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Una pubblicazione del Comune finisce davanti alla Corte dei Conti

Si tratterebbe di un opuscolo dal 7mila euro per illustrare le tappe del primo mandato Toti. Lo stampato fu distribuito a ridosso del periodo elettorale 2019

Che fine ha fatto il nostro esposto alla Corte dei Conti?”. Può essere riassunta più o meno così l’interrogazione, del Movimento 5 Stelle, presentata in consiglio comunale lunedì sera dal consigliere Luca Trassinelli. Una domanda dalla quale è emersa una risposta del sindaco per molti inaspettata: “C’è un provvedimento aperto che ci riguarda come amministratori”.

Un atto di citazione, lo definisce pochi secondi dopo il primo cittadino “nelle modalità e forme previste in questi casi”. Poche parole, ma sufficienti a fa capire al consiglio che uno dei tanti esposti lanciati nella legislatura passata in direzione dell’amministrazione dai grillini e non solo, forse, aveva raggiunto il bersaglio, seppur senza essere ancora giunto a termine del procedimento.

Il tema di uno di quegli esposti, infatti, riguardava una vicenda ‘tipografica’ sviluppatasi sul finire del primo mandato dell’attuale sindaco. Era la primavera del 2019 quando l’amministrazione, allora guidata sempre da Gabriele Toti affiancato da una giunta leggermente diversa dalla attuale, decideva di dare alle stampe un opuscolo illustrativo di fine mandato. Un piccolo resoconto degli atti della legislatura ormai agli sgoccioli che, se per la maggioranza di allora doveva servire come ‘bussola’ per i cittadini sulle opere realizzate e sui servizi offerti dall’ente comunale, fu letta subito dal M5S come una mossa di propaganda elettorale a spese delle casse pubbliche.

Operazione da poco meno di 8mila euro (di cui 4700 per la predisposizione del suddetto opuscolo ed euro 2.989 per la stampa) che proprio su richiesta dei Cinque Stelle finì sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. Loro, infatti, l’esposto del 24 maggio 2019 da cui tutto l’accertamento prende il via. “La suddetta decisione di predisporre, stampare ed anche distribuire il suddetto opuscolo è stata dichiarata come finalizzata a permettere ai cittadini la facile comprensione del bilancio e relazione di fine mandato – si legge nell’esposto, a firma dell’avvocato Luca Scarselli. – Ma in realtà, indipendentemente da un apparente regolarità, potrebbe emergere una finalità di propaganda preelettorale. Infatti, i dati contenuti nel suddetto opuscolo non sembrerebbero coincidere con i dati previsti dalla relazione di fine mandato ed avere una finalità illustrativa di quanto sia stato posto in essere negli ultimi cinque anni. Non solo, ci risulterebbe che nessuna normativa imporrebbe la stampa e distribuzione di un simile opuscolo”.

Con Toti, nel procedimento, sono finiti anche coloro che, da membri della giunta, all’epoca avevano votato l’atto. Una vicenda sul quale oggi il primo cittadino specifica: “C’é un percorso ancora in atto, non ancora concluso, per il quale la Corte ha chiesto un approfondimento e sul quale ci siamo messi subito a disposizione”. Il processo, in pratica, é ancora aperto a tutti gli sviluppi, che saranno al massimo di natura amministrativa. Voci di corridoio intanto, pure se non confermate dagli interessati, parlano di una restituzione dei soldi già avvenuta, in via cautelativa. Intanto però i grillini incalzano sindaco e giunta di allora: “Avrei voluto consigliare a Toti, visto che il risultato lo ha già ottenuto essendo stato rieletto, di restituire di sua spontanea volontà quei soldi – dice sarcastico Trassinelli. – Magari così facendo può sperare in una maggior clemenza del giudice in caso venga assodato che l’operazione non era lecita”.

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