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Meini contro Giani: “Non risponde alle domande e fa finta di nulla: non è ammissibile”

Il consigliere della Lega: “Solo vacue parole e inutili slogan. Cosa intende fare per tutelare il distretto?”

“Siamo completamente insoddisfatti riguardo al fatto che il presidente Giani non si sia degnato di rispondere alle nostre quindici domande inerenti a quanto fin qui emerso dalle indagini dell’inchiesta Keu. L’evasività di Giani è preoccupante: non è ammissibile che chi governa una Regione faccia finta di nulla, non può asserire che non conoscesse l’impatto di quel purtroppo famoso emendamento, scaricando la responsabilità sui consiglieri”. Interviene a gamba tesa Elena Meini, consigliere regionale in quota Lega sulla discussione in merito alle indagini della Dda di Firenze che hanno travolto il distretto conciario e alcune sfere della Regione. Nel mirino della Lega anche il presidente Giani.

“Lei, caro Presidente – incalza Meini – ha sottoposto all’aula il documento e l’ha anche votato. Noi volevamo fare chiarezza, anche e principalmente per una forma di doveroso rispetto verso i cittadini toscani e i tanti imprenditori onesti del settore conciario. Non possiamo, infatti, accettare supinamente che un comparto d’eccellenza rischi di pagare un conto salato per il comportamento di pochi; moltissime aziende lavorano con famosi brand che hanno tra le loro priorità la tutela ambientale e questa indagine potrebbe essere davvero nefasta per le tante imprese sane dell’area pisana”.

“Cosa intende fare il consiglio regionale per il distretto? – chiede il consigliere della Lega – Siamo assolutamente solidali verso quelle persone che da questa vicenda subiranno dei danni, nei confronti della stragrande parte dei conciatori e di quei sindaci da sempre in prima linea contro il malaffare. Nel corso del dibattito in aula ho solamente ascoltato vacue parole, inutili slogan, ma nessun intendimento concreto su come affrontare con costrutto quello che ci attende. Cosa s’intende fare per sostenere fattivamente gli enti locali che rischiano di uscirne pesantemente danneggiati dal punto di vista sanitario ed economico? Quali determinazioni si assumeranno per tutelare l’immagine, la produttività e l’occupazione del distretto coinvolto dall’indagine giudiziaria? La mafia, ahimè esiste anche in Toscana ed ha approfittato della connivenza di alcuni politici per mettere le radici; comunque, la complicità di qualcuno sarà verificata dai magistrati, ma, purtroppo, una grave incompetenza è già sotto gli occhi di tutti”.

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