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Danni ambientali nell’Usciana, ministero risponde all’Unione inquilini

L'avvocato Scarselli si era rivolto anche al Tar del Lazio: "Sembra che la situazione non sia ancora stata riparata"

Danni ambientali nell’Usciana, interviene l’Unione degli Inquilini del Valdarno Inferiore che rende nota la risposta del ministero dell’ambiente a una richiesta di informazioni.

“Alcuni mesi fa – ricorda l’avvocato Scarselli – avevamo richiesto al ministero dell’ambiente se il danno ambientale sul torrente Usciana fosse stato riparato. Alla fine siamo stati costretti a rivolgersi al Tar Lazio per farci rispondere. Oggi pubblichiamo la risposta del ministero in cui sul danno ambientale sembra affermare che non sia stato ancora riparato; riassume a livello giudiziario tutta la vicenda e ne fotografa lo stato attuale”.

“In particolare – spiega Scarselli – il ministero sostiene: “Tanto premesso preme evidenziare, invero, come lo scrivente ministero si sia attivato, fin dal primo procedimento penale promosso sul caso nell’anno 2014, attraverso tutti gli strumenti giuridici in proprio possesso, innanzitutto con la costituzione come parte civile in data 22 maggio 2014 – ai fini del risarcimento del danno ambientale – nel procedimento penale numero 12970/12 al tribunale di Firenze. Peraltro, in occasione dell’udienza preliminare del 22 maggio 2014, durante la quale è stata formalizzata tale costituzione, alcuni imputati del procedimento (il responsabile della manutenzione ed il capo impianto del depuratore del Consorzio Conciatori di Fucecchio) furono ammessi a giudizio abbreviato tale che, all’esito di tale giudizio, i due imputati sono stati condannati dal Gup del tribunale di Firenze (sentenza 1662/2014 depositata il 20 gennaioo 2015) al risarcimento del danno in favore del ministero dell’ambiente da liquidarsi in separata sede, con assegnazione della somma di euro 5mila euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva. La sentenza di condanna 1662/2014 è stata poi confermata, per quanto di interesse, dalla Corte di appello di Firenze (sentenza 2862/2016 depositata il 13 dicembre 2016) e, in via definitiva, dalla Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da uno degli imputati (sentenza 1727/2019 depositata il 7 ottobre 2019)”.

“Si evidenzia, inoltre – prosegue la citazione della sentenza .- come per quanto riguarda il procedimento principale promosso nei confronti del Consorzio Conciatori di Fucecchio, nonché nei confronti del presidente e del direttore generale pro tempore del menzionato consorzio, il tribunale penale di Firenze, con sentenza 3833 depositata il 16 ottobre 2015, ha condannato gli imputati, insieme al responsabile civile del Consorzio Conciatori di Fucecchio, al risarcimento in favore del ministero dell’ambiente, da liquidarsi in separata sede, unitamente al ripristino dello stato dell’ambiente, con successiva conferma delle statuizioni civili di primo grado previste a favore del Ministero dell’Ambiente da parte della Corte di Aapello di Firenze, avvenuta con sentenza  5957/2019 depositata il 3 giugno 2019. Contro quest’ultima sentenza, uno degli imputati ha presentato ricorso per Cassazione che, allo stato degli atti, risulta ancora pendente, in attesa di fissazione dell’udienza di trattazione“.

“Come sopra accennato – conclude la citazione della nota del ministero – nell’ambito di tale procedimento penale, lo scrivente ministero si è tempestivamente attivato con Ispra al fine di richiedere la predisposizione di un’apposita relazione di valutazione del danno ambientale, a cui ha fatto seguito la redazione da parte dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale della relazione preliminare di valutazione del danno ambientale nel maggio del 2014 e di una successiva relazione definitiva del danno ambientale nel giugno del 2015 innanzi citate”.

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