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Dopo Marti, “la sicurezza sulle scuole sia prioritaria. Sulle ‘grigezze’ dei fatti pregressi serve fare chiarezza”

Le richieste di Squarcini, Bertagni e Reali in un'interrogazione a sindaco e amministrazione di Montopoli

“Chiediamo che sia reso pubblico il report delle strutture sulle quali si intende procedere. Chiediamo priorità d’intervento rispetto ad altre attività che, al momento, risulterebbero dispendio inappropriato di risorse. Chiediamo e ci aspettiamo che siano convogliate le risorse anche ricorrendo a variazioni di bilancio ad hoc, perché la sicurezza è prioritaria e in particolare, i ragazzi costituiscono il futuro e hanno il diritto di avere una formazione e una educazione in totale sicurezza, così come le insegnanti e il resto del personale che si dedica a questa fondamentale attività quotidianamente”. Con un’interrogazione che sarà presentata nel consiglio comunale di domani 10 novembre, al sindaco Giovanni Capecchi e all’amministrazione di Montopoli Valdarno lo chiedono i consiglieri comunali Silvia Squarcini, Cristiano Bertagni e Lara Reali.

L’interrogazione sulla sicurezza degli edifici scolastici e la programmazione degli interventi nasce da alcune “affermazioni dello stesso sindaco fatte in occasione della riunione con i genitori al campo sportivo di via Bulignano” (qui). Come, per esempio, “la scuola sarebbe in pericolo solo in caso di terremoto, parametri che non hanno dichiarato inagibile lo stabile ma solo non in perfetta sintonia con le sempre più stringenti normative attuali, con i criteri di allora la scuola di Marti li rispettava, con tre criteri rispetto ai 2 di 4 anni fa la scuola non è a norma. Dichiarazioni, quelle del sindaco che, dopo aver analizzato la documentazione d’ufficio, risultano quanto meno azzardate e, peraltro, assai imprecise.

Senza venir meno a quanto diremo in prosieguo, nessuna verifica di vulnerabilità sismica è stata avviata negli anni precedenti, con la sola esclusione della scuola di Angelica. E nessuna verifica sismica sulla scuola di Marti è stata avviata subito dopo che i solai qualche problema lo avevano manifestato già nel 2017. E quando, dopo due anni (2019) le indagini sulla scuola di Marti sono state comunque avviate per essere terminate nel 2021, con le necessarie procedure tecniche, il risultato non è stato solo di una inadeguatezza sismica bensì di gravi lacune strutturali che dovrebbero invece possedere per la funzione stessa che l’edificio assolve, cioè una scuola”.

Che la situazione strutturale delle scuole del territorio, scrivono i consiglieri nell’interrogazione, “fosse tutta da chiarire lo si evince già da una relazione, superficiale ma efficace, fatta nel 2003 dall’ingegner Francesco Montagnani e indirizzata al settore tecnico che, incaricato formalmente di ricercare i documenti dei collaudi di tutte le strutture scolastiche e, dove mancanti, di effettuare i collaudi sugli edifici sprovvisti, metteva in evidenza come per talune scuole esistessero i documenti minimi di legge, per altre scuole emergessero invece mancanze documentali, tra le quali quella di Marti, che impedivano di procedere al collaudo statico. Si legge letteralmente l’ipotesi che i documenti non fossero neanche mai stati depositati al genio civile”.

Per la scuola di Marti, nel 2017, è stata prodotta una relazione nella quale si legge che “l’edificio – spiegano i consiglieri – si presenta in buone condizioni statiche e di conservazione. E’ ribadito a più riprese che non ci sono segni di cedimenti strutturali, né lesioni degne di nota sulle parti verticali con la sola eccezione del locale mensa dove il solaio di copertura del locale, ubicato al piano primo, presenta invece le vere problematiche dello sfondellamento la cui causa, però, viene pacificamente ricondotta dal tecnico all’eccessiva luce e al ‘suo conseguente rilassamento per invecchiamento e viscosità dei materiali componenti’. Per quanto emerso nel 2021, è difficile comprendere su quali considerazioni, svolte solo sulla scorta di un’indagine visiva abbiano potuto indurre il professionista ad affermare quanto sopra. E’ lecito domandarsi, alla luce del fatto che esistevano ormai da tempo norme e linee guida sui metodi da seguire per certe indagini, non sarebbe stato più saggio, per il professionista, consigliare la amministrazione comunale di avviare subito opportune indagini, anche in virtù del suo ‘vecchio’ incarico.

Continuando a cercare nella documentazione ci si rende conto allora che l’incarico di cui si parla negli atti, fra il 2017 e 2021, risale al 2002 ed è ancora in essere pur non avendo prodotto alcun risultato per il Comune, nonostante siano trascorsi 15 anni.
Prendiamo atto allora di questo incarico del 2002 che, se correttamente svolto, avrebbe potuto preparare l’amministrazione, per gli anni a venire, all’opportuna programmazione per effettuare tutti quegli interventi, necessari e sistematici, al fine di mettere in sicurezza gli edifici pubblici comunali”.

In sintesi, spiegano i consiglieri, “Nel 2002 si affida l’incarico all’ing.egner Bottai per la verifica statica di tutti gli edifici del comune, Bottai accetta in ordine alla sua riconosciuta competenza espressa dal Comune, per 17 anni non succede nulla e nulla viene prodotto, nel 2019 constatando che sono ancora in bilancio 16mila euro impegnati a favore dello stesso tecnico, si coglie l’occasione, non per far fare tutte le verifiche necessarie e mai fatte, ma di limitarsi al solo plesso dell’Angelica. Ancora nel 2019 e grazie alla possibilità di accedere a contributi regionali, si decide finalmente di fare le indagini alla scuola di Marti, oltre che al plesso di Montopoli, incaricando professionisti competenti, da individuare mediante procedure di evidenza pubblica.

