Quantcast

Inchiesta Dda, Volt: “Regione modifichi la legge sulla trasparenza”

Per il movimento è il mezzo "per rinsaldare il rapporto coi cittadini"

“Caso concerie, serve trasparenza per rinsaldare il rapporto coi cittadini”. A dirlo è Volt, con il coordinatore regionale Marco Giammarioli, che promuove una raccolta firme per la modifica della legge regionale sulla trasparenza. 

“I recenti fatti di cronaca – dice Volt – che hanno visto lambite le istituzioni regionali, hanno minato la fiducia dei cittadini verso queste, i propri rappresentanti e la trasparenza dei processi decisionali. Per invertire questo processo e recuperare un rapporto fiduciario tra politica e cittadini, è essenziale promuovere una cultura dell’integrità e della trasparenza nella pratica quotidiana, regolando le attività di rappresentanza di interessi particolari presso le istituzioni, di per sé componente legittima dei sistemi democratici, offrendo così ai cittadini e ad altri gruppi di interesse la possibilità di monitorare tali attività e l’operato dei decisori pubblici, al riparo da ogni ambiguità”.

“Se è vero che la Toscana è stata precursore nell’ambito della normativa sulla trasparenza – dice ancora – dell’attività politica e amministrativa, in particolare con la legge regionale 18 gennaio 2002, numero 5, l’esperienza applicativa ne ha rese evidenti le lacune. Siamo felici che, anche in risposta all’invito del procuratore Creazzo, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo abbia riconosciuto la necessità di rivedere norme e procedure della stessa legge toscana e del regolamento del Consiglio, Tuttavia, non tutte le forze politiche rappresentate nell’assemblea toscana sembrano essere orientate nella stessa direzione“.

“Per non rischiare che la questione cada nel dimenticatoio fino al prossimo scandalo – conclude la nota – Volt ha deciso di lanciare un appello ai consiglieri regionali perché si adoperino affinché il Consiglio della Regione Toscana modifichi la legge regionale 18 gennaio 2002, numero 5 per regolare con maggiore trasparenza e puntualità i rapporti istituzionali con i gruppi di pressione, in particolare prevedendo l’obbligo per i consiglieri regionali, gli assessori regionali, i dirigenti e i membri del relativo staff di rendere pubblici i dettagli degli incontri con organizzazioni o liberi professionisti nell’esercizio delle proprie funzioni, e la tenuta di un registro pubblico degli accessi alle sedi istituzionali”.

L’appello sarà sostenuto da una raccolta firme “aperta – dice Volt – ad altre realtà politiche e associative e a tutti i privati cittadini che hanno a cuore la nostra Regione”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.