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Inchiesta Keu, Fratelli d’Italia: “Il ‘regno’ del Pd è crollato”

“La superiorità morale e la coscienza ambientalista erano autocertificazioni false”

“Dopo le banche e la sanità, l’‘affaire’ rifiuti tossici nella zona del cuoio fa crollare definitivamente il mito del buon governo del Partito democratico in Toscana, nella nostra provincia e nella nostra città”. Così Fratelli d’Italia Pisa riporta al centro le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Firenze su un presunto smaltimento illecito di fanghi conciari (Keu).

“Quello che emerge con chiarezza – secondo Fratelli d’Italia – è che, insieme al mito, sono crollati anche due pilastri della politica del Pd su cui si sono fondati decenni di potere come la superiorità morale e una avanzata coscienza ambientalista. Adesso i cittadini hanno perfettamente capito che si trattava solo di autocertificazioni dimostratesi false e menzognere”.

“Per anni – aggiungono – si è parlato di una fantasiosa ed improbabile Toscana Felix, dove tutto era giusto e perfetto solo perché, come ci ha insegnato Indro Montanelli, la sinistra vince sempre nell’immediato ‘La Guerra delle parole’ salvo poi essere sconfitta nel tempo dalla realtà e dalla storia. Dopo la vittoria nella guerra delle parole, il Pd ha instaurato, come in una catena di montaggio, un ‘regime di verità’ ideologica e dogmatica, dettata solo dalla ragion di partito. Quello che è grave in democrazia è che le istituzioni, i suoi rappresentanti, i suoi dipendenti, le categorie economiche e le libere professioni si siano piegate per calcolo, opportunismo e tornaconto a una professione di fede.

“In sintesi – dicono dalla sezione del partito di Giorgia Meloni – il Pd non ha governato il territorio toscano e pisano, ma ha regnato, relegando i cittadini ad un ruolo di meri sudditi. Ma come sempre la storia ci insegna che tutti i regni, anche i più stabili e duraturi, vanno incontro a una deriva politica prima e a un degrado economico, sociale ed etico poi. Ed è evidente che esiste un’insanabile crisi politica e morale che travaglia il Pd ad ogni livello. Per la prima volta dall’Unità d’Italia i segretari politici abbandonano il loro partito sbattendo la porta: Occhetto, D’Alema, Bersani, Renzi o finiscono in esili dorati leader come Prodi, Amato, Rutelli e Veltroni. Ma il travaglio maggiore è quello morale, evidenziato da Zingaretti, Bersani, Chiti e soprattutto dalla presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi che da anni denuncia certe ‘Liaisons dangereuses’”.

“L’imbarazzo del partito democratico – concludono – sia locale che regionale, in relazione alla questione rifiuti tossici è totale, testimoniato peraltro dall’assenza di autocritica, di dibattito, di analisi e di prospettiva: siamo di fronte, come sempre, ad un silenzio assordante”.

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