propria azione con piena indipendenza e rispetto reciproco senza condizionamento alcuno”.

Siamo fortemente preoccupati dai possibili sviluppi dell’indagine – dicono dal partito – soprattutto se esse accertassero profonde infiltrazioni mafiose anche nel nostro Valdarno Inferiore. I sindaci, estranei da qualunque legame con la criminalità organizzata, sostengono un’attenta vigilanza assieme all’autorità prefettizia poiché la legalità è il parametro fondamentale dell’azione amministrativa ed il contrasto alla criminalità organizzata è il perno sul quale si muovono le nostre amministrazioni territoriali di centrosinistra. Siamo ugualmente consapevoli che le difficoltà economiche e sociali costituiscano terreno fertile per le infiltrazioni mafiose. Per questo, riprendendo l’intesa tra Comuni e Prefettura di Pisa riguardo al Protocollo di intesa per il contrasto ai fenomeni dell’abusivismo commerciale e della contraffazione, nonché per la promozione dell’interscambio informativo e della cultura del consumo consapevole e legale” firmato lo scorso anno, riteniamo fondamentale promuovere da subito un Tavolo della Legalità del Valdarno, largo e plurale, che coinvolga, oltre al prefetto di Pisa e i Comuni anche la Regione Toscana, le associazioni di categoria, a partire da Unic, Assa, Cna, Confartigianato, i sindacati, la diocesi ed associazioni quali Avviso Pubblico, Libera, Fondazione Caponnetto, Acli e Arci”.

“In questo momento così difficile – chiude la nota -crediamo fondamentale una risposta corale ed unitaria di tutto il territorio forti della nostra storia, dei nostri valori e della nostra identità”.

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