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Infrastrutture, scuola, salute, commercio e turismo: il futuro di San Miniato per CambiaMenti

Le proposte in 3 parti per l'aggiornamento del Documento unico di programmazione frazione per frazione

“Anche quest’anno si è già in grande ritardo, perché fino a questo momento nessun documento è stato presentato dalla Giunta nelle sedi consiliari e di commissione e il giro di riunioni nelle frazioni che il sindaco ha tenuto senza proporre la minima base di discussione non può essere certo considerato sostitutivo di un percorso partecipativo”. A dirlo è Manola Guazzini capogruppo della lista civica CambiaMenti.

“Anche quest’anno – rileva infatti la consigliera – il gruppo consiliare CambiaMenti ha presentato, entro la fine del mese di ottobre al sindaco, alla giunta e al presidente del consiglio un documento contenente linee di impostazione e proposte per la redazione dell’aggiornamento annuale del Documento Unico di Programmazione. A questo documento saranno ispirati gli emendamenti che, dopo che saranno state note le proposte della giunta, presenteremo al Dup, al Piano per le opere pubbliche e al Bilancio di Previsione per il 2022.
Il bilancio preventivo 2022 è in effetti l’ultima occasione per la giunta Giglioli di applicare le indicazioni contenute nella mozione approvata all’unanimità dal consiglio comunale nel novembre 2019, a partire da una nostra iniziativa, in direzione di un bilancio partecipato“.

“Vicende come quelle dello scandalo Keu – per Guazzini – non consentono assolutamente più di trattare il tema della trasparenza dell’azione amministrativa come un semplice richiamo rituale. Le stesse valutazioni del Piano per la prevenzione della corruzione approvato dal nostro Comune, impongono di promuovere, d’intesa con gli altri Comuni del Comprensorio, l’aggiornamento delle procedure amministrative alla dimensione nuova del rischio di infiltrazioni mafiose e un serio processo di valutazione e di messa a punto del rapporto tra i poteri pubblici e il nostro sistema produttivo. Occorre reimpostare il cruciale tema del rapporto tra sviluppo e ambiente e promuovere la definizione, su scala comprensoriale, di regole più adeguate di controllo sui processi di depurazione e di smaltimento dei residui e sugli scarichi in acque pubbliche. Su questo nel documento si fa un insieme articolato di proposte.

Tra le esigenze poste in evidenza nella prima parte del documento spicca quella di un potenziamento del patrimonio di professionalità del Comune, che punti, in prospettiva, a far fronte alle più evidenti carenze di figure professionali, attraverso un piano pluriennale che implementi settori in evidente sofferenza rispetto ai bisogni attuali, come quello della polizia municipale, e attivi la programmazione delle procedure concorsuali in tempi tali da garantire l’immediata copertura dei posti che devono essere sostituiti.
Viene sottolineata la scadenza dell’approvazione del nuovo Piano Strutturale, di cui è stata deliberata la realizzazione integrata col Comune di Fucecchio e, con una mozione approvata all’unanimità dal consiglio comunale, è stata auspicata l’integrazione anche con gli altri Comuni del Valdarno Inferiore. Le varianti al piano territoriale in scadenza dovrebbero essere limitate ai casi di effettiva e assoluta urgenza, ed essere comunque coerenti con gli indirizzi approvati dal Consiglio e si dovrebbe tenere in assoluta considerazione, anche quando ciò comportasse una riduzione di previsioni di espansione già previste nel Piano Strutturale vigente, l’esigenza di dare a tutti gli insediamenti del nostro territorio una forma compatta, prevenendo rischi di espansione a macchia d’olio, puntando su una presenza adeguata di servizi (soprattutto a sostegno della residenza nei piccoli centri), luoghi e spazi di socialità (a partire da piazze concepite non come pure e semplici aree di parcheggio) e sull’adeguatezza dei sistemi di urbanizzazione.

Si sottolinea l’esigenza di alcune grandi scelte infrastrutturali come la liberazione dell’asse della Tosco Romagnola attraverso una circonvallazione a nord, legata anche ad una soluzione adeguata dell’annoso problema del Ponte di Isola e la circonvallazione a sud di Ponte a Egola in direzione della Valdegola). Tali interventi dovrebbero essere accompagnati da uno sviluppo adeguato delle piste ciclabili e pedonali (e acquista perciò una rilevanza strategica il tema della passerella sull’Egola tra Ponte a Egola e Molino d’Egola).

