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“Incontri pubblici sulle infiltrazioni mafiose”, a Santa Maria a Monte passa la mozione della maggioranza

Favorevole la Lega, il Pd si astiene. L’atto che impegna la giunta al “Monitoraggio, dibattito e informazione alla cittadinanza sulla legalità”

Una mozione che impegna sindaco e giunta a fare il possibile per partecipare alle iniziative di contrasto alla criminalità organizzata e contro ogni forma di illegalità: è quella approvata ieri (27 maggio) dal consiglio comunale di Santa Maria a Monte. A presentarla è stato il gruppo di maggioranza, Santa Maria a Monte Viva.

La mozione, approvata ieri e depositata nei giorni scorsi, chiedeva di incentivare la convocazione del Tavolo di distretto: convocazione che poi è arrivata per oggi (28 maggio). Durante l’incontro la sindaca di Santa Croce Giulia Deidda ha lasciato la presidenza dell’assemblea, che per i prossimi appuntamenti ruoterà a turno tra tutti i sindaci (qui i dettagli).

A Santa Maria a Monte è il gruppo di maggioranza, Santa Maria a Monte Viva, che ha promosso la mozione per “contrastare possibili forme di infiltrazione mafiosa nelle nostre attività” e “tutelando l’ambiente”. Discusso durante la seduta di ieri, l’atto di indirizzo politico è stato approvato con i voti favorevoli della maggioranza e della Lega, che a Santa Maria a Monte è all’opposizione, mentre da parte del Partito democratico c’è stata l’astensione.

Alla base della mozione c’è la necessità di un monitoraggio delle possibili attività criminose in tutto il comprensorio e una prevenzione da attuare su un doppio binario: da una parte con gli organi formali (istituzioni, associazioni di categoria, sindacati), dall’altra, attraverso un’opera di sensibilizzazione promuovendo incontri e dibattiti sulla legalità. Un modo per rendere pubblica e condivisa con la cittadinanza la discussione su un problema che va a influire anche sull’occupazione di molti addetti del settore.

La preoccupazione della giunta è anche quella di difendere l’immagine del territorio, quella di un comprensorio fatto di “tante piccole e medie attività, spesso a conduzione familiare, che hanno costruito il lavoro di questo comprensorio con impegno, fatica a fronte di molti sacrifici hanno dato e portato lavoro a tante famiglie”. La mozione, infatti, è stata portata in consiglio proprio perché molti cittadini di Santa Maria a Monte lavorano nel settore conciario e rischiano di subire sulla loro pelle gli effetti di questa vicenda. Il tavolo di distretto di oggi, non a caso ha accolto la richiesta della Cgil di costituire un tavolo sul lavoro, anche in vista dello sblocco dei licenziamenti previsto per fine giugno.

Inoltre, la mozione guarda anche indietro nel tempo: al netto dell’onda di indignazione suscitata dalle recenti indagini della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, non è la prima volta che gli organi investigativi puntano la loro attenzione sul comprensorio. Solo l’anno scorso, con l’operazione Blu Mais, la Dda fiorentina aveva già sfiorato il settore: l’ipotesi degli investigatori è che rifiuti speciali derivanti dal trattamento dei prodotti conciari venivano falsamente qualificati come ammendanti compostati misti per essere illecitamente smaltiti su terreni agricoli.

Il segnale che la maggioranza intende lanciare anche ai comuni limitrofi è quello della necessità di affrontare il problema delle infiltrazioni mafiose con serietà e alla luce del sole. Un’esigenza non più rimandabile alla luce delle recenti indagini, ma anche in virtù degli episodi che si sono verificati negli scorsi anni e documentati periodicamente dalla Direzione investigativa antimafia (Leggi qui).

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