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Sanità territoriale, la preoccupazione di CambiaMenti: “Meglio non sentirsi male a Ferragosto”

La capogruppo Guazzini: "C'è una specifica responsabilità del Comune e in particolare del sindaco, che è titolare delle funzioni sanitarie e sociali e le ha soltanto delegate all'Asl"

Meglio non sentirsi male a Ferragosto: in quel giorno in tutto il territorio dell’ex Asl 11, 250mila abitanti da Montelupo a Montopoli e da Vinci a Gambassi, i servizi di guardia medica saranno garantiti solo da due medici di giorno e altri due di notte, e si effettueranno visite domiciliari esclusivamente nel territorio del Comune di Empoli“. Così la capogruppo di CambiaMenti in consiglio a San Miniato, Manola Guazzini.

“È la risultante di molti problemi che vengono da lontano – prosegue – dalla carenza di medici, in particolare per coprire i servizi di medicina generale di base (e ci si domanda se, di fronte a questo, sia proprio giusto mantenere gli sbarramenti in accesso alle facoltà di medicina), all’emergenza Covid, che richiede un impegno straordinario del personale medico sia per le vaccinazioni che nei reparti Covid ordinari e di terapia intensiva, al crescere costante della domanda di assistenza medica da parte di una popolazione sempre più anziana”.

“Ma è anche il frutto di una lontananza – commenta – sempre più grande dell’organizzazione della sanità dal territorio e dai cittadini, e di una tendenza allo smantellamento o al depotenziamento dei presidi territoriali che è stata dominante negli ultimi decenni e che si era assicurato di voler invertire a seguito dei problemi evidenziati dall’emergenza Covid, ma di questa inversione, almeno in Toscana, non si vedono per ora tracce. Per quanto riguarda il Valdarno Inferiore gli interessi dei nostri concittadini hanno maggiori difficoltà ad essere tutelati dopo l’accorpamento della Società della Salute del Valdarno Inferiore a quella dell’Empolese Valdelsa, operazione con cui si è passati da una Società della Salute gestita in modo largamente maggioritario dai quattro comuni pisani del Valdarno Inferiore a una gestita da un consorzio di cui fanno parte le Asl fiorentine dell’Area Vasta Toscana Centro (con oltre il 33% delle quote), l’Unione dei Comuni dell’Empolese-Valdelsa (con oltre il 48%), e in cui la quota di partecipazione dei nostri quattro Comuni viene ritagliata dal rimanente meno del 19% e diventa così assolutamente minoritaria e residuale”.

“Da due anni stiamo chiedendo come CambiaMenti – spiega Guazzini .- che almeno due volte l’anno, in consiglio comunale, si possa discutere e intervenire al massimo livello istituzionale possibile per influire sulle scelte di bilancio e di investimento dell’Asl Toscana Centro. Ci è stato risposto con una riunione congiunta delle commissioni politiche sociali dei cinque comuni del Valdarno sul piano integrato di Salute elaborato dall’Asl, che poi ci è stato sottoposto come presa d’atto: ben più che di una presa d’atto, in realtà, ci sarebbe stata necessità di un processo partecipativo che potesse concludersi con l’espressione di un parere articolato, come previsto del resto dalla legge regionale 40/05. Ma tutto ciò non esaurisce comunque le ragioni delle nostre richieste“.

“Che fine sta facendo la previsione riguardo alla Casa della Salute di Ponte a Egola? – si chiede CambiaMenti – Noi vogliamo avere notizie su questa realizzazione, su cui sono state fatte tre campagne elettorali ma su cui ci risulta che tutto sia, ad oggi, drammaticamente fermo. Insistiamo dunque sulla richiesta che si tenga in consiglio comunale, con una periodicità almeno semestrale, un report sul funzionamento dei servizi, sui bilanci e sull’andamento dei piani di investimento dell’Asl. Oltre che sulla realizzazione della Casa della salute di Ponte a Egola, che è per noi una priorità assoluta, vogliamo sollecitare Comune e Asl sulla prospettiva delle strutture dell’ex ospedale di San Miniato; sull’adeguamento delle sedi, delle strutture e dei servizi dei distretti sociosanitari di San Miniato, San Miniato Basso e Ponte a Egola”.

“E ci interessa più in generale discutere sul funzionamento dei servizi ospedalieri e di pronto soccorso dell’ex Asl 11 – conclude la nota – sui servizi di continuità assistenziale, sull’organizzazione della rete di soccorso, sui criteri di distribuzione delle risorse sul territorio, su cui chiunque abbia l’abitudine di stare in ascolto sente tante giustificatissime lamentele e rispetto a cui la situazione di questo Ferragosto non è che la punta dell’iceberg. Ci interessa perciò discutere di queste cose in consiglio comunale perché c’è una specifica responsabilità del Comune e in particolare del sindaco, che è titolare delle funzioni sanitarie e sociali e le ha soltanto delegate all’Asl, e perché crediamo che ricostruzione di una rete di presidi territoriali non debba restare solo uno slogan”.

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