Quantcast

San Miniato, Mostra del tartufo “senza innovazioni né partecipazione. Mozione disattesa per scegliere la via più facile”

I consiglieri comunali di opposizione si aspettavano una manifestazione diffusa, con meno tensostrutture e concentrazioni di persone. "Speriamo nei controlli"

“Ancora una volta l’Amministrazione sceglie la via più facile: quella di lasciare le cose come stanno, invece di accollarsi la fatica di un processo di elaborazione, di progettazione, di proposta, di acquisizione del consenso su una linea innovativa. Che è però quella richiesta dai tempi in cui viviamo e dall’esigenza di valorizzare il territorio senza rischiare di distruggerlo”. La critica al Comune di San Miniato arriva dai consiglieri comunali di CambiaMenti Manola Guazzini, Lega Roberto Ferraro, Beatrice Calvetti e Federico Gregorini, Forza Italia Michele Altini per l’organizzazione dell’edizione numero 50 della Mostra mercato nazionale del tartufo bianco.

Un’edizione, quella del mezzo secolo, che doveva svolgersi lo scorso anno e che invece è stata poi rimandata causa pandemia. “Al di là – spiegano i consiglieri di opposizione – della decisione di incentrare il programma delle iniziative sul tema della donna, la struttura della mostra sarà la copia pressoché esatta dell’edizione 2019 e di quelle precedenti”. Nonostante, precisano, “L’8 giugno 2020 il consiglio comunale aveva approvato all’unanimità una mozione che impegnava tra l’altro l’Amministrazione a progettare una mostra diversa, maggiormente diffusa sul territorio, meno concentrata sulle tensostrutture e più volta a valorizzare spazi, fondi e palazzi antichi, a rispondere, sul piano della qualità delle iniziative e dell’organizzazione dei mezzi di trasporto per l’accesso al centro storico, all’esigenza di distribuire le presenze in spazi meno concentrati e in tempi più diluiti nell’arco della settimana.

La stessa Mozione impegnava l’Amministrazione a coinvolgere in questo lavoro di progettazione il consiglio comunale e tutti i soggetti interessati, quindi certamente le associazioni dei commercianti, gli operatori del turismo e i tartufai. Questo fu deciso ma niente di ciò si è verificato, nonostante che a settembre 2021 in occasione della risposta a un’interpellanza presentata in Consiglio, l’Amministrazione avesse ribadito gli orientamenti contenuti nella Mozione. In occasione della riunione della competente commissione consiliare tenuta il 2 novembre 2021, a meno di due settimane dall’apertura della Mostra e trascorse poche settimane dalla conferma della volontà di introdurre ampie modifiche all’evento del 50esimo, si è appreso che nessuna novità rispetto al passato ci sarebbe stata, venendo inoltre presentato un pacchetto di iniziative già interamente preconfezionato.

A motivazione dell’assenza di ogni modifica nella struttura della mostra è stata invocata l’emergenza covid, come se fosse l’emergenza covid a consigliare di concentrare nei pomeriggi delle domeniche qualche decina di migliaia di persone nello spazio di 200 metri senza alcun controllo del green pass agli accessi, né per salire sui pullman navetta, né all’ingresso dei tendoni, che proprio per evitare il controllo del green pass – è stato detto – non verranno chiusi lateralmente. C’è solo da augurarsi che i controlli sull’uso delle mascherine e sui distanziamenti vengano effettuati in modo più efficace di quanto non si sia fatto nelle notti estive di movida.

Ma al di là della questione, pur importante, del rispetto delle mozioni approvate dal consiglio comunale e di quella, ancora più importante, di prevenire il formarsi di cluster di contagio, la ripetizione della formula di tutte le precedenti edizioni mostra anche una concezione quanto meno discutibile del modello di sviluppo turistico di San Miniato. Non affrontare il problema del congestionamento dei tempi e degli spazi, né quello della qualità, dell’immagine, della innovazione e del rinnovamento di una mostra da anni divenuta statica, significa avere una visione ‘mordi e fuggi’ del turismo.

Nessuna presa di posizione da parte dell’amministrazione comunale anche su altri problemi connessi all’evento quale quello di una tutela adeguata degli ambienti vocati alla produzione del tartufo e delle piante che favoriscono lo sviluppo di questa risorsa e sulla opportunità di arrivare alla definizione di un marchio del tartufo bianco di San Miniato che distingua le produzioni del nostro comune, né sulla questione di ipotizzare una selezione dei gestori e degli sponsor tenendo conto di specifici obiettivi di salvaguardia della tipicità e di valorizzazione dell’immagine della città e dei suoi spazi”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Cuoio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.