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San Donato, consulta di frazione preoccupata: “Ancora niente lavori all’argine dell’Arno” foto

Il coordinatore Roberto Bartalini: "Il cantiere sarebbe dovuto partire nel 2018, ma per ora nessuna notizia"

“Sono anni ormai che promettono lavori, non si aspetti una nuova piena e nuove frane”. Si guarda all’argine dell’Arno con preoccupazione da San Donato, dove la voragine apertasi anni fa, anno dopo anno, non ha fatto che allargarsi. A parlare è Roberto Bartalini, coordinatore e portavoce della consulta della frazione sanminiatese che tanto in questi anni ha discusso di questa situazione.

“La storia di questa frana, peggiorata ad ogni piena, inizia nel 2011, quando recatomi sulla sponda sinistra del fiume notai che a pochi metri dal ponte di Santa Croce, si era aperta una voragine nella golena a pochi metri dall’argine. Dopo la prima segnalazione, allora, alla protezione civile, annualmente il mio predecessore della consulta di San Donato ha sollecitato le autorità competenti, tramite l’amministrazione comunale, per la soluzione del problema”.

“Nel 2016 – continua – la Regione Toscana inseriva nel documento operativo per la difesa del suolo a pagina 19 la segnalazione idraulica nella zona di San Donato. Finalmente la stessa Regione nel 2018 stanziava per mettere in sicurezza la zona la somma di 500 mila euro. Da allora si sono tenute riunioni, anche sotto la mia coordinazione della Consulta e con le autorità locali ed il genio civile, nella quale ci indicavano la scaletta dei lavori che ‘sarebbero’ dovuti iniziare nel 2018, solo per la parte progettuale, e si sarebbero dovuti terminare nel 2019”.

Lavori che però non hanno mai visto la luce. L’ultima grande operazione di ‘bonifica’ del tratto di fiume, al momento, resta quella effettuata nel settembre 2016, quando si intervenne parzialmente sull’ormai celebre isolotto al centro del fiume, eliminandone almeno la vegetazione. Lavori che dovevano essere solo l’inizio di una serie di interventi, in risposta anche ad anni e anni di raccolte firme e proteste dei residenti.

“A febbraio 2019, con enorme ritardo sulla scaletta, veniva posto il cartello sul ponte lato San Donato, con la quale erano stati appaltati i lavori di sfalcio e taglio delle alberature – racconta, ancora, Bartalini. – Sono venuti a sfalciare ma nessuno ha fatto più nulla. Questo cartello è stato poi rimosso e ne è sorto uno nuovo apposto sul ponte lato Santa Croce, recante una nuova data. A fine estate 2020 hanno provveduto ad un secondo sfalcio sul lato San Donato per procedere con la ricerca di eventuali residui bellici (dal 2011 sono occorsi 9 anni per ricordarsi che prima mandare le ruspe si doveva mettere in sicurezza l’area bombardata nella seconda guerra mondiale). Intorno alla metà del 2020, così ci racconta l’amministrazione comunale, è stata appaltata l’opera ad una impresa umbra che però fino ad oggi non ha portato neanche una carriola”.

In pratica, dopo tre sfalci e l’inizio di una cantierizzazione, con una recinzione temporanea, niente ancora è partito. E intanto emergono dubbi su problematiche che potrebbero essere incorse nella catena dell’appalto. Intanto, c’è una pessima novità: il corso delle acque, fra ponte e isolotto, sta scavando un nuovo fronte di erosione, dalla parte opposta, sulla sponda santacrocese.

Di qui i dubbi della consulta: “Non sarà che – chiede Bartalini – lo stanziamento, visto lo stallo dei lavori, sarà diviso anche con la sponda destra di Santa Croce, visto che anche lì nel frattempo sono sorti alcuni problemi?”. “Perché – continua – la nostra amministrazione non ci dà chiarimenti in merito, limitandosi a dire che i lavori partiranno a giugno 2021?”. E, infine “se si faranno i lavori anche sul lato di Santa Croce (lavori anch’essi necessari) i fondi sono stati aumentati o sono sempre gli stessi? Chi avrà la precedenza? Senza farci guerra tra poveri i nostri amministratori chiariscano al più presto questa situazione”.

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