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Lega Montopoli Valdarno: “Un consiglio imbarazzante. Risposte insoddisfacenti sulla sicurezza delle scuole”

"Riguardo il possibile conflitto di interessi ci è stato risposto che è una situazione solamente inopportuna"

“Un consiglio comunale a dir poco imbarazzante”. La capogruppo della Lega Silvia Squarcini e i consiglieri Lara Reali e Cristiano Bertagni definiscono così l’assemblea che si è tenuta ieri sera 10 novembre.

“Si è assistito – spiegano – perfino al tentativo di non rispettare le procedure che una seduta consiliare impone. Ci siamo sentiti rispondere alla nostra interrogazione che riguardava la sicurezza delle scuole (questa) durante un’altra interrogazione e alla richiesta di spiegazioni, il sindaco ha dichiarato che ‘tanto era più o meno la stessa cosa e che la nostra si poteva  leggere dopo’, ma intanto stava rispondendo al contenuto della nostra interrogazione, senza prima averne dato lettura, con sommarie dichiarazioni che sviavano dal corpo sostanziale dell’interrogazione stessa.

Con queste premesse si è iniziato a ragionare sulle scuole. Un fatto grave che avrebbe potuto minare la democratica possibilità del diritto di espressione che si è risolto dopo le nostre insistenze. Le risposte arrivate non hanno soddisfatto nella maniera più assoluta, non precise, non puntuali e non circostanziate. Questo ha portato inevitabilmente ad accendere gli animi e a trasformare il consiglio comunale in una bagarre al limite della decenza senza che nessuno, neanche il segretario comunale, intervenisse per riportare al rispetto delle norme di intervento vigenti nel regolamento comunale”.

Nell’articolata interrogazione, i consiglieri della Lega chiedevano, “In buona sostanza, come può la politica di una comunità essere in balia degli eventi in questo modo? Come può decidere di non essere chiara con i suoi cittadini? Sulle dichiarazioni fatte dal Sindaco alla cittadinanza in cui non ha mai menzionato danni di natura statica all’edificio ma ha sempre ricondotto il tutto al solo problema sismico dicendo che sostanzialmente la scuola era sicura, lo stesso ha risposto che le sue dichiarazioni erano dovute a ciò che l’ufficio tecnico gli ha riferito riguardo alle criticità della scuola. Risposta inaccettabile da parte del primo cittadino che deve documentarsi in prima persona attraverso gli atti senza scaricare colpe su altri, perché quando si firma un’ordinanza così importante e che ricade su una buona fetta della cittadinanza, la non conoscenza non è ammessa. Cosa dovremmo pensare che non sappia la differenza sostanziale che c’è tra un problema di natura statica e un problema di natura sismica? Nell’ordinanza si legge chiaramente”.

Rispetto alla risposta dell’assessore ai lavori pubblici, ha detto “che dall’inizio del loro mandato le scuole sono state la priorità e che ci sono stati numerosi e svariati interventi. Vero in parte, perché se da una parte gli interventi si sono fatti grazie alla ricorsa di bandi pubblici che li finanziavano, questo ha portato ad agire sulle scuole in maniera casuale, confusa e non sistematica. Se si parte da interventi di efficientamento energetico, adeguamento antincendio e tinteggiature trascurando la solidità e la sicurezza dell’edificio, per noi c’è qualcosa che non torna. L’Assessore dice ‘sfido chiunque a dire che uno dei nostri edifici guardandolo non è strutturalmente solido’. Bene, sull’edificio di Marti nel 2017 era stato incaricato un ingegnere di fare una mera indagine visiva il cui risultato dava lo stabile strutturalmente sicuro. Certo, chiunque in assenza di crepe evidenti potrebbe dirlo. Fatto sta che l’indagine tecnica, avviata solo due anni dopo da un altro ingegnere sullo stesso edificio ha prodotto un esito completamente opposto dichiarando lo stabile immediatamente inagibile. E ci vengono a dire che non era prevedibile? Se dal 2002 in cui si erano avviate le prime indagini, le avessero poi portate avanti senza indugio e senza aspettare che arrivassero bandi a cui accedere per poter procedere, visto oltretutto che almeno 16mila euro erano congelati in bilancio dal 2002 proprio per questo tipo di indagine, forse oggi non sarebbero ‘caduti dal pero’. E’ dal 2008 che esistono norme, procedure e linee guida precise ed è inutile che si dica che le norme son cambiate di continuo perché, in realtà, tra un cambio e l’altro, peraltro non sostanziale, sono intercorsi molti anni. Si aveva voglia in questo lasso di tempo di dar seguito alla norma. Non è possibile vedere che gli interventi eseguiti siano sempre il frutto della rincorsa ai bandi. La programmazione non è un optional e non è possibile andare avanti per variazioni di bilancio come fosse la regola.

