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Inchiesta Dda, Forza Italia dai vertici di Aquarno e Cuoiodepur

I parlamentari Mallegni e Mazzetti: "Difendiamo la parte sana di tutta questa vicenda: imprese e lavoratori"

“L’imprenditore non è un delinquente, ma colui che spesso viene vessato dallo Stato, invece che aiutato”. Così affermano il senatore Massimo Mallegni e la deputata Erica Mazzetti di Forza Italia che sono personalmente andati, dopo il via all’inchiesta della Dda, a parlare con il presidente del Consorzio Aquarno e vicepresidente del Consorzio depuratore di Santa Croce, Paolo Mori e a Ponte a Egola con il presidente di Cuoio-Depur Michele Matteoli, e i quattro vicepresidenti Mauro Fiaschi, Simone Taddei, Ettore Valori e Riccardo Bastianelli.

“Possono essere fatti degli sbagli, e su questo non c’è dubbio: bisognerà poi capire se questi errori sono stati fatti per colpa o per dolo, ma questo non è il nostro mestiere – dicono i parlamentari azzurri – a noi interessano le aziende e le ripercussioni che questa inchiesta avrà su di esse e quindi sull’economia del territorio. Quello che a noi interessa, non volendo entrare nella vicenda giudiziaria che lasciamo a chi di competenza è capire e cercare di trovare una soluzione, per tornare a dare dignità a tutte le concerie che, anche solo per essere ingiustamente associate all’inchiesta Keu, hanno immediatamente perso molti e importanti clienti”.

“A noi di Forza Italia piace parlare con le persone, ascoltarle, perchè è troppo facile esprimersi sul sentito dire: noi oggi siamo qui, per preoccuparci che le aziende vadano avanti – continuano Mallegni e Mazzetti – Già il periodo che stiamo vivendo ha messo imprenditori e aziende in grave difficoltà, questo ulteriore e importante danno di immagine non deve bloccare ancora di più l’economia. Noi ci siamo e vogliamo difendere a spada tratta la parte sana di tutte questa vicenda, imprese e lavoratori: faremo di tutto per arginare il brutto disegno che si è costruito intorno a queste aziende. Abbiamo il dovere di tutelare chi in questa faccenda non c’entra niente ma sta subendo di rimbalzo delle conseguenze molto pesanti”.

“Non possiamo tuttavia – proseguono ancora i parlamentari – non fare una valutazione di tipo politico circa il “sistema” messo in piedi dalla sinistra toscana, Pd e altri che da sempre governano la Regione e la stragrande maggioranza di questi territori. 
Il mancato ricambio della classe politica e l’assuefazione a logiche di potere spesso travestite da magnanimità del regnante ha posto le imprese in una situazione di oggettiva sudditanza e di necessaria sopravvivenza nel rapporto con il potere politico ininterrottamente dello stesso colore”.

“Questo modello non ci piace e non piace neppure alle imprese che spesso lo subiscono supinamente – concludono Mazzetti e Mallegni – Forza Italia intende disgregare questo “sistema” che in Toscana gestisce ogni cosa che si muove: acqua, rifiuti, energia, costruzioni, infrastrutture, contributi con un metodo stantio di anni di potere. Tuttavia è anche nostra responsabilità se in questi anni non siamo stati in grado di proporre alternative credibili e vincenti. Siamo convinti che le cose stiano cambiando e ci stiamo impegnando per tornare ad essere la guida di un processo politico competente e capace che propaga esperienze e anche militanza”.

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