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Keu, Mazzetti (Forza Italia) chiederà “una commissione d’inchiesta parlamentare monocamerale” foto

Fogli: "I nostri marchi hanno risentito dello scandalo", Ramello e Testai: "Ambiente e lavoro non possono essere in antitesi"

“Presentare una commissione d’inchiesta parlamentare alla Camera per far luce sui veleni keu”, è questa la proposta dell’onorevole Erica Mazzetti di Forza Italia, membro dell’ottava Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici. “Dopo lo scandalo territoriale e nazionale del keu, per cui sono sotto inchiesta parti pubbliche e private è importante ristabilire una realtà produttiva che sia all’avanguardia, dunque che rispetti ambiente, persone e lavoro”, ha detto Mazzetti che nel pomeriggio di oggi 18 ottobre visiterà personalmente le varie aziende del comprensorio per toccare con mano i problemi a cui gli imprenditori vanno incontro e cercando di trovare una soluzione che sia soddisfacente dal punto di vista economico e ambientale.

La commissione, spiega Mazzetti, dovrà “svolgere indagini atte a far luce sul ciclo dei rifiuti pericolosi nel Valdarno, sulle organizzazioni che lo gestiscono, sui loro assetti societari e sul ruolo svolto dalla criminalità organizzata”, comprendere “quali e quanto intense siano state le connessioni tra le attività illecite e quelle produttive del territorio, verificare le ‘eventuali inadempienze’ dei soggetti pubblici e privati, accertare il comportamento dell’amministrazione pubblica a tutti i livelli e gradi e le modalità di gestione dei rifiuti e i sistemi di affidamento. Non solo: proporre soluzioni legislative e amministrative più idonee per far fronte al problema e per rendere ancor più incisiva l’azione dello Stato”.

“Domani stesso cercherò di depositare la domanda per la commissione d’inchiesta monocamerale in modo che le tempistiche siano più brevi e si riesca a trovare un compromesso tra gruppi politici in pochi mesi. La commissione d’inchiesta è un intervento straordinario che ho ritenuto opportuno affinché le istituzioni prendano coscienza pienamente di quello che, a tutti gli effetti, è uno scandalo nazionale e su cui devono intervenire con la massima fermezza. È ovvio che per far accedere ciò servirà molta volontà politica da parte di tutti e collaborazione. Spero che ciò avvenga per la salvaguardia sia dei cittadini che degli imprenditori”.

“Questo scandalo – sottolineano i consiglieri Sabrina Ramello e Simone Testai – ci dimostra che la nostra Regione è sprovvista di una politica di gestione dei rifiuti e in particolar modo dei rifiuti speciali. La Toscana non ha un piano dei rifiuti serio, non ha impianti, rischia di non centrare gli obiettivi del 2030 (nessun rifiuto in discarica). In più – rimarcano – il nostro territorio ha pagato e paga per l’inchiesta keu un danno d’immagine incalcolabile che ci penalizza ulteriormente in un periodo di ripresa”.

Lo conferma Marco Fogli dell’azienda Thema System di Montopoli Valdarno affermando che anche i loro marchi hanno risentito molto dello scandalo e stanno cercando di trovare una soluzione, sperando che anche la politica li aiuti.

Sabrina Ramello, consigliera comunale a Fucecchio, aggiunge infatti che “ad oggi ambiente e lavoro non possono essere in antitesi, poiché la sicurezza sul lavoro è connessa alla sostenibilità ambientale e viceversa. La politica ha la funzione di garantire questo rapporto, creando le condizioni in cui si possa svolgere al meglio e che attualmente non ci sono dal momento che la Toscana non è preparata ai nuovi parametri imposti dall’Europa riguardanti la produzione e l’impatto ambientale che dovrebbe generare quest’ultima”.

“La politica – aggiunge il consigliere comunale di Fucecchio Simone Testai – da parte sua, deve costruire una relazione solida con le aziende senza però strumentalizzarla, come invece ha fatto fino ad oggi. Essendo uno dei rappresentanti di questo territorio posso dire che l’indotto della nostra economia locale è quasi del tutto conciario e ad oggi questo settore sta subendo un duro colpo, ma la responsabilità credo sia in primis di chi ha governato negli ultimi anni. Il mio appello è anche alle aziende, le quali devono stabilire dei rapporti con tutti i gruppi politici e non esclusivamente con un singolo in modo da raccogliere più punti di vista e idee diverse per raggiungere soluzioni migliori e sostenibili”.

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