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Montopoli, la revoca di Salvadori infiamma il consiglio comunale: malumori anche in maggioranza

La consigliera Faraoni: “Noi tenuti all’oscuro”. Le ragioni di Capecchi: "Toni e atteggiamenti scontrosi da parte dell'assessore"

Il consiglio comunale è stato tenuto all’oscuro: io, ma credo anche gli altri consiglieri, non siamo qui per limitarci a semplici e sole ‘alzate di mano’. Sulle decisioni occorre confrontarsi, per poi assumerle in modo chiaro e trasparente, con quanta maggiore condivisione possibile. Purtroppo questo atteggiamento si respira anche in altre situazioni, ma non voglio questa sera menzionarne nessuna perché non sono oggetto della discussione, ci saranno altre occasioni per farlo”. È con queste parole che la consigliera di maggioranza Cristina Faraoni “bacchetta” il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi, espressione della sua stessa maggioranza. Una critica a sorpresa pronunciata ieri sera (9 settembre) durante l’ultima seduta del consiglio comunale, la prima dalla revoca delle deleghe all’assessore Roberta Salvadori. Una critica sulle modalità e non nel merito della decisione, ma che comunque ha spiazzato un po’ tutti.

La tensione si respirava nonostante la seduta fosse in modalità mista e molti consiglieri e assessori fossero ciascuno a casa propria. Sia nelle comunicazioni del sindaco che durante l’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza della Lega gli animi si sono accesi.

Il discorso della consigliera Faraoni

Per comprendere a fondo il significato delle parole pronunciate dalla consigliera Faraoni è utile ricordare – come lei stessa ha fatto in premessa – che il posto in consiglio comunale l’ha conquistato dopo la rinuncia da parte di Roberta Salvadori. “Sono dunque a rappresentare – ha detto – non soltanto chi ha espresso le preferenze nei miei confronti, ma anche coloro che le hanno espresse alla stessa Salvadori nelle ultime elezioni amministrative. Mi sento per questo di avere un dovere morale verso l’ex assessore e, in particolare, verso gli elettori”.

“Non è mia intenzione dare valutazioni sull’operato del sindaco – ha precisato la consigliera -, essendo sua facoltà quella di togliere o meno le deleghe, ci mancherebbe altro, ma non posso che manifestare grande stupore e disagio relativamente alle modalità con cui è stata messa in atto tale decisione. La notizia è stata data, senza congruo preavviso a noi consiglieri, ai quotidiani online e cartacei, ma soprattutto senza alcun coinvolgimento del Consiglio Comunale.

Personalmente sono stata messa a conoscenza della decisione definitiva della revoca di tutte le deleghe la mattina stessa dell’ufficiaIizzazione, avrei voluto avere la possibilità di confrontarmi con gli altri consiglieri del gruppo di maggioranza, sarebbe stato auspicabile la convocazione di una riunione con gli stessi, invece tale riunione è stata prontamente indetta solo pochi giorni dopo aver deciso il tutto.

Mi soffermo volutamente su questo aspetto, che non mi appare affatto secondario in rapporto al modo in cui, ritengo, debba essere intesa la gestione della ‘cosa pubblica’. Da sempre questa comporta confronto costruttivo, condivisione di idee, propositi, progetti a tutto vantaggio dei cittadini, poiché le scelte a favore della collettività si nutrono di dialogo e collaborazione, pur sempre nel rispetto dei ruoli e delle specifiche competenze. La gestione della cosa pubblica esige sempre e comunque la partecipazione democratica.

Confido che questa mia riflessione possa essere di stimolo per migliorare la comunicazione, la partecipazione, il coinvolgimento, perché occorre coordinarsi al di’ là delle differenti posizioni, confrontarsi lealmente, per il bene collettivo, per il bene comune e, soprattutto, per il futuro della città di Montopoli, che, ne sono certa, sta a cuore a tutti noi”.

Il dibattito interno alla maggioranza

È a quel punto che il capogruppo di Democratici per Montopoli, il gruppo di maggioranza, Paolo Moretti, è intervenuto. “Questa discussione interna che la consigliera Faraoni ha menzionato c’è stata, purtroppo lei era assente – ha detto Moretti -. Abbiamo concordato ben altra cosa rispetto a quello che hai detto: sulla revoca delle deleghe a Salvadori, vogliamo esprimere come Democratici per Montopoli pieno sostegno alla scelta”.

“Ci ha sinceramente stupito poi che la consigliera Faraoni – continua Paolo Moretti -, prevaricando di fatto tutto il gruppo consiliare abbia giustificato il suo intervento in opposizione al Sindaco sulla base di un debito di riconoscenza verso l’assessore revocato, visto che Faraoni è entrata in Consiglio grazie alla rinuncia di Salvadori al ruolo di consigliere una cosa che mette in luce strani scenari e che, se può essere comprensibile da un punto di vista umano, certo non lo è da un punto di vista politico, istituzionale ed etico, quasi fosse una sorta di scambio di favori”.