Altre due questioni strategiche che vengono proposte riguardano la salute e la scuola: sul primo piano si chiede di porre rimedio alla tendenza allo smantellamento o al depotenziamento dei presidi territoriali che è stata dominante negli ultimi decenni e che si era assicurato di voler invertire a seguito dei problemi evidenziati dall’emergenza covid, senza che di questa inversione si vedano tracce. Si chiede una forte accelerazione sulla realizzazione della Casa della Salute di Ponte a Egola, la definizione di una prospettiva sulle strutture dell’ex ospedale di San Miniato. Si ribadisce l’esigenza di un confronto pubblico in sede istituzionale con gli organi di governo dell’Ausl Toscana Centro anche per discutere sul funzionamento dei servizi ospedalieri e di pronto soccorso dell’ex Asl 11, sui servizi di continuità assistenziale, sull’organizzazione della rete di soccorso, sui criteri di distribuzione delle risorse sul territorio, su cui si ascoltano molte e giustificatissime lamentele.

Per quanto riguarda le strutture scolastiche si chiede di introdurre un principio di programmazione attraverso un piano complessivo di adeguamento della rete scolastica nel Comune, da varare entro la metà del 2022. Occorre fare della messa in sicurezza delle strutture scolastiche un obiettivo di investimento prioritario e in particolare si chiede che sia garantita fin dal prossimo Bilancio di Previsione la concreta messa in sicurezza della scuola di base dai 3 ai 14 anni a Ponte a Egola e che si avvii una riflessione sulla programmazione di un polo scolastico (scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado) per la frazione, che si preveda in una prospettiva di breve termine, la realizzazione di un polo scolastico dell’infanzia e della primaria della Valdegola, che si eviti di sprecare risorse in progettazioni sulla realizzazione della sede definitiva del Marconi a Ponte a Egola, destinata chiaramente a non veder mai la luce e che sia ripreso in considerazione, previe intese con l’Amministrazione Provinciale e con gli altri Comuni del Comprensorio l’affidamento di un attuale studio di fattibilità sulla sede definitiva del Liceo.

Un altro punto su cui si attendono novità sostanziali è la politica della promozione dello sviluppo di settori come il commercio e il turismo in relazione alle questioni aperte dalla pandemia. La pandemia è stata una cesura epocale, dopo la quale il turismo potrà riprendere solo con un profondo cambiamento nei flussi, nei mezzi di trasporto, nelle modalità di soggiorno, e sulla base del principio fondamentale della sostenibilità. San Miniato potrà anche essere favorita da queste nuove tendenze, che, ad esempio, promuoveranno il decentramento dei flussi e l’inversione di precedenti tendenze alla polarizzazione nei grandi centri. Ma condizione perché questo avvenga è ripensare a impostazioni puramente consumistiche, come quelle che hanno prodotto, anche nei mesi dell’estate e dell’autunno del 2020 e del 2021, fenomeni di assembramento, non estranei a fasi di recrudescenza del virus. Più in generale escludere qualunque forma di collegamento tra sviluppo del turismo e ulteriore consumo del territorio; valorizzare la coincidenza tra accoglienza nei confronti dei turisti e sostenibilità per i residenti, e quindi puntare, anziché su una monocultura della ristorazione (settore di cui per altro riconosciamo tutta l’importanza), su una rete diffusa e diversificata di servizi, e su una varietà della rete dell’ospitalità, e soprattutto puntare su un forte potenziamento dell’offerta culturale e museale, su cui viene presentata una serie articolata di proposte di indirizzo. Si deve puntare anche su una maggiore integrazione e una più facile comunicazione sia tra San Miniato e i centri storici minori del suo territorio comunale sia, in ambito regionale, con i principali poli di attrazione del turismo in Toscana, sul potenziamento del percorso della Francigena, integrando l’asse Fucecchio, San Miniato, Calenzano, Castelfiorentino con l’asse della Valdegola.

Si ritiene anche che non si possa più continuare a eludere il tema di una programmazione degli insediamenti commerciali nel nostro Comune attraverso un atto di indirizzo da discutere e approvare in Consiglio. Il Comune dovrà poi intervenire sulla base degli orientamenti del suddetto atto di indirizzo con iniziative coerenti sul piano urbanistico e con azioni di incentivazione e disincentivazione. A esigenze come l’esclusione di ulteriori insediamenti di grande distribuzione e di ampliamenti di quelli attualmente esistenti; la salvaguardia in tutte le frazioni di insediamenti commerciali di vicinato, la promozione della tipicità degli esercizi commerciali e del loro legame con le produzioni del territorio; una diversificazione delle attività commerciali nel centro storico di San Miniato, il Comune non può continuare a rispondere che non sono questioni di sua competenza”.

