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Inchiesta Dda, Rifondazione Pontedera: “Chiarezza sui terreni dove è stato utilizzato il Keu” foto

Il partito locale chiede i tempi di bonifica del Green Park: "Almeno una serie di campionamenti sarebbe stata doverosa"

Fare chiarezza sul Green Park, ma anche su tutti gli eventuali cantieri che negli ultimi anni risultino legati ai nomi delle tre ditte finite nell’inchiesta Keu, sugli scarti trattati di conceria.

È quanto chiede con un’istanza Rifondazione Comunista a Pontedera, forte di oltre un centinaio di firme raccolte in questi giorni.

“A Pontedera – dice Daniele Marella, segretario del Prc locale – abbiamo le destre che sanno fare opposizione solo facendo presìdi anti-immigrati ed andando a cercare le buche nelle strade. Il Partito Democratico invece, che governa la città, ancora oggi non fa sapere quando si provvederà a fare bonifiche al Green Park, cantiere rimasto invischiato nella brutta storia dello scandalo Keu, i rifiuti delle concerie di Santa Croce sull’Arno usate per le coperture”.

“Da parte dell’amministrazione – prosegue – si è parlato, in questi giorni, della necessità di aspettare la fine dell’inchiesta. Eppure fare chiarezza sul livello di coinvolgimento del territorio comunale di Pontedera nell’intera vicenda, procedendo, come si sta facendo altrove, quantomeno con campionamenti, rilievi delle acque e dei pozzi a tutela delle tante persone residenti nei pressi del cantiere, sarebbe stato doveroso“.

“Come Rifondazione Comunista – prosegue – ci siamo presi a cuore la vicenda, ma dato che non siamo rappresentati in consiglio comunale, per la presentazione di un’istanza abbiamo in questi giorni organizzato una raccolta firme fra i cittadini pontederesi. Ci siamo prodigati in questa iniziativa per far in modo che i cittadini di Pontedera possano finalmente venire a conoscenza di che cosa hanno sotto al loro territorio: il cromo delle concerie dove è andatioa finire? Le ditte Lerose srl, Kyterion srl e Cantini Mario Srl, al centro dell’inchiesta Keu”della Dda di Firenze sull’utilizzo di fanghi inquinanti prodotti dalla depurazione degli scarichi conciari smaltiti illegalmente, hanno operato nella nostra in città negli ultimi 5 anni? E nel caso in quali cantieri?”.

“Confidiamo – conclude Marella – che le indagini condotte a livello regionale, sulle infiltrazioni mafiose nel tessuto imprenditoriale e politico locale facciano il loro corso. Nel frattempo, a nome degli oltre 100 firmatari e della cittadinanza intera, ci aspettiamo dalla nostra giunta municipale, una seria analisi e delle risposte concrete al documento che oggi gli stiamo andando a consegnare“.

Di qui la presentazione dell’istanza in comune, avvenuta questa mattina dopo alcune giornate di raccolta. Rifondazione Comunista, infatti, non essendo rappresentata in Comune, ha la possibilità da statuto di presentare istanze previa raccolta firme dei cittadini.

“Abbiamo avuto l’impressione che molti non siano a conoscenza di tutto ciò che è avvenuto al Green Park – dice Enrico Mazzuoli, militante Prc – né dell’importanza che questa inchiesta ricopre per la salute delle persone, in un momento in cui ancora una volta si mettono il lavoro e la salute in contrapposizione fra loro”.

Oltre a sapere se vi siano altri cantieri coinvolti attraverso la partecipazione agli appalti e ai lavori delle tre ditte incriminate, Rifondazione chiede al comune di sapere al più presto, in merito ai cantieri: “tipologia (strade, fognature, illuminazione, ecc.) di opere di urbanizzazione ammesse allo scomputo degli oneri di urbanizzazione; ammontare delle opere ammesse a scomputo; se le opere sono state collaudate o meno; se il Comune è in possesso degli accertamenti di laboratorio e delle certificazioni effettuate dal laboratorio prove dei materiali utilizzati, e in caso contrario se ha intenzioni di richiederle alla luce di quanto emerso dalla inchiesta della Dda di Firenze sulla possibile presenza di materiali inquinanti”.

In più, ora che l’inchiesta è stata resa pubblica, non capiamo come mai a Pontedera e al Green Park non si possa fare come stanno facendo ad Empoli – aggiunge Sergio Capecchi, militante Prc – con tanto di controlli, analisi di Arpat, istituzioni a disposizione dei cittadini per sapere se, come e quando sono state eventualmente coinvolte le falde e i pozzi e via dicendo. Di tutto questo né il sindaco né l’assessore all’ambiente Mattia Belli hanno parlato”.

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