Non ci sta Faraoni, che replica a stretto giro: “Avrei fatto la stessa cosa se la vicenda avesse riguardato un altro assessore. Il mio commento riguarda il metodo, non le persone coinvolte – e aggiunge -: Quando hanno fatto il pre-consiglio, il 7 settembre, il capogruppo non mi ha detto che avrebbero preparato un documento da presentare il consiglio comunale”.

Si difende anche Capecchi, che assicura che “tutti i passaggi interni sono stati fatti – e aggiunge -: nel discorso di Faraoni ci sono delle cose non vere. Prima di prendere decisioni abbiamo fatto tutti i passaggi doverosi dal punto di vista politico e istituzionale, anche con la segreteria provinciale. Poi, ognuno i panni sporchi li lava in famiglia per cui fino a un certo punto abbiamo cercato di tenere i nostri disguidi all’interno della maggioranza. Infine – conclude -, l’onere di comunicazione da parte del sindaco è successivo alla decisione del sindaco”.

La maggioranza è più unita e compatta ora che mai, avendo ben individuato le fonti di possibili criticità che sono uscite allo scoperto – assicurano Capecchi e Moretti – a differenza di quanto affermato dalla lista Montopoli del Cambiamento che ha fatto una sorta di comizio in Consiglio che poco aveva a che fare con il merito della questione. Continueremo a lavorare uniti per il bene del Comune di Montopoli, nonostante i tentativi di destabilizzazione da parte di qualcuno”.

L’interrogazione della Lega e le ragioni di Capecchi

Ma la critica sulla modalità viene rilanciata dal gruppo della Lega, che per l’occasione aveva presentato anche un’interrogazione. Non convincono i tempi della comunicazione e nemmeno le motivazioni: giudicate vaghe e non esaustive.

Situazioni non chiare e comportamenti non consoni – queste le motivazioni fornite da Capecchi – erano emersi già nei primi anni di legislatura. Ci sono stati contrasti con altri assessori e dirigenti, tutte cose documentate con e-mail. Io ho sempre cercato di trovare un rimedio, ma stavolta non è stato possibile. Ci sono stati episodi, molteplici, gravi e sufficienti a dimostrare che la sua presenza in giunta non sarebbe stata salutare per l’amministrazione pubblica. Ha utilizzato toni e modalità aggressive, creando disorientamento nel personale del comune che più volte si è lamentato. Questo va a danno di tutta l’amministrazione: chi ha la delega al personale dovrebbe cercare di creare un clima sereno. Così non è stato. Negli ultimi giorni Salvadori ha acuito il clima con alcuni confronti verbali dimostrando facilità a rabbia e ira e non ha remore a utilizzare offese, anche davanti a dipendenti del comune. Ha dichiarato di avermi registrato, senza il mio consenso: comportamento gravissimo. Senza aver nemmeno informato i presenti: chi si fiderebbe ancora?”.

E poi aggiunge: “Nel corso del tempo ha avuto atteggiamenti e comportamenti che hanno fatto pensare a posizioni ambigue e opache di commistione e relazione con l’opposizione, e in particolare con Montopoli del Cambiamento, tramite l’appartenenza comune ad alcune associazioni e a un comitato neocostituito sul territorio. Quale lista che fa capo alla Lega si preoccupa della revoca di un assessore tesserato Pd? L’interrogazione di oggi, piena di accuse contro il sindaco, è una strenua difesa all’assessore. Una lista dell’opposizione e un assessore revocato che dicono la stessa cosa: ulteriore elemento per ritenere la mia decisione giusta”.

Il riferimento al “comitato neocostituito” rimanda inequivocabilmente a Montopoli nel Cuore: comitato, appunto, recentemente nato per migliorare attraverso il volontariato di alcuni l’attrattività e il decoro di Montopoli. Quel riferimento ha irritato non poco Squarcini: “Sono illazioni – ha detto la capogruppo di minoranza -. Nel Comitato ci sono anche altri due membri che fanno capo alla maggioranza. Siamo dentro quel comitato perché ci interessa il fare, come cittadini, quando ci sono cose che dovreste fare voi come amministrazione. Ci accusate di far parte di un comitato cittadino, e questo è grave”.

Poi Squarcini continua tornando sul tema: “E’ vero che la comunicazione del sindaco poteva arrivare dopo la revoca – dice Squarcini – ma quello che noi chiediamo è un’altra cosa: perché Capecchi ha deciso di ufficializzare la decisione proprio la mattina dopo che si è tenuto il consiglio comunale? Perché non la mattina stessa del consiglio, visto che da giorni aveva preso la decisione?”.

“Noi non godiamo di simpatia per l’assessore Salvadori – precisa Squarcini – ci siamo scontrati più volte con lei, quando difendeva l’operato della macchina comunale: macchina che secondo noi fa acqua da tutte le parti. Con il suo metodo di imperio il sindaco ha sancito lo stato di una sinistra che scricchiola nelle sue logiche correntizie e competitive interne. Questo è espressione del vostro modo arrogante e persecutorio di stare al comando, tanto da arrivare all’epurazione.
Noi pensiamo che dietro alla scelta di Capecchi, che non ha fornito spiegazioni plausibili e circostanziate, ci sia una strategia politica. E la nostra non è una difesa di Salvadori, ma è una constatazione dei fatti”.

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