Dovremmo poi non preoccuparci che lo stesso esito di non idoneità, non venga fuori su altre scuole datate, come quella di Capanne? Anche su questo plesso a breve si inizieranno lavori con soldi ricevuti dai bandi per l’efficientamento energetico e probabilmente si faranno anche le altre indagini necessarie. L’Assessore però dichiara che non è prevedibile se la scuola subirà la stessa sorte di Marti. Vista la datazione del plesso invece a noi sembra quasi scontato. Sicuramente, come ha affermato l’Assessore stesso, nessun edificio, tranne quello di Angelica, rispetta le normative antisismiche in virtù del fatto che all’epoca della costruzione non erano previste”.

Sulla trasparenza e rotazione, poi, “che dovrebbe esserci sull’affidamento degli incarichi a professionisti esterni hanno detto di aver fatto tutto nel rispetto delle norme e se alcuni incarichi non hanno seguito la procedura di ricerca sul mercato elettronico è stato per i tempi restringenti dovuti alla scadenza dei bandi e che l’importo dell’affidamento permetteva la trattativa diretta. Vero in parte, perché se i tempi erano così stringenti, non era opportuno affidare un solo incarico in maniera diretta e tutti gli altri della stessa partita, tramite indagine di mercato, visto che anche questi rientravano, per importo, nella possibilità di affidamento diretto. Non dovremmo pensar male?

Sull’aspetto del conflitto di interesse anche potenziale dovuto al legame di parentela con l’ingegnere incaricato di alcune indagini sulle scuole, è chiaro che dovremmo chiedere le dimissioni dell’assessore Scali, che sarebbero ‘convenienti’ nell’accezione antica di ‘fare la cosa giusta’. Su questo ci è stato risposto che non c’è nessun conflitto ma una situazione solamente inopportuna.

Non commentiamo e lasciamo gli accertamenti opportuni al segretario comunale che dovrà fare chiarezza su questo punto.
Sulla scelta dell’Ac di procedere prima sulla messa a norma del plesso di Angelica rispetto ad altri più datati, nessuna risposta. In realtà, mentre l’interrogazione dell’altro gruppo di minoranza è stata affrontata punto per punto, noi ci siamo dovuti accontentare di risposte sommarie. Forse era troppo scomoda? Invitiamo per questo la cittadinanza a guardare la registrazione del consiglio comunale per constatare di persona la veridicità delle nostre dichiarazioni. Ci hanno accusato di aver fatto illazioni e di aver male interpretato gli atti, ma carta canta. C’è poco da interpretare e se abbiamo messo in risalto l’incapacità programmatica e governativa di questa Amministrazione è la conseguenza dovuta all’evidenza.

Abbiamo affermato che al di là delle diatribe da spicciola politica per cui se vi è un numero di scarto uno si sente vincitore rispetto all’altro, noi vogliamo pensare a ciò che davvero fa il bene della nostra gente e dunque chiediamo con forza che finalmente l’Ac si sforzi nell’appropriatezza degli interventi, nella gestione corretta delle risorse, nella programmazione seria al di là del consenso, come un buon amministratore dovrebbe fare. E davvero ci chiediamo vivamente, per i tre anni che rimangono, che l’impegno del Sindaco e della Giunta tutta, sia di adoperarsi in maniera sistematica, seria, trasparente e coscienziosa per mantenere la priorità degli interventi sulla sicurezza di tutte le scuole, anzi di  tutti quegli edifici pubblici che ne necessitano. Diciamo basta al vedere agende politiche basate solo sui consensi senza considerare i problemi reali. E’ ora che si finisca questa non gestione della cosa pubblica. Crediamo che persone siano stanche di rassegnarsi silenziosamente a scelte mal sane e mal ponderate”.

 

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