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La maggioranza blinda Deidda dopo il consiglio: “Intervento aggressivo e sguaiato di Lambertucci”

I gruppi Pd, Iv e Sinistra per Santa Croce: “Essere responsabili vuol dire continuare ad espletare il mandato, significa restare al nostro posto oggi più che mai. Non cadremo nel tranello politico”

“Ieri sera si è svolto il consiglio comunale più importante dell’anno, quello di discussione del bilancio di previsione, ma anche il primo dopo l’inizio dell’inchiesta ormai nota che ha travolto il nostro paese. Dopo le dichiarazioni che abbiamo letto a mezzo stampa ci aspettavamo che la minoranza avrebbe trovato modo di tirare in ballo l’argomento, pur non essendo all’ordine del giorno, ma quello che è andato in scena è stato uno spettacolo pessimo dove il protagonismo di un certo modo di fare politica ha sovrastato l’interesse comune, tanto sbandierato nelle parole del capogruppo Lambertucci”. Così i gruppi consiliari del Partito democratico, Italia viva e Sinistra per Santa Croce all’indomani del consiglio comunale durante il quale una parte dell’opposizione – il gruppo Per un’altra Santa Croce – ha lasciato la seduta.

“Abbiamo assistito ad un suo intervento – riprendono dalla maggioranza -, fatto a nome del gruppo Per un’altra Santa Croce, sguaiato nelle modalità e nei contenuti, e bene ha fatto il capogruppo Oliveri che se ne è distaccato. Il capogruppo Lambertucci, con aggressività quanto meno fuori luogo per la situazione, ha preso parola nella fase di discussione del primo atto collegato al bilancio sostanzialmente per esprimere posizione non tanto sul punto all’ordine del giorno quanto sull’operato politico di questa maggioranza in relazione all’inchiesta che coinvolge, lo ricordiamo, politici, imprenditori, dirigenti del sistema di depurazione. Ci ha accusato di mancare di rispetto al nostro paese perché continuiamo a fare il nostro dovere di consiglieri, assessori, sindaco, adducendo motivazioni legate all’onorabilità di questo paese, al futuro del distretto, al bene dei cittadini e alla delegittimazione che ci avrebbe colpito, dopodiché ha espresso parere contrario al bilancio complessivamente, ha messo insieme una serie di motivazioni confuse, tra cui aver ricevuto i documenti del consiglio comunale in tempi non idonei, cosa non vera, e ha dichiarato che il suo gruppo avrebbe abbandonato il consiglio comunale, cosa che hanno fatto, mentre la maggioranza e il consigliere Oliveri sono rimasti a discutere tutti gli atti di bilancio”.

“Vogliamo dire al capogruppo Lambertucci – proseguono Pd, Iv e Sinistra per Santa Croce – che non ci sentiamo affatto delegittimati rispetto al governo del nostro paese; essere responsabili vuol dire proprio continuare ad espletare quel mandato che due anni fa ci è stato dato dal voto amministrativo, significa restare al nostro posto oggi più che mai, oggi che c’è bisogno di sostenere il nostro distretto e di fare scelte politiche che sappiano raccontare quello che Santa Croce è. Non andremo dietro al disegno che i giornali stanno divulgando, come forse l’opposizione sta facendo, ma ribadiamo con forza che aspetteremo l’esito delle indagini fiduciosi che arriverà il momento in cui tutta questa vicenda sarà chiarita. Nel frattempo, ci chiediamo chi stia dimostrando di avere a cuore il futuro di Santa Croce sull’Arno: i consiglieri che si sono sottratti dalla discussione sul bilancio o noi che abbiamo continuato a preoccuparci di garantire servizi per i cittadini, sostegno e investimenti pubblici di cui questo comune ha bisogno? Sappiamo bene che per l’opposizione si è aperta l’occasione di avere visibilità e provare a screditare il nostro governo, ma noi non cadremo in un tranello che è tutto politico, perché di sostanziale al momento c’è solo un’indagine in corso. Infine, suggeriamo alla nostra opposizione di utilizzare gli strumenti giusti per affrontare in consiglio comunale questi argomenti, senza forzare la mano, costruendo interventi del tutto fuori tema che hanno messo in difficoltà lo svolgimento della seduta; perché non hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco? Ci avrebbero trovato pronti a ribattere le nostre argomentazioni, perché non ci sentiamo in difficoltà come tentano di far credere, perché conosciamo il nostro territorio, la sua storia politica ed economica che da sempre si intreccia, nell’interesse comune di tutelare lavoro e ambiente; perché sappiamo quanto di buono c’è stato e c’è e siamo pronti a raccontarlo e difenderlo, se ci sarà bisogno, di fronte ad un’opposizione che si bea di perseguire il bene collettivo ma sta dimostrando di tenersi soltanto ancorati alla loro occasione politica giocando la carta del sensazionalismo”.

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