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Lega San Minaito: “Giani governi il problema dei rifiuti”

La strada della Lega è creare termovalorizzatori su modello danese, ma sopratutto deve essere la regione a dire dove farli

La questione dei rifiuti è sempre più cogente per la Toscana, sia dal punto di vista gestionale, che delle necessità di imprenditori e cittadini. Questa volta la Lega San Miniato, che parla da una terra che in materia di rifiuti circa tre mesi fa è finita al centro di un terremoto mediatico che anche se ha travolto principalmente il vicino comune di Santa Croce in generale ha interessato tutto il distretto produttivo conciario.

A parlare è il consigliere comunale Roberto Ferraro a nome della Lega San Miniato, che sottoliena due aspetti, il ritartdo infrastrutturale della Toscana e a sua parere, l’incapacità della giunta regionale guidata da Eugenio Giani che non sta governando il problema dei rifiuti. Altra faccia della medaglia il problema delle tariffe.

Non è per altro un mistero che a San Miniato basso, nella zona industriale vi sono alcune aziende che già in passato avevano manifestato l’interesse a realizzare dei termovalorizzatori.

La Toscana – dice Ferraro – ha il triste primato di essere una delle Regioni con le tariffe per la raccolta rifiuti più alte d’Italia, rendendo vani gli sforzi che i cittadini e le imprese hanno messo in campo in questi anni per aumentare e migliorare la raccolta differenziata. Una delle cause principali, che potremo definire come il vero tallone d’Achille, sta nel deficit infrastrutturale di cui la Regione soffre. Durante i dieci anni della giunta regionale guidata da Enrico Rossi non sono stati effettuati investimenti importanti in tema rifiuti e l’aumento delle tariffe si è manifestato anche a causa dell’uso spropositato delle discariche (per altro in netta contrapposizione a quanto chiede l’Europa) che a sua volta ha causato l’aumento della quantità dei rifiuti esportati fuori Regione. Dal nuovo presidente Giani aspettiamo da mesi il nuovo piano dei rifiuti. Le recenti notizie apparse sulla stampa riferite ai progetti dell’assessore regionale all’ambiente hanno stupito molti, fra cui tanti imprenditori”.

“L’ Assessore all’ambiente – continua l’esponente leghista – deve aver studiato molto bene la materia. Ha comunicato che il nuovo piano dei rifiuti regionale, avrà come modello il Giappone. Sono stati annunciati tre o quattro nuovi impianti per la produzione di metanolo ed idrogeno che utilizzerebbero i rifiuti come materie prima, quindi ci sarà l’abbandono delle discariche e dei termovalorizzatori. Premesso che i cittadini attendono con curiosità le motivazioni che hanno spinto l’assessore in questione a scegliere questi nuovi impianti giappponesi, ciò che nel piano ha lasciato perplessi è che saranno i privati a decidere la localizzazione degli stessi. Giani è stato ben chiaro ‘…. se ci saranno comunità che vorranno cogliere l’occasione bene… altrimenti non se ne farà nulla in quel luogo’. La scelta di non decidere dove localizzare gli impianti è un classico esempio di comportamento pilatesco; si deve avere il coraggio di prendere decisioni anche se non portano voti a breve termine, questo significa amministrare. E se questo è il lavoro svolto in quasi un anno di legislatura crediamo che le perplessità degli industriali e dei cittadini siano ben fondate”.

“In materia di gestione rifiuti – spiega Ferraro – ci pare veramente poco ciò che è stato prodotto in questo periodo, il ricorso alla discariche non è diminuito, il trasporto dei rifiuti all’esterno della Regione è sempre molto attivo, le tariffe Tari, se si escludono le temporanee esenzioni da Covid, sono aumentate. Tutto mentre i distretti industriali chiedono aiuti concreti su come smaltire i loro rifiuti ed i cittadini un contenimento delle tariffe. Invece di imitare modelli giapponesi di cui forse ben pochi conoscono l’efficacia potrebbe essere utile dialogare con la Danimarca che ha permesso la costruzione di un termovalorizzatore, con tanto di attrazioni sportive integrate, nel bel mezzo della capitale Copenaghen che è una delle città più “green” d’Europa. Ma senza andare tanto lontano sarebbe sufficiente dialogare con il Presidente Bonacini dell’Emilia Romagna e farsi spiegare perché nella sua Regione il numero dei termovalorizzatori è rimasto invariato in questi anni contrariamente a quanto succede in Toscana che invece verranno smantellati. Qualcuno si ricorderà la frase del candidato Eugenio Giani pronunciata un anno fa in campagna elettorale ‘…termovalorizzatori ad ogni costo anche con i carri armati’. Cosa è accaduto nel frattempo?”

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