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Inchiesta Dda, Guazzini (CambiaMenti): “Bisogna recuperare l’autonomia fra poteri pubblici e imprenditoria”

La consigliera di opposizione dopo le parole del sindaco di San Miniato: "Non si può ridurre la vicenda al solo aspetto penale"

Inchiesta Dda, dopo le parole del sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, in consiglio comunale, interviene anche la capogruppo di Cambiamenti, Manola Guazzini.

“Nessuno vuole sostituirsi alla magistratura – dice – Ed è perfino ovvio che bisogna fare tutto il possibile per garantire la continuità del settore conciario nel nostro distretto e per sviluppare iniziative di economia circolare che hanno qui una storia lunga e per molti versi positiva. Ma per far questo non si può fare finta che non sia successo niente. Non va assolutamente bene ridurre quanto è accaduto al solo aspetto penale, per concludere che, siccome non c’è ancora il rinvio a giudizio e poi comunque ci sarebbero tre gradi di giudizio, ci sono indagini in corso e non si deve dire niente”.

Perché, anche se l’aspetto penale non esistesse, ci sarebbero problemi politici enormi – commenta – Innanzitutto deve essere riaffermata una giusta distinzione e una reciproca autonomia tra i poteri pubblici e gli ambienti imprenditoriali del Valdarno Inferiore;. La presenza di organizzazioni mafiose in Toscana è stata da lungo tempo rilevata, in particolare nel settore dello smaltimento dei rifiuti industriali: e questo rischio è scritto anche nel Documento sulla prevenzione della corruzione che il sindaco di San Miniato ha firmato. Per prevenire questo rischio non bastano mozioni e manifestazioni, ma occorre applicare procedure che tengano conto della sua entità ed evitare nel modo più assoluto comportamenti che facilitino l’infiltrazione; bisogna rompere totalmente con l’idea che sia compito degli enti locali procurare sconti sul funzionamento e sull’adeguatezza rispetto alle norme degli impianti di depurazione e di tutto il sistema dello smaltimento dei rifiuti; i testi virgolettati di alcune intercettazioni pubblicate, che configurano un vero e proprio tentativo di rimuovere dal proprio lavoro un tecnico dell’Arpat accusato di eccessivo rigore, renderebbero obbligatorio pretendere una smentita, un chiarimento o come minimo richieste di scusa; la vicenda dell’utilizzo del Keu negli “inerti” che la ditta Lerose avrebbe usato nella massicciata della Sr.429 riguarda anche il territorio di San Miniato: su questo il sindaco non ha nulla da dire?“.

“Ultimo tema, ma il primo in ordine di importanza – chiude Guazzini – per un settore la cui compatibilità con la nostra zona e la cui competitività sono legate alla qualità etica e ambientale, al funzionamento di un’economia circolare per cui nel Valdarno è stato fatto un lavoro maggiore che in altre zone e che non va buttato via, ma ha bisogno evidentemente di una messa a punto, le notizie di connessioni con la ‘ndrangheta, dello smaltimento illegale del Keu nelle fondamenta della strada regionale 429, di sversamenti abusivi in Usciana, fanno e faranno probabilmente un danno superiore a quello dei maggiori costi di un corretto smaltimento del Keu”.

“Su tutti questi punti c’è chi pensa che se ne esca meglio tacendo e riaffermando certezze non proprio solide – commenta l’esponente di opposizione –  C’è anche chi, ad esempio, il sindaco di Castelfranco di Sotto, sembra aver avviato una riflessione seria. Sperare che il sindaco di San Miniato ne seguisse le orme sarebbe stato davvero chiedere troppo?“.

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