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“Rivalutare i rapporti tra poteri pubblici e sistema produttivo”, mozione di CambiaMenti a San Miniato

Guazzini: “Definire regole adeguate di controllo sui processi di depurazione e smaltimento”

L’oggetto della mozione è “Aquarno e ‘Ndrangheta” e le richieste sono chiare in quello che potrebbe essere il primo atto depositato per la discussione in consiglio comunale dopo l’inchiesta Keu che ha travolto il distretto del cuoio. La mozione arriva da San Miniato, dal gruppo CambiaMenti e chiede di “promuovere la definizione, su scala comprensoriale, di regole più adeguate di controllo sui processi di depurazione e di smaltimento dei residui e sugli scarichi in acque pubbliche”.

Non solo: “Promuovere, d’intesa con gli altri comuni del comprensorio – ha chiesto Manola Guazzini, la capogruppo di CambiaMenti – un serio processo di valutazione e di messa a punto del rapporto tra i poteri pubblici e il nostro sistema produttivo e di reimpostazione del cruciale tema del rapporto tra sviluppo e ambiente”.

Le indagini della Dda di Firenze hanno colpito i vertici dell’Associazione Conciatori e la sindaca di Santa Croce sull’Arno, ma l’invito di CambiaMenti è quello di adottare una visione comprensoriale per prevenire le infiltrazioni mafiose. Da qui la necessità, anche per il comune di San Miniato di “promuovere l’aggiornamento delle procedure amministrative alla dimensione nuova del rischio di infiltrazioni mafiose”. “La penetrazione della ‘Ndrangheta – ha detto Guazzini – e di altre associazioni criminali in Toscana è un fenomeno rilevato da molto tempo ed evidenziato nello stesso piano per la prevenzione della corruzione approvato dal nostro Comune, dove si fa presente che il pericolo di infiltrazioni mafiose riguarda soprattutto ‘alcune tipologie di attività imprenditoriali, prima fra tutte quella di smaltimento dei rifiuti industriali’”.

E ancora, fra le richieste all’amministrazione: “Partecipare con tutti gli altri comuni coinvolti – chiedono da CambiaMenti – a una rigorosa verifica dell’inquinamento del suolo e delle sue eventuali conseguenze sulle falde e sui terreni agricoli e alla promozione delle necessarie opere di bonifica a carico dei trasgressori e – concludono – costituirsi, insieme agli altri comuni coinvolti nel percorso della Sr 429, parte civile nel processo a carico dei responsabili dell’inquinamento del suolo”.

I motivi di una discussione più ampia sono riconducibili, secondo CambiaMenti, alla necessità di difendere il distretto anche sul mercato economico. “Quanto avvenuto – sostiene Guazzini – mina pericolosamente la credibilità del nostro distretto e potrebbe avere ripercussioni gravi in termini di richiesta di mercato, che si ripercuoterebbero sulla produzione e sull’occupazione. Nel nostro distretto industriale si è fortemente puntato sulla qualità etica delle produzioni conciarie e calzaturiere: una qualità che è stata pensata anche come unico e potenzialmente vincente fattore di competitività del nostro comparto locale. Tutto questo è strettamente legato alla funzionalità dei processi di depurazione. Per recuperare la credibilità è indispensabile superare una situazione di commistione tra poteri pubblici e associazioni imprenditoriali e riaffermare pienamente l’autonomia dei poteri pubblici, come garanzia dell’esercizio del ruolo di controllo che ad essi spetta e della capacità della politica di definire regole e indirizzi sullo sviluppo e sui suoi rapporti con l’ambiente commisurati con l’interesse generale e non con i margini di profitto”.

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