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Asl Toscana Centro, Manola Guazzini (Cambiamenti): “Servizi territoriali, disagi per gli anziani”

La consigliera: "Interpello il sindaco di San Miniato per avviare un dialogo".

Discutere sul funzionamento dei servizi ospedalieri e di pronto soccorso dell’ex Asl 11, sui servizi di continuità assistenziale, sull’organizzazione della rete di soccorso, sui criteri di distribuzione delle risorse sul territorio e su molte altre questioni della sanità dell’Asl Toscana centro. Questo chiede al sindaco di San Miniato il capogruppo del gruppo consiliare Cambiamenti, Manola Guazzini, che parla di “disagi molto gravi soprattutto nelle famiglie di anziani non autonomi negli spostamenti su media distanza, che inoltre incentivano il ricorso, a pagamento, ai servizi della sanità privata, introducendo un grave elemento di discriminazione sociale”.

A queste lamentele – continua la Guazzini – se ne aggiungono altre sul funzionamento dei servizi ospedalieri e di pronto soccorso dell’ex Asl 11, sui servizi di continuità assistenziale, sull’organizzazione della rete di soccorso, sui criteri di distribuzione delle risorse sul territorio. Nei giorni di ferragosto – aggiunge – sulla base di notizie di stampa, in tutto il territorio dell’ex Asl 11 (250mila abitanti da Montelupo a Montopoli e da Vinci a Gambassi), i servizi di guardia medica sono stati garantiti solo da due medici di giorno e altri due di notte, e si sono effettuate visite domiciliari esclusivamente nel territorio del Comune di Empoli”.

“Non si può ulteriormente rinviare l’esigenza di affrontare con un approccio nuovo i problemi derivanti dalla carenza di medici, in particolare per coprire i servizi di medicina generale di base che hanno prodotto disagi particolarmente acuti nella fase, non ancora conclusa, dell’emergenza Covid, destinati a crescere anche a prescindere da tale emergenza in relazione al crescere costante della domanda di assistenza medica da parte di una popolazione sempre più anziana”.

Disagi – sottolinea –  frutto di una lontananza sempre più grande dell’organizzazione della sanità dal territorio e dai cittadini, e di una tendenza allo smantellamento o al depotenziamento dei presidi territoriali che è stata dominante negli ultimi decenni e che si era assicurato di voler invertire a seguito dei problemi evidenziati dall’emergenza Covid, mentre di questa inversione, almeno in Toscana, non si vedono per ora tracce”.

“Per quanto riguarda il Valdarno inferiore gli interessi dei nostri concittadini hanno maggiori difficoltà ad essere tutelati dopo l’accorpamento della Società della salute del Valdarno inferiore a quella dell’empolese Valdelsa, operazione con cui si è passati da una società della salute gestita in modo largamente maggioritario dai quattro comuni pisani del Valdarno inferiore a una gestita da un consorzio di cui fanno parte le Asl fiorentine dell’area vasta Toscana centro (con oltre il 33 per cento delle quote), l’Unione dei Comuni dell’empolese-Valdelsa (con oltre il 48 per cento), e in cui la quota di partecipazione dei nostri 4 Comuni viene ritagliata dal rimanente meno del 19 per cento e diventa così assolutamente minoritaria e residuale”.

Motivi per cui, secondo la capogruppo, “Sarebbe fondamentale, per un territorio di confine come è quello del nostro Comune e degli altri Comuni del Valdarno inferiore, poter usufruire di analisi e visite specialistiche anche nel territorio dell’Asl della Toscana occidentale”.

Per questo, Manola Guazzini interpella il sindaco per sapere “Se non ritenga necessario proporre fin da subito agli organi di governo dell’Asl Toscana centro una regolamentazione delle prenotazioni delle visite e delle analisi specialistiche per i cittadini del nostro Comune che tenga conto dei criteri di prossimità e consenta l’utilizzazione anche di strutture situate nel territorio dell’Asl della Toscana occidentale”.

“Se non ritenga indispensabile, come Cambiamenti sta chiedendo da due anni, prevedere almeno due volte l’anno una discussione del Consiglio comunale per discutere e intervenire al massimo livello istituzionale possibile per influire sulle scelte di bilancio e di investimento dell’Asl Toscana centro; e se è in grado, di concerto con la presidenza del Consiglio comunale, di programmare con buona approssimazione e in tempi abbastanza rapidi, il primo di tali consigli comunali”.

“Se non ritenga indispensabile, come del resto è previsto dalla legge regionale 40/05, che il prossimo piano integrato di salute dell’Asl, anziché essere sottoposto al Consiglio comunale come presa d’atto, come è avvenuto l’ultima volta, venga sottoposto a un processo partecipativo che si concluda con l’espressione di un parere articolato”.

“Se non ritenga indispensabile esercitare una pressione maggiore sulla realizzazione della Casa della salute di Ponte a Egola, di cui non si hanno notizie, sulla prospettiva delle strutture dell’ex ospedale di San Miniato; sull’adeguamento delle sedi, delle strutture e dei servizi dei distretti sociosanitari di San Miniato, San Miniato Basso e Ponte a Egola”.

“Se non ritenga in generale – conclude la capogruppo di Cambiamenti – necessario discutere come Comune di San Miniato sul funzionamento dei servizi ospedalieri e di pronto soccorso dell’ex Asl 11, sui servizi di continuità assistenziale, sull’organizzazione della rete di soccorso, sui criteri di distribuzione delle risorse sul territorio”.

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