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Rusconi: “Più società, amministratori e poltrone sotto il cappello di RetiAmbiente”

A Santa Croce sull'Arno le opposizioni bocciano la modifica allo statuto

Ieri 12 ottobre è stata discussa in consiglio comunale a Santa Croce sull’Arno la modifica allo statuto di RetiAmbiente, il nuovo gestore unico della raccolta rifiuti che ha sostituito – inglobando – le varie società operative locali, Geofor nel caso di Santa Croce. Contro la nascita di RetiAmbienti come società in house, nei precedenti consigli era già intervenuto più volte in senso critico Marco Rusconi di Fratelli d’Italia osservando come “l’operazione RetiAmbienti” fosse niente altro che “un progetto del Pd per accentrare le decisioni a livello regionale, costosissima e senza alcun ritorno visibile in termini di efficienza del servizio”.

Anche nel consiglio di ieri il consigliere è intervenuto ribadendo la propria posizione. La modifica statutaria richiesta prevedeva infatti la possibilità per RetiAmbienti di ricostituire le così dette Unità Operative Locali, “ossia – spiega Rusconi –  le società di gestione territoriali che nell’ottica del risparmio di spesa sarebbero dovute sparire. La richiesta di modifica dello Statuto di RetiAmbiente è la prova provata delle nostre premonizioni, per le quali non abbiamo avuto bisogno di ricorrere a poteri paragnosti, essendo stata sufficiente una lettura non superficiale degli atti che ci venivano sottoposti. Il servizio di raccolta lo farà Geofor non solo in via transitoria, ma definitivamente, diventando una società satellite di RetiAmbiente, svuotata si dei poteri centrali, ma con un apparato amministrativo riattivato anche in termini direzionali e con tutti i conseguenti effetti in termini di costi.”

Rusconi entra poi nel merito della battaglia politica che in questi mesi ha tenuto banco: “Il dibattito politico RetiAmbiente si, RetiAmbiente no è stato caratterizzato da una differenza di vedute tra chi voleva un sistema centralizzato e chi ha sempre sostenuto che con il sistema centralizzato ci saremmo staccati troppo dai territori e dalle loro singole esigenze, come abbiamo sempre sostenuto noi dell’opposizione. In pratica di fronte al dubbio se creare una unica mega holding o tenere attive le varie società che fino ad oggi hanno gestito il servizio, si è ben pensato di trovare una terza via puntando su entrambe. Si lascia tutto come prima ma sotto il cappello di RetiAmbiente. Alla fine della fiera resta tutto invariato ma abbiamo creato una mega società in più”.

Infine, conclude il consigliere: “Ci viene propinata la favola del risparmio di spesa, ma sul tavolo nessun dato numerico, unico elemento che sarebbe idoneo a poter far decidere in maniera intellettualmente onesta questo consiglio, è stato portato alla nostra attenzione. Nessuna spiegazione della consistenza di queste società operative locali, né del loro scopo effettivo. Di una cosa però ne siamo certi: gli organigrammi aziendali di vertice delle società che dovevano essere conferite in RetiAmbiente verranno quindi riattivati. Più società, più amministratori, più poltrone. Ad elezioni regionali concluse, si è rimessa in moto la macchina dei carrozzoni e dei poltronifici e a pagare saranno sempre gli stessi, i cittadini per un servizio oltremodo scadente”.

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