La seconda parte del documento, poi, articola queste proposte frazione per frazione, “sottolineando in particolare le esigenze di una sistemazione degli accessi a San Miniato da Nord e da Sud, di un sistema di parcheggi esterni, di un collegamento viario, pedonale e ciclabile tra San Miniato, San Miniato Basso, la stazione, di un’attuazione della la Ztl che avvenga contestualmente alla soluzione dei problemi di accesso e di parcheggio e sulla base di una chiara definizione degli orari; un’attenzione a garantire nei piccoli centri una rete adeguata di insediamenti commerciali e di servizi; interventi sulla viabilità della Valdegola, da prevedere anche con interventi di revisione del DUP (dalla soluzione organica dei problemi relativi a via Maremmana e a via I Maggio già a partire dalla prevista attivazione del secondo lotto; all’ effettiva attuazione della circonvallazione prevista dagli strumenti urbanistici vigenti in modo da decongestionare e mettere in sicurezza il traffico nei centri di Ponte a Egola e La Serra;all’esclusione del traffico di attraversamento dei mezzi pesanti dai centri urbani da disporre fin da subito, attraverso il confronto con tutti gli altri enti e istituzioni interessate).

Per quanto riguarda La Serra, dove è prevista l’approvazione di una variante urbanistica prima dell’approvazione del nuovo Piano Strutturale, si deve certo puntare sull’identificazione di una piazza che non sia solo uno slargo o un parcheggio ma un effettivo centro di aggregazione, ma occorre invertire la tendenza a ulteriori consumi di territorio a macchia d’olio: se ci saranno proposte di permuta di volumi edificabili, CambiaMenti punterà a limitare al massimo il consumo di territorio e non costruire niente che non rientri in un disegno di miglioramento della qualità del vivere e dell’abitare, una messa in sicurezza dell’asse della Tosco Romagnola, da definire attraverso la ricucitura di strade esistenti fino a costruire un percorso di circonvallazione o di scambio di sensi unici e una sistemazione a norma dei marciapiedi in tutto l’asse della Tosco Romagnola; la realizzazione di un percorso ciclabile parallelo da Ponte a Elsa a San Romano; la definizione programmata di una rete di parcheggi che limiti il ricorso alla sosta selvaggia.

Per quanto riguarda Ponte a Egola si pone una grande questione di riqualificazione complessiva dell’abitato e del recupero delle concerie dismesse. A La Catena si considerano prioritarie una rotatoria all’intersezione tra via Catena e la Tosco Romagnola e quella all’intersezione travia San Giovanni Battista e via Diaz. Per San Miniato Basso, anziché continuare a puntare su un’espansione a macchia d’olio come quella che ha caratterizzato gli ultimi decenni, si dovrà lavorare su una riqualificazione dell’abitato all’interno dei limiti esistenti, senza ulteriori consumi di suolo e, in particolare, non debbano essere consentiti ulteriori insediamenti di supermercati e di altri attrattori di traffico pesante, e si dovrà invece rafforzare la rete commerciale di vicinato; si propone inoltre una riqualificazione dell’area del sottopasso ferroviario.

A La Scala si propongono una serie di soluzioni per la viabilità e per l’alleggerimento del traffico finché resterà lì la collocazione del Liceo Marconi per Ponte a Elsa si sottolinea in particolare l’urgenza di realizzare effettivamente il consolidamento del versante franoso di via Poggio al Pino, interrotto fin dall’inverno 2013-2014, per San Donato si sottolinea l’assoluta urgenza della messa in sicurezza dell’argine dell’Arno: di fronte ai lunghissimi rimpalli col Genio Civile occorre valutare un’iniziativa straordinaria del Comune; per quanto riguarda lo sviluppo urbanistico dell’area dell’Interporto, si pensa che non si dovrebbero consentire o che andrebbero ridotte al massimo le edificazioni in aree oggi di fatto non edificate anche se considerate edificabili nell’ambito di previsioni non attuate.

Per quanto riguarda Isola e Roffia si ritengono prioritari l’accelerazione della realizzazione del ponte sul fiume Elsa a Isola e la qualificazione della Cassa di espansione di Roffia”.

La terza parte del documento contiene, poi, l’indicazione di cinque opere pubbliche ritenute prioritarie, “che sono: la passerella sull’Egola tra Ponte a Egola e Molino d’Egola; la sistemazione dell’argine dell’Arno a San Donato; il ponte sull’Elsa all’Isola; la strada di Poggio al Pino, la circonvallazione sud Ponte a Egola-Valdegola”.

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