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“Santa Croce è sprofondata nella sporcizia”, Lambertucci teme “una valanga di ricorsi”

Per vedersi ridotta la Tari. "Non è solo l'inciviltà delle persone, lasciata proliferare senza alcun controllo incisivo da parte di questa amministrazione"

“E’ ormai sotto gli occhi di tutti la grave situazione di disservizio nella raccolta pubblica dei rifiuti che il Comune di Santa Croce sull’Arno dall’inizio del 2021 ha deciso di affidare al gestore unico Reteambiente che opera nella nostra zona mediante Geofor“. Lo sostiene il consigliere comunale Alessandro Lambertucci.

“Con il suddetto passaggio – sostiene – che si annunciava già con un consistente aumento della Tari dal quale il nostro gruppo di opposizione aveva messo in guardia i cittadini, Santa Croce è sprofondata nella sporcizia e ormai non vi è più un angolo del capoluogo e della frazione che non sia libero da cestini stracolmi, bottiglie di vetro in ogni dove e ingombranti di qualsiasi tipo. Ricordo che per la cerimonia del primo settembre a Staffoli il corteo non poté impegnare il passaggio che dal Parco della Rimembranza porta a piazza Panattoni perché, a detta dell’assessore Bocciardi era troppo sporco.

Le segnalazioni giornaliere affidate ai social e indirizzate formalmente anche agli amministratori competenti si rivelano ormai rimedi inefficaci nello smuovere l’amministrazione e la situazione si sta aggravando di giorno in giorno. Non è solo l’inciviltà delle persone che, comunque, è lasciata proliferare senza alcun controllo incisivo da parte di questa amministrazione ma anche le evidenti carenze di un servizio gestito male sin dalla sua iniziale programmazione. La debole giustificazione del nostro sindaco e della sua giunta di essersi spogliati del servizio per affidarlo al nuovo gestore unico non è veritiera anche perché il Comune affidante non può in ogni caso spogliarsi della responsabilità generale di buona amministrazione ed è chiamato ad attivarsi con i vari strumenti a sua disposizione per fare in modo che il servizio corrisponda e sia equilibrato all’ammontare imposto con la tassa.

Il problema è che, di questo passo, se i cittadini alzano la testa, il Comune si troverà ben presto esposto alla possibilità di essere investito da una valanga di ricorsi legittimi di chi, ormai esasperato, vorrà vedersi riconosciuta una riduzione della Tari e in quel caso come dargli torto. Del resto la riduzione tariffaria è prevista dalla legge per il fatto obiettivo che il servizio istituito non venga poi erogato secondo le prescritte modalità e non opera quale risarcimento del danno da mancata raccolta dei rifiuti o quale sanzione per l’amministrazione comunale inadempiente ma al diverso fine di ripristinare un tendenziale equilibrio impositivo tra l’ammontare della tassa comunque pretendibile e i costi generali del servizio nell’area municipale, ancorché significativamente alterato.

Si pensi alle varie class action sorte in varie parti d’Italia portate avanti da associazioni di consumatori e utenti in seguito all’ordinanza della Corte di Cassazione del 27.09.2017 n. 22531 dove si afferma il principio che in caso di disservizi nella raccolta dei rifiuti l’utente ha diritto ad una riduzione della tariffa anche se le negligenze non sono state addebitate al Comune.

Le conseguenze dovute alla necessità di doversi difendere da queste azioni sarebbero gravose per il Comune tanto più in caso di soccombenza ed è per questo che auspico che il sindaco o chi per lui, lasci da parte una volta per tutte le deboli e comode giustificazioni e inizi da subito ad usare gli strumenti a propria disposizione per correggere le disfunzioni di un servizio raccolta rifiuti che purtroppo è sotto gli occhi di tutti i cittadini e fa acqua da tutte le parti”.

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