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Sala consiliare intitolata al sindaco socialista GIovanni Botti, bocciata la mozione

Santa Maria a Monte di tutti: "Parrella e Melani condizionati dagli azionisti di maggioranza della coalizione"

È stata respinta dalla maggioranza la mozione presentata dal gruppo Santa Maria a Monte di tutti per intitolare la sala consiliare al sindaco socialista Giovanni Botti, costretto con tutta la giunta alle dimissioni nel marzo 1921 sotto la minaccia fisica delle squadre fasciste.

“Nel momento in cui è stata presenta la mozione – dice la consigliera Patrizia Faraoni – nel gruppo Santa Maria a Monte di tutti vi era quasi certezza assoluta che i componenti di destra della maggioranza non avrebbero votato il testo. Stupore ha destato invece la posizione dei due socialisti Parrella e Melani, che pur avendo per anni messo in risalto il ruolo antifascista di Botti al punto da conservarne la fotografia nella stanza del sindaco, hanno votato contro l’atto che lo ricordiamo, dopo avere presentato quella drammatica pagina di storia, invitava l’intero Consiglio a dare un segnale politico molto attuale, stabilendo di intitolare al Botti la sala consiliare. Un gesto ritenuto giusto e doveroso dai proponenti proprio in occasione della ricorrenza del centenario e riteniamo condivisibile anche da chiunque sia animato sinceri sentimenti democratici”.

“Certo che il tandem socialista della coalizione di destra – prosegue Faraoni – a prima vista sembrerebbe non essere stato in grado di dire no agli azionisti di maggioranza, ossia i gruppi numericamente più consistenti nella coalizione, e tutti insieme per uscire dalla situazione hanno pensato ad una contro mozione dove si chiede alle consulte di “dare un contributo” sulla proposta, dimenticando che la mozione, in quanto atto politico, è di esclusiva competenza del Consiglio, massima espressione della rappresentanza elettiva”.

“Parrebbe che su tematiche che in qualche modo afferiscono agli anni tragici del fascismo – conclude –  la giunta abbia difficoltà a fare i conti con la storia. Due anni fa alla nostra proposta di concedere la cittadinanza onoraria alla maestra Gabriella De Cori, uccisa ad Auschwitz nel 1944, ci venne risposto di istituire una commissione per il conferimento della cittadinanza, presieduta da un componente della maggioranza e che in circa due anni non è stata in grado di assumere una decisione in merito. La proposta ancora giace in qualche cassetto. Alla luce dei due episodi parrebbe evidente che valori fondanti come l’antifascismo per qualcuno potrebbero essere divenuti nel corso degli anni questioni su cui mediare. Del resto “Parigi val bene una messa”.  Bene, avete deciso di prendere tempo probabilmente per evitare attriti in giunta, la proposta del centrosinistra vi è nota. Adesso tocca a voi”.

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