Dalla relazione presentata dall’ingegner Laura Negri, consegnata a settembre 2021, nelle conclusioni delle indagini si legge: ‘le verifiche statiche per carichi verticali agli stati limite ultimi, per molti solai, per alcune travi e pilastri in cemento armato e alcuni pannelli murari e una scala interna, non risultano soddisfatte’. Si sottolinea inoltre l’estrema pericolosità del vano scala specificando che ‘le tabelle al di sotto del piano di calpestio sono molto pericolose per gli studenti perché si possono staccare in qualsiasi momento’.

Le domande sorgono spontanee e chiediamo: nel 2002, a fronte della scelta giusta di operare subito quelle verifiche richieste dalla legge ed emanate a seguito di eventi calamitosi come, fra tutti, quello occorso a San Giuliano di Puglia il 31 ottobre 2002, perché per 17 anni non è stato fatto in realtà nulla? Perché i sindaci, gli assessori ai lavori pubblici e quelli alla scuola, non hanno fatto alcuna premura al Settore Tecnico per chiedere al professionista incaricato di ottemperare all’incarico ricevuto e, eventualmente, revocarlo per inadempienza? Perché si è accettato di buon grado, dopo 17 anni, che si motivasse l’inerzia con giustificazioni fantasiose (ripetute con gentile premura anche alla nostra ricezione degli atti) quali la mancanza di normative di riferimento per effettuare le indagini statiche e sismiche a fronte di precise disposizioni emanate in materia, almeno dopo il 2008 e a fronte di numerose indagini della stessa natura svolte correttamente da molti professionisti su altre scuole in Italia?

Perché, dopo 17 anni, si è ritenuto utile affidarsi di nuovo ad un professionista rimasto inoperoso per tutto il tempo, per affidare direttamente un incarico limitato a una sola scuola? Perché non si è ritenuto opportuno, comunque, affidare l’incarico attivando forme di partecipazione estesa, magari mediante piattaforme elettroniche, per offrire maggiore trasparenza e correttezza? Perché si è aspettato di cogliere l’occasione di possibili contributi regionali nel 2019 per dar seguito ad indagini tanto importanti, invece di procedere in tal senso senza alcun dubbio di priorità e lo si è limitato ad una sola scuola, coi risultati che poi sono arrivati?

I problemi manifestatisi col fenomeno dello sfondellamento dei solai, non dovevano essere un ulteriore stimolo per non lasciare nulla di intentato in tema di verifiche statiche e sismiche? Perché il sindaco dichiara che tutto sommato la scuola è in pericolo solo in caso di terremoto quando invece era inagibile, strutturalmente pericolosa, staticamente inadeguata? Perché parla di 3 criteri di prima, 2 criteri di dopo se le verifiche proceduralmente corrette non erano mai state fatte? A cosa sono dovute le affermazioni dell’assessore Scali secondo le quali le criticità nella scuola di Marti non potevano essere previste? (se era dal 2002).

Quest’ultima domanda apre a ulteriori considerazioni di particolare importanza. Appare che, fino ad un recente passato, a fronte di incarichi quasi sempre affidati rispettando i principi della rotazione e trasparenza, alcuni abbiano però visto queste procedure disattese. Appare strano che a fronte del richiamo delle norme sul conflitto di interessi, per taluni, questa raccomandazione imperativa non venisse considerata nelle determinazioni prodotte. Appare strano che, in tema di conflitto di interessi, si sia considerato solo l’aspetto diretto dell’astensione degli amministratori legati da vincoli di parentela e non si sia fatto tesoro della raccomandazione della legge n. 241/1990, dove si sottolinea l’aspetto del conflitto di interesse anche potenziale.

Ci chiediamo allora se non sia corretto rivalutare l’incarico di assessori, poiché nel caso del potenziale poco importa che si esca per pochi minuti dalle sedute della giunta o del consiglio. Senza dimenticare che quanto qui ricordato, avrebbe dovuto soggiacere al più alto e nobile principio della imparzialità quale elemento salvaguardato dalla nostra Costituzione in quanto discende dal sacro inviolabile diritto all’uguaglianza”.

Ma non è finita: “Perché l’assessore Varallo non ha mai posto in programmazione triennale le verifiche di cui stiamo parlando? Complimenti alla giunta. Invece di vantarsi per aver riaperto un mese prima, visto che si sapeva da circa 15 anni che mancavano le verifiche statiche, non era meglio fare prima le indagini? Senza considerare che i ragazzi rientrarono nel mese di dicembre per andare pochi giorni dopo in vacanza per le festività natalizie.

Infine, non possiamo non notare, guardando le programmazioni politiche presenti e pregresse, i Peg e gli obiettivi assegnati ai responsabili e i programmi triennali delle opere pubbliche, che nulla vi è dal 2016 in poi, nonostante la situazione si portasse avanti dal 2002, segno evidente che non stava nelle priorità di questa amministrazione comunale, del sindaco Capecchi e del suoi assessori competenti (scuola e lavori pubblici). Triste constatare che tutti i piccoli progressi fatti sono dettati dalla spinta dei bandi regionali, comunitari o da urgenze intervenute.

Ora, al di là delle ‘grigezze’ dei fatti pregressi, seppur sia fondamentale fare chiarezza, noi ci auguriamo vivamente e chiediamo l’impegno del Sindaco e della Giunta tutta, ad adoperarsi in maniera sistematica, profusa, appropriata e coscienziosa per mantenere la priorità degli interventi sulla sicurezza di tutte le scuole, anzi su tutti quegli edifici pubblici che necessitano della messa in sicurezza”.

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