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Terremoto in giunta a Montopoli. Salvadori: “Mi dimetto da assessore”

L'ormai ex componente di giunta: “Difficile lavorare così, io volevo continuare a servire la comunità”. Lo scenario politico

“È impossibile lavorare così, solo per scaldare una sedia perché è una sedia politica”. Con queste parola Roberta Salvadori, già assessore alla polizia municipale, personale e sicurezza di Montopoli in Valdarno ha annunciato pubblicamente questa mattina di aver rassegnato le dimissioni.

Il piccolo terremoto è scoppiato in mattinata, quando quasi simultaneamente sono state rese note le dimissioni di lei e la revoca delle deleghe da parte dell’amministrazione. Una ‘cacciata’ che il sindaco si aggiudica e motiva col venir meno del rapporto di fiducia. Diversa la versione della Salvadori, che rivendica invece una decisione presa alla fine di un percorso che aveva visto il rapporto degenerare. “Le mie dimissioni sono dovute all’impossibilità di accettare toni perentori attraverso i quali voler dettare comportamenti che attengono alla liberà personale – scrive l’ex assessora. – Ho sempre condiviso le decisioni da assumere con sindaco e giunta, come risulta dagli atti. Sicuramente, la mia esperienza nell’assessorato ha costituito un’occasione importante di crescita personale, umana, sociale. Di questo sono grata, soprattutto per aver contribuito ad affrontare momenti di grave emergenza, quale quella del Covid, insieme al Centro Operativo Comunale e a tutti gli uffici competenti, sempre a favore dell’intera comunità”. Parole che si fanno più taglienti al telefono: “Sono stata ingiuriata e a tratti diffamata – dice. – Non resto a scaldare una seggiola senza fare un servizio vero alla comunità, non fa per me”.

Opposta la versione del primo cittadino, che parla di decisione sofferta e anticipata due giorni fa verbalmente all’interessata. “Decisione irrevocabile – la definisce Capecchi – a seguito dei suoi comportamenti e delle sue recenti esternazioni. Ho dovuto constatare che si è irrimediabilmente reciso il rapporto di fiducia e che, diversamente, non sarebbe stato possibile garantire la serena prosecuzione del mandato amministrativo”. “Il provvedimento – continua il sindaco – è stato determinato da una serie di eventi e da disaccordi in ordine agli indirizzi di gestione dell’ente, evidenziati anche da contrasti verbali. L’assessore Salvadori non ha mai manifestato la volontà di dimettersi e anzi ho provato più volte a valutare soluzioni alternative per conciliare”.

Albergano solo nei corridoi del palazzo comunale, al momento, le tante voci circa il futuro delle deleghe, che il sindaco dovrebbe tenersi per sé fino a fine legislatura. Nubi fosche, di sicuro, si stagliano invece sull’avvenire dell’amministrazione, a metà della legislatura in cui si doveva decidere il prossimo candidato alle redini del comune, almeno in casa Pd. Se lo scossone non dovrebbe avere grandi ripercussioni immediate sul Consiglio (dove comunque l’assessora uscente godrebbe dell’appoggio di due-tre elementi) lo avrà sicuramente sugli equilibri interni al fronte democratico, che all’ultima tornata elettorale aveva conquistato il comune per un pugno di voti, contro una destra divisa. Salvadori nel 2019 era giunta terza per numero di preferenze (163) dietro l’attuale vicesindaca Linda Vanni ed il segretario del Partito Democratico Andrea Marino, oggi consigliere, ed era da molti indicata come papabile erede di Capecchi.

Di ”notte dei lunghi coltelli per decidere il prossimo sindaco” parla intanto in queste ore l’ex candidato del Partito Comunista a Montopoli ed oggi segretario regionale del partito Francesco Sale, fra i primi a commentare la notizia accusando “un sindaco fantasma” ed una ”giunta che si risveglia dal letargo solo quando si parla di poltrone”. “Siamo ormai alla metà della seconda legislatura Capecchi e dobbiamo constatare che sono stati anni di niente – continua Sale – A Montopoli serve una Rivoluzione. Prima Capecchi va in pensione, meglio è”.

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