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Inchiesta Dda, la commissione controllo e garanzia di Santa Croce sull’Arno: “Nessun atto secretato, le sedute non sono pubbliche e sono strumentali ai lavori del Consiglio”

I consiglieri respingono le accuse di poca trasparenza: "Nessun silenzio inspiegabile o copertura di responsabilità"

Commissione controllo e garanzia di Santa Croce sull’Arno “secretata”, intervengono i consiglieri. Lo fanno a difesa del loro operato, per trasparenza, dopo alcune accuse di una certa qual volontà di insabbiamento delle accuse nei confronti della sindaca Giulia Deidda.

“L’iter che costantemente è stato adottato dalla commissione – spiegano – riunitasi già per altre vicende, ha da sempre previsto il vincolo della segretezza senza che questa scelta abbia mai suscitato, prima d’ora, alcuno scalpore mediatico o sia stato motivo di scoop giornalistico proprio perchè la commissione è interna al consiglio comunale e la sua attività è strumentale ai lavori dello stesso. Ciò è sempre avvenuto nel pieno rispetto della prassi e del regolamento nel quale si stabilisce, tra l’altro, che le sedute non sono pubbliche e che tutta l’attività espletata dalla commissione trova unica espressione sia in una relazione annuale redatta in base agli argomenti trattati, che viene poi letta pubblicamente in consiglio comunale, sia in eventuali risoluzioni sempre ad uso di quest’ultimo. Non ha alcun senso, quindi, che i componenti della commissione controllo e garanzia rilascino in questo momento dichiarazioni individuali, frammentarie e incomplete relative ad un attività che non ha ancora portato a termine il suo iter e continuerà a svolgere l’audizione di rappresentanti dei vari enti; attività che al suo termine troverà la corretta sintesi nella relazione finale annuale”.

“Nonostante le enormi aspettative sui lavori di questa commissione – si legge ancora in una nota – indotte nell’opinione pubblica da chi ha pensato di cavalcare il clamore mediatico sulla vicenda Keu, questa non ha e non potrà mai avere poteri d’inchiesta, ma solo di verifica dell’attuazione del programma amministrativo e della funzionalitá delle attività di enti partecipati dal comune proprio perchè per questo fine è stata istituita ancor prima dell’arrivo dell’indagine giudiziaria da parte della procura antimafia di Firenze”.

“Quindi, nessun componente della commissione – conclude la nota – ha mai inteso trincerarsi dietro un silenzio inspiegabile o tanto meno “coprire” la sindaca ma solo svolgere correttamente il proprio ruolo e il proprio lavoro le cui prerogative sono definite formalmente da apposito regolamento. Attenersi al ruolo previsto e avere rispetto della legge e dei regolamenti non significa fornire un alibi bipartisan di segretezza a sacrificio della trasparenza, ma svolgere il proprio mandato di consigliere al meglio”.

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