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Caso Saman Abbas, Lega San Miniato: “Perché nessuno si inginocchia in Parlamento?”

“Avremmo voluto vedere manifestazioni nei campi dove si svolgono le ricerche del corpo”

“Avremmo voluto vedere manifestare nei campi dove ora si svolgono le indagini e le ricerche del corpo di Saman, ci saremmo attesi delle forti e chiare prese di posizione specialmente da parte di chi, in altre occasioni, ha difeso a spada tratta ‘la libertà di essere ciò che ci sentiamo di voler essere’ che noi non ci sentiamo in alcun modo di negare ma che anzi allarghiamo ad una più vasta platea senza dover ghettizzare e battezzare con nomignoli strani le persone”. Così il gruppo Lega di San Miniato interviene sulla vicenda di Saman Abbas, la ragazza 18enne pakistana scomparsa da ormai più di un mese.

“Avrebbe voluto trascorrere la sua giovinezza e la sua vita secondo le tradizioni e la cultura occidentale – riprendono dalla Lega – Si era rifiutata di sposare un cugino in Pakistan nel più classico dei matrimoni combinati, un’abitudine che certo non rispecchia la tradizione europea e che una qualsiasi donna condannerebbe senza nessun dubbio.

Questa ragazza avrebbe voluto integrarsi nella nostra società e vivere una vita diversa da quella imposta dal tipo di cultura e mentalità della sua famiglia di religione islamica. Se già di per sé l’episodio è deplorevole, ciò che lo rende ancor più sconcertante è il fatto che l’omicidio sembra essere stato compiuto da membri della sua famiglia che pare, in questo modo, aver potuto riacquisire quell’onore perso a causa della ‘spregiudicatezza’ e colpevolezza di una figlia troppo ‘occidentalizzata’ e per questo punibile con la morte.

Nessun loro esponente si sta spendendo pubblicamente per denunciare l’accaduto e nessuno sta prendendo le distanze da un fondamentalismo culturale del tutto sbagliato che sminuisce la figura della donna, la scredita, la disonora, la uccide”.

“Perché – si chiedono dalla Lega – per Saman non vediamo nemmeno un volantino di solidarietà? Perché nessuno si inginocchia in Parlamento? Perché per la battaglia di Saman nessuna raccolta fondi? Riteniamo che la risposta sia da ricercare nelle parole del sociologo, non certo vicino alle idee del centrodestra, Luca Ricolfi: ‘la sinistra teme che i lati più imbarazzanti di quella cultura, e in particolare il suo modo di intendere la donna, compromettono il progetto politico di diventare i rappresentanti elettorali di quel mondo, grazie all’allargamento del diritto di voto agli immigrati’. A noi invece piacerebbe sentire un grido forte e deciso che colpevolizzi un radicalismo che niente ha da condividere con la nostra cultura. La paura è che se tutti noi non prendiamo le distanze e non condanniamo tali nefandezze con fermezza, queste persone si sentiranno sempre più ‘autorizzate’ a difendere le loro abitudini e i loro modi di vivere.

Con questo silenzio potremmo renderci colpevoli di eventuali altri episodi simili a quelli della povera Saman, e come abbiamo oramai tutti ben compreso ‘l’indifferenza è una colpa’ e noi vogliamo che la battaglia di Saman sia condivisa, conosciuta, combattuta e vinta